Discussioni tra donne…


Ah, la tecnologia… da quando abbiamo fatto conoscenza con le nuove generazioni di telefonini abbiamo capito che, in realtà, telefonare è l’ultimo dei nostri pensieri, perché soprattutto con le tariffe che includono il traffico internet, esistono mille applicazioni che ci consentono di restare in contatto in tempo reale con i nostri amici: da utente Android mi vengono in mente HeyTell, che trasforma il telefono in una sorta di walkie talkie, oppure WhatsApp, un instant messenger che cambia la vita, nel senso che o stai dietro ai messaggi che ti arrivano in continuazione oppure vivi la tua vita (il multitasking in questo caso non è supportato).

Insomma, Apple o Android che sia, ognuno ha le sue applicazioni, con il risultato che i telefoni sono sempre più smart e noi lo siamo sempre di meno.

Ma non è di questo che voglio parlare.

Come molti utenti di WhatsApp, anche io ho i miei “gruppi” di discussione: uno di questi, in particolare, è stato scherzosamente chiamato “sala travaglio”, poiché due dei suoi membri stanno per partorire.

L’altro giorno sono iniziati i consigli alle future partorienti, con mia moglie che, come medico e mamma, suggeriva alcune soluzioni, determinati prodotti, ecc.

Il clima era più o meno come quello  delle pubblicità in cui delle amiche chiacchierano amabilmente  tra loro, finché una dice qualcosa del tipo “Stamani mi sono svegliata con delle emorroidi che sembravano la coda di Goku di Dragon Ball” e le altre sorridono e tirano fuori dalla borsa il prodotto miracoloso.

Soprattutto quando si tratta di bambini, ogni donna tira fuori una cultura disarmante.

A qualsiasi uomo è capitato di acquistare riviste come Quattroruote, magari non in previsione di un acquisto ma solo per passione; beh, anche le donne hanno il loro “quattroruote”: il catalogo dei passeggini.

Larghi, stretti, alti, bassi, fronte mamma, fronte strada, fronte mamma/fronte strada, impugnatura standard o maniglione unico, tre ruote oppure quattro, ruote larghe o ruote piccole, più o meno facili da aprire con due mani, con una mano, senza mani, con la forza del pensiero. A breve ci saranno anche quelli col filtro FAP, euro 6 e clima automatico.

Mia moglie, quando si è trattato di acquistare il passeggino, ha passato in rassegna ogni possibile modello attuale e futuro, anche perché avevamo certe esigenze di dimensioni (contano, contano!). Di conseguenza, ogni volta che qualche amica nomina un modello lei sarebbe in grado di montarlo, smontarlo, ripararlo ed esporne pregi e difetti. Il tutto in maniera assolutamente incontestabile.

Mediamente, l’uomo si limita a valutarne la maneggevolezza alla guida, perché tanto noi arriviamo fin lì, non ci si può aspettare altro. Non ci è mai venuto in mente che puoi trovarti a dover chiudere il passeggino con una mano sola perchè con l’altra stai tenendo in braccio il figlio, aprendo lo sportello e portando la spesa.

La cosa più bella, però, restano le discussioni sulle cremine. Quella per il sederino arrossato, quello per la pelle secca, quella idratante che non unge, quella che unge ma non idrata, quella che non fa un cazzo neppure se la metti 100 volte ma in compenso costa un’esagerazione.

C’è la crema con il 15% in più di non so cosa preso dall’Emù (giuro, è vero), che se uno va su Wikipedia (per quanto possa valere) trova scritto “non globalmente minacciato”, ma se continua così secondo me lo possiamo salutare.

Se si assiste ad un dialogo tra mamme sembra di essere ad un convegno di fisiologia: tutte hanno provato tutto e discutono di effetti positivi e collaterali come se fossero dei docenti.

Prendiamo 10 uomini e chiediamo loro in base a cosa sceglierebbe la tettarella per il biberon. Già è manna se qualcuno è a conoscenza del fatto che queste variano per la quantità di liquido che fanno passare; se tiriamo fuori lo “scoop” che esiste il modello che costringe il bambino a fare lo stesso movimento di quando succhia il capezzolo allora possiamo vedere 10 bocche spalancate. Ma perché, non è lo stesso movimento?

No, non lo è, e nessuno si è mai degnato di informare il futuro papà.

La mamma, invece, lo sa già. Le è stato confidato in gran segreto da sua madre, alla quale era stato detto dalla nonna, e così via. Un segreto che si tramanda di madre in figlia e che viene discusso anche durante i corsi preparto ma detto nell’orecchio mentre i mariti vanno a prendere le giacche.

