Corso prematrimoniale, contraccettivi e "metodo Billings"


Decidere di sposarsi è un bellissimo sguardo verso il futuro, ma ovviamente comporta alcuni passi da compiere. Rito civile o religioso che sia, ci sono comunque degli adempimenti burocratici ai quali non ci si può sottrarre.

Ma per chi sceglie di sposarsi in chiesa c’è un ostacolo da superare: il corso prematrimoniale.

Detto così sembra di parlare di un esame, ma in realtà, per quanto venga rilasciato un attestato, si viene “rimandati” solo se non si frequenta. La preoccupazione generale, però, non è tanto quella di superare il corso, quanto piuttosto di sopravvivere ad esso.

Bisogna dire, innanzitutto, che non esiste uno schema classico di corso prematrimoniale, né per i temi da discutere né per la durata o la tipologia di incontro. Dipende da tante cose, non ultime le abitudini del parroco ed il rapporto che si ha con quest ultimo. Ho sentito diverse coppie che hanno fatto il corso praticamente da soli con il parroco (che, per inciso, non sempre è quello che poi celebrerà le nozze), chi ha fatto 10 incontri, chi ne ha fatti 3, chi ha avuto il permesso di sposarsi senza essere stato cresimato, ecc.

Ecco perché è difficile descrivere uno schema generale del corso.

Fatto sta che all’idea di frequentarlo sono in molti ad avere qualche perplessità. E tra amici capita di chiedere informazioni a quelli che lo hanno già fatto, giusto per sapere di che morte morire. “Non ho voglia”, “Ma a che serve?”, i principali dubbi.

Il primo si risolve facilmente: se ti vuoi sposare in Chiesa la voglia te la fai venire.

Per quanto riguarda il secondo… beh… parliamone 🙂 Vi racconto la mia esperienza.

Io e mia moglie abbiamo frequentato il corso prematrimoniale nell’inverno del 2009. Purtroppo la nostra parrocchia non organizzava corsi e dunque abbiamo dovuto rivolgerci altrove. Gira e rigira, abbiamo incontrato un parroco che ci ha accolti nel suo corso: 8 incontri da spalmare, a scelta, su uno o due mesi.

In quel periodo avevo già due sere a settimana bloccate da un altro corso, ma abbiamo optato comunque per la versione “intensiva”: una cosa prima la fai e meglio è. Fortunatamente avevamo una coppia di amici che avrebbe frequentato con noi e quindi abbiamo affrontato il corso con un certo entusiasmo.

Non ricordo esattamente l’ordine con cui sono stati affrontati certi temi ma credo (spero) che non dimenticherò mai alcuni momenti particolari.

Lo schema di base era il seguente: noi coppie (8, se non ricordo male) interagivamo con il parroco e con 1-2 ospiti che a turno erano invitati per trattare l’argomento del giorno. Ricordo che il tema più difficile da affrontare, per la sua noiosità, fu quello degli aspetti legali del matrimonio: un vero stillicidio in cui l’unico argomento che non venne trattato fu l’uxoricidio, che invece a qualche moglie o marito può sempre tornare utile, non si sa mai.

Altra lezione interessante fu quella in cui noi futuri mariti fummo separati dalle future mogli ed entrambi invitati a scrivere, su una grande tabella, cosa pensavamo delle nostre metà. Dopo un iniziale silenzio, uno di noi si azzardò a esporre il suo punto di vista: “Io trovo fastidioso quando mi urla contro che non porto mai fuori il cane”. Subito un altro lo seguì: “Sì, è vero! E la mia mi rimprovera sempre perché dedico troppo tempo agli amici”. Gli argini si ruppero, ci fu un climax crescente incredibile, voci che si accalcavano ed io ed il mio amico, con il pennarello in mano, non sapevamo che fare. Uno, quasi schiuma alla bocca, disse: “Scrivi che devono smettere di comandare loro in casa!”. Io lo invitai a calmarsi e gli ricordai che quella sera avrebbe dovuto comunque tornare a casa e lì avrebbe potuto scoprire che non ci sarebbe più stato alcun matrimonio da organizzare.

Decidemmo che le nostre metà erano perfette così come erano.

In ogni caso, la “lezione” che non manca mai in un corso prematrimoniale è quella sui metodi contraccettivi.

Perché è vero che la Chiesa benedice l’arrivo dei figli “se” all’interno del matrimonio, ma è anche vero che comunque vuole dire la sua su come fare se marito e moglie non vogliono trasformarsi in una coppia di conigli. Il ché, come principio, non è poi sbagliato: se uno vuole la benedizione della Chiesa per sposarsi deve comunque accettare che questa abbia il suo punto di vista e lo difenda.

