Le follie del Comune di Modena


Non dovrei scrivere per sfogo nel vero senso della parola, ma ci sono dei momenti in cui o prendi qualcuno per la gola e poi ci si rivede in tribunale, oppure cerchi altre soluzioni.
Siccome andare in tribunale non è il massimo della vita, eccomi a raccontare cosa succede nella civile città di Modena.
L’argomento, tra l’altro, potrebbe essere utile anche ad altre persone, visto che stiamo parlando di parcheggi a pagamento.

Da settembre (doveva essere luglio, poi agosto, poi alla fine settembre) è entrata in vigore la nuova regolamentazione dei parcheggi: in pratica, sui viali che circondano il centro della città ed in molte zone esterne al centro non si potrà più parcheggiare gratuitamente ma si dovrà pagare la sosta in base alla tariffa prevista per ogni settore.

Fin qui, tutto nella norma, se si eccettua il comprensibile giramento di scatole di chi deve prevedere questa ennesima spesa quotidiana.Ma la vicenda è tutto tranne che “sensata”.
Io abito in una strada di un centinaio di metri, a sfondo chiuso, il cui traffico è limitato ai veicoli dei residenti e poco più.
A giugno sono iniziati a comparire nelle cassette della posta alcuni avvisi, tra i quali uno molto interessante in cui si invitavano i titolari di passo carrabile a verificare la loro documentazione, poiché in caso di anomalie sarebbero state disegnate le strisce blu anche davanti ai passi non regolarizzati.
Prima domanda: cosa succede alle case disabitate ed in vendita che hanno un cancello per l’accesso? I proprietari devono richiedere un passo carrabile che non utilizzano per non vedersi impedire l’ingresso in casa?
La risposta è arrivata pochi giorni dopo, ad inizio luglio, quando sono arrivati gli addetti per disegnare le strisce blu: tutti i cancelli sono stati “salvati”.

Ma (e qui la prima cosa ironica) adesso l’intera via è dotata di n°6 posti auto a fronte di un numero di famiglie che è almeno il doppio. Infatti, si è pensato bene di disegnare le strisce su un solo lato della strada, con il risultato che sull’altro è vietato parcheggiare ed i posti disponibili sono meno della metà rispetto a prima.
Quando sono state chieste spiegazioni è stato risposto che, così facendo, si evitano problemi quando si incrociano due macchine, una in entrata ed una in uscita. 
Per capire l’ironia di questa affermazione (il secondo aspetto su cui si può ridere) bisogna ricordare che parliamo di una strada a fondo chiuso e oltre a questo bisogna tenere conto che l’accesso avviene da una strada secondaria ed a senso unico. Risultato: la situazione descritta si verifica, nel peggiore dei casi, una volta al giorno con vetture che si muovono a circa 30-40 km/h…

Andiamo avanti.
Ai residenti delle zone interessate dalla nuova regolamentazione, è stata data la possibilità di avere il permesso di parcheggio, anche nelle zone con strisce blu, al prezzo di 30,00 Euro annui (a vettura). Che diventano 300,00 per i non residenti che, lavorando nelle future zone a strisce blu, avranno bisogno di utilizzare i nuovi parcheggi…
Inizialmente, il tutto doveva essere ufficiale dal 21 luglio e dunque  per i residenti era stata calcolata una quota di 13,00 Euro valida fino al 31 dicembre.

Tuttavia, la scadenza è stata prorogata, in un primo momento, al 6 agosto. Io mi trovavo di ritorno a Modena il 13 agosto ed ho incontrato una persona disperata perché doveva parcheggiare, voleva pagare la sosta ma nessun parchimetro era funzionante.
Alla fine si è scoperto che la proroga è stata estesa praticamente a inizio settembre.


Eccoci al terzo punto ironico, che però comincia a fare incazzare. Poiché i 13,00 Euro erano stati calcolati per coprire il periodo di abbonamento dal 21 luglio al 31 dicembre,  se l’inizio del progetto slitta di un mese ci dovrebbero essere almeno 2,00 Euro circa da pagare ad ogni cittadino residente oltre a quelli da restituire ai non residenti che per lavoro hanno dovuto fare l’abbonamento! E non parliamo del singolo che deve riavere 2 euro, ma di 2 euro moltiplicati per non so quanti utenti versati al Comune.


Ma il peggio, forse, deve ancora venire.
Poco prima della metà di luglio mi sono rivolto all’ufficio competente del Comune per la necessaria documentazione e il pagamento della quota. Ho fatto tutto con relativa rapidità, il comune è abbastanza efficiente, anche se per richiedere un abbonamento per terzi (la moglie, ndr) è necessario portare non la patente ma la fotocopia della patente perché la fotocopiatrice dell’ufficio è rotta (???? stiamo scherzando???). 
Il ragazzo che mi ha assistito nella procedura mi ha chiesto una e-mail per ricevere informazioni ed avvisi sulle scadenze ma subito dopo, un po’ a bassa voce, mi ha detto che secondo lui questo servizio non verrà mai attivato.
Qui finisce ufficialmente la parte in cui si può anche ridere.

Mi aspettavo di ricevere (subito o per posta) un contrassegno da esporre  sulla vettura, ed invece ho scoperto che il Comune non rilascia alcun contrassegno e pertanto è necessario avere sempre con sè, in macchina, la ricevuta di pagamento dell’abbonamento.

In cosa si traduce questo? Vuol dire che chi è deputato a verificare se una vettura ha diritto di sostare in una determinata zona oppure no, deve essere dotato di un apparecchio portatile sul quale digitare la targa e verificare il pagamento del permesso. Quindi, stiamo già parlando di uno spreco di denaro, perché sarebbe molto più semplice rilasciare un contrassegno per ogni vettura con tanto di targa: chi lo ha è autorizzato e chi non lo ha viene multato, esattamente come avviene per i parcheggi riservati agli invalidi.
Inoltre, il motivo per cui si suggerisce di tenere sempre con sè la ricevuta di pagamento è perché chi accerta la sosta può anche sbagliare ad inserire la targa o ci può essere un problema nel sistema: se ciò si verifica, la multa è inevitabile e può essere contestata solo esibendo la ricevuta di pagamento.
Follia.

Oggi, rientrato a casa per pranzo, vengo informato che una nostra vicina è stata multata sotto casa.
Avendo regolarmente pagato il proprio abbonamento, la signora è andata dalla Polizia Municipale, ha esibito i documenti e la multa è stata annullata.

Alla domanda “Se mi succede di nuovo cosa devo fare? Devo tornare qui ogni volta?”. 
La risposta, ovviamente, è stata “sì”.

Su situazioni del genere non ci sono molti commenti da fare.
Mi viene solo da dire che cose simili sono quanto di più lontano possibile si possa verificare in una città civile.
Questo è lo specchio dei nostri tempi, in cui anche le questioni che richiedono un minimo di raziocinio (ma veramente un minimo) vengono gestite senza alcun criterio.

Complimenti al Comune di Modena.
E andiamo avanti così…

Post scriptum: aggiungo questa nota alcune ore dopo aver scritto il post giusto per dire che nel pomeriggio la stessa signora è stata nuovamente multata…

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