Ogni mattina… (cronache di un genitore inviperito)

Ogni mattina, come moltissimi genitori, accompagno mio figlio a scuola.

Ogni mattina, dopo averlo accompagnato, mi congratulo con me stesso per non aver compiuto una strage.

Ogni mattina, quando accompagno mio figlio a scuola, mi pento di non aver fatto una strage il giorno precedente.

Di chi? Di altri genitori! E di chi altrimenti?

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Tutti (o quasi) contro Cicciobello morbillino

Quando ieri mattina ho sentito il primo di una serie di servizi su Cicciobello Morbillino quasi non riuscivo a crederci. Tutti (o quasi) contro di lui. Giornalisti, opinionisti, medici, persone comuni erano lì (e lo sono ancora) a dibattere sull’opportunità o meno della scelta commerciale fatta per immettere sul mercato un nuovo bambolotto. E non si parlava in termini di “è brutto“, “è bello“, ecc, ma si arrivava a sostenere che giocare con questo bambolotto potrebbe instillare nella mente delle bambine che il loro giocattolo non è vaccinato, altrimenti non avrebbe contratto il morbillo. Di conseguenza, le piccoline potrebbero pensare che possa essere giusto non vaccinarsi visto che poi basta la pezzuola fornita in dotazione per far passare la malattia.

Questa, signori miei, per come la vedo è una delle più grandi cazzate che io abbia mai sentito in tutta la mia vita.

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C’è qualcosa che non va

In un Paese in cui, purtroppo, molte cose non vanno, mi sembra che in questi giorni ci sia qualcosa che stona ancora di più del solito, perché temo possa minare la speranza di un futuro migliore.

Facebook, tristemente specchio del Paese, ci presenta continue condivisioni di post che vorrebbero essere di denuncia antifascista ma che a me sembrano dei veri “non sense“.

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La Nazionale specchio del Paese

Premessa: questo non è un post calcistico.

Voglio solo prendere spunto da quanto successo qualche giorno fa con la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia. Speravo che i litigi tra vecchi e nani panzoni che stanno portando il Mondo sull’orlo di una potenziale guerra nucleare potessero addolcire questa amara pillola da ingerire (ad uso e consumo di tutti coloro che siano dotati di ridotte capacità cognitive specifico che sto scherzando). Ed invece no. E allora tanto vale parlarne. 

Ne vale la pena, perché se ci pensiamo ci sono tanti aspetti della situazione della Nazionale che ci riportano a quello che noi vediamo ogni giorno nel nostro Paese.

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Di sushi, telepatia e maionese

Cucinare è bello, ma certi piatti che non sappiamo / non abbiamo voglia di preparare a casa preferiamo mangiarli al ristorante. Ne è un esempio il sushi, anche se a breve vedremo come non sia difficile farlo a casa. L’offerta di sushi, oggi, si è decuplicata, molti locali ce ne lasciano mangiare fino all’arresto cardiaco anche con soli 10,00 € (incluso il contributo…

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Come l’uomo può riconoscere l’amore a tavola

Questo non sarà un post del tipo “Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene se non si è mangiato bene“. No. Questa citazione di Virginia Woolf ha fatto più morti dell’influenza spagnola, quindi lasciamola stare. Il fatto è che a tavola si capiscono tante cose sulle possibilità di un futuro insieme. Un po’ […]

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Caro uomo, ti chiedo scusa.

Il supermercato è affollato come sempre. Mamme, papà, bambini, nonni, ragazzi intenti a cercare sugli scaffali il necessario per il pranzo, la cena, un aperitivo tra amici.

Un uomo è in piedi davanti al banco frigo riservato ai prodotti confezionati. In Francia la scelta è ampia e con meno di 1,50 € si possono comprare tre tramezzini farciti di tutto punto che in compenso quelli degli autogrill italiani sembrano le razioni K della II Guerra Mondiale.

L’uomo guarda i prodotti disposti ordinatamente in file colorate. Ha l’aria di non cercare qualcosa in particolare, non sembra interessato al tipo di prodotto. Lo guardo e non so nemmeno perché. Indossa una semplice felpa, dei pantaloni e scarpe da montagna e sulle spalle ha uno zaino. Nei posti in cui si vive la montagna vera, non quella fatta solo di aperitivi in baita, nessuno fa caso a come ti vesti. Ed infatti non è il suo abbigliamento ad avermi colpito. Solo in un secondo momento capirò che ciò che avevo notato era lo sguardo.200019237-001

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