Ma in realtà quella serata fu la più bella di tutto il corso. Lo spunto per parlare di questo argomento l’ho preso in parte da una pubblicità che possiamo ammirare da alcuni giorni: lui e lei intervistati sul divano di casa, con un apparecchietto tipo “portacipria” in mano che decide quando e se possono avere rapporti liberi. Tutto questo con un bel sorriso e con la specifica che questo sistema è attendibile nel 96% dei casi. Ciò equivale a dire che il 4% delle volte, se ti va bene, ti dice di non trombare quando invece puoi (e già sale il nervoso). Se invece va male ci sono quattro coppie su cento che hanno un figlio con rapporti “autorizzati” dal fido computer.

Quattro su cento… sembrano poche?

Complimenti, bel metodo! Ma allora, come si fa ad avere rapporti senza preservativo e non restare incinta?

Nessun problema, c’è il corso prematrimoniale. A parte il fatto che la coppia che fu invitata a parlare non doveva aver avuto molti problemi a seguire l’indicazione della castità (unico vero grande contraccettivo), il bello della discussione lo raggiungemmo sugli aspetti fisiologici dei vari metodi contraccettivi.

Dalla pillola alla spirale, ai prodotti spermicidi: analizzati tutti uno per uno non senza qualche tentennamento da parte degli “esperti”, capitati in un vero e proprio “giro di schiaffi”, come si dice dalle mie parti, visto che tra i presenti c’erano tre medici ed una biologa pronti ad infilare il dito nelle falle delle teorie espresse.

Alla fine, uno dei partecipanti al corso alzò la mano: “Ok, belle tutte le obiezioni fatte fino ad ora. E il preservativo? Non è un medicinale, non consente la fecondazione quindi non uccide nessuno. Va bene?”.

Ovazione per lui da parte di noi partecipanti e grande imbarazzo da parte dei “docenti”, che iniziarono ad arrampicarsi sugli specchi. Almeno fino a quando a dirimere la questione non intervenne il prete. “Beh, ma ragazzi, su, lo sappiamo tutti che con il preservativo non si sente nulla…“.

Attimo di gelo. Io mi trovai sul punto di sputare un polmone per trattenermi dal ridere, mentre vedevo molte facce letteralmente allibite da quelle parole. Che non sono quelle che ti aspetti da un prete 50enne.

Insomma, neanche il preservativo fu approvato.

preservativo_ilpuntodilello

Tuttavia, chi non vuole fidarsi né del portacipria che scazza né del pari o dispari non deve temere, perché una soluzione c’è, ci è stata data e ve ne faccio dono: il metodo Billings. Mi astengo da qualsiasi commento, e vi dico chi sono i coniugi Billings.

Evelyn e John Billings, classe 1918, erano una coppia di medici (dico “erano” perché John Billings è morto nel 2007) che hanno dedicato la maggior parte della loro vita a girare il mondo per promuovere l’omonimo metodo di controllo delle nascite, approvato dalla Chiesa Cattolica e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il metodo è basato, per dirla in breve, sull’osservazione di  particolari modifiche del muco cervicale che indicano il momento buono per accoppiarsi e quello in cui il rischio di concepimento è più alto. Lo so, detta così non è molto esauriente come descrizione, ma fidatevi, ci sono cose che è meglio non sapere! Detto questo, a parte il fatto che altri studiosi si sono azzardati ad elaborare grandi metodi come il noto Ogino-Knaus, che ha fatto nascere più figli della fecondazione artificiale, volete qualche informazione in più sui coniugi Billings?

Beh, vi basti sapere che quando John era ancora in vita i due vantavano una squadra di 9 figli, 40 nipoti e 9 pronipoti!!!

Quindi, riassumiamo: questi hanno avuto 9 figli che hanno trombato come ricci con una media di quasi 4,5 figli a testa e volevano convincere il mondo di sapere come fare per non concepire?

Un risultato lo hanno ottenuto: non concepisco questo metodo. Sarebbe come se mi mettessi a mangiare un cannolo siciliano davanti ad un bambino denutrito cercando di convincerlo che so benissimo come fare ad aver fame: è solo che non mi va.

Che vi devo dire, vi sembrerà strano ma le cose stanno proprio così.

Insomma, se volete sposarvi in Chiesa andate sereni al corso prematrimoniale: non vi ucciderà, al limite vi potrà far sbadigliare (non se il prete è uno “ganzo”) ma magari vi regalerà qualche momento come quello che avete appena letto.

Per quanto riguarda i metodi contraccettivi: fate come vi pare, ma lasciate perdere i computer! Almeno per trombare vediamo di decidere noi cosa fare della nostra vita.

E a chi di voi si affida al malefico portacipria… occhio, il software lo hanno elaborato i Billings!

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