Insomma, ecco di cosa discutono le donne in vista della nascita di un bambino, e lo fanno con la naturalezza e la serietà con la quale un gruppo di uomini si sofferma a commentare la partita di calcio.

Oddio, in realtà tutto questo rientra nella norma: per un padre il bambino prende il latte perché deve mangiare, mentre per la madre è un problema di idratazione. Per il padre il pannolino si cambia spesso perché si vede che il pupo (o la pupa) è un gran cagone (detto, solitamente, con malcelata fierezza), mentre per la madre si sostituisce perché la pelle è molto sensibile e non va irritata. Il padre ritiene (inizialmente) che se i figli si sfiancano nel giocare poi dormiranno più facilmente, mentre la madre sa che se sono troppo stanchi faranno fatica ad addormentarsi.

Questione, a volte, di punti di vista, altre volte di quella incompetenza che la natura ci ha affibbiato e che fa sì che senza una donna accanto un uomo non possa sopravvivere più di tanto.

Le donne si preoccupano, giustamente, di tutto ciò che riguarda il bambino e iniziano a farlo ben prima di averlo, perché bisogna arrivare preparate al momento giusto. L’uomo solitamente attende il problema per cercare una soluzione.

Non è mica un caso se il parto spetta alle donne!

Ma ci sono momenti in cui, spinti da un impeto di orgoglio, vogliamo entrare anche noi in queste discussioni!

Io sono partito da un livello di conoscenza zero e penso di essere arrivato ad un punto almeno decente grazie al fatto di avere una moglie che, con molta pazienza, si è messa lì e mi ha spiegato un po’ di cose finché la mia RAM non si è esaurita. Quindi, ogni tanto, mi fa anche piacere tirare fuori dal cilindro qualche suggerimento.

A volte mi rivolgo direttamente al futuro padre, ma quando parlo e vedo il suo sguardo vitreo capisco che sto parlando una lingua sconosciuta. E lo so perché anche io, inizialmente, reagivo così.

Allora mi giro verso la mamma e mi gioco il carico da undici, toccando l’argomento “ragadi” in tema di allattamento. Gioco sporco, lo so, perché nessuna donna le vuole e tutte le temono. Ma con la gravidanza di mia moglie abbiamo scoperto la soluzione.

Ah, se poi ti dovessero venire le ragadi compra subito le coppette d’argento, le metti e vedrai che ti cambia la vita da così a così in 2-3 giorni“.

Ecco qui le coppette!


Ecco qui le coppette!

E mentre la futura mamma risponde “Ah sì?” e poi interviene mia moglie per spiegare l’effetto cicatrizzante dell’argento, immancabilmente mi chiedo: ma mi sento mentre parlo? “Coppette d’argento“? Per me non dovrebbero essere altro che un regalo della zia nella lista di nozze! “Ti cambia la vita“? Ma perché, ho mai allattato così da sapere come ci si sente?

Non è tanto quello che dico, ma il trasporto ed il coinvolgimento con cui lo faccio.

In quel momento mi sento come se mi fossi messo i batuffoli di ovatta tra le dita dei piedi e mi stessi mettendo lo smalto.

Ma sono convinto che in quei momenti mia moglie è orgogliosa di me, più o meno come lo sono io di lei quando mi segnala un giusto fuorigioco o, come qualche tempo fa, quando sentendo nominare Boniperti mi disse: “Boniperti… Boniperti… era un calciatore, no?“. Ti adoro!

Insomma, il mio consiglio agli uomini in generale è questo: quando le donne parlano di argomenti più o meno strettamente femminili (non fate rientrare in questa categoria l’arrivo di un figlio, altrimenti rischiate il divorzio), ascoltate bene e cercate di memorizzare, perché quando meno se lo aspettano potrete dire anche voi la vostra e potrete dar loro modo di pensare “Come sono fortunata ad averlo accanto”!

Anche se, magari, non avrete la più pallida idea di ciò che avete detto…

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3 pensieri riguardo “Discussioni tra donne…

  1. Grazie Giorgia! Ma d'altra parte è normale che vi scambiate pareri… lo fate sulle scarpe, perché non farlo sui bambini? 🙂 Seriamente, l'esperienza (per quanto limitata possa essere) di chi si è già trovato in una certa situazione è un patrimonio da sfruttare… Però a breve arriverà un post di rivalsa dei maschietti, sennò vi montate la testa :-)Un abbraccione!!!

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  2. ahah….bravo Lello!!!da neo mamma confermo tutto!!!! soprattutto per le amiche, già mamme che per noi sono come degli oracoli dispensatori di saggi consigli!!!!!e poi anche le discussioni dedicate su whatsApp…ci hai inquadrate proprio bene!!!!

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