Ha ragione la Minetti…


Sulla Minetti è stato scritto di tutto e di più ed io non sono certo un giornalista in grado di fornire scoop clamorosi.
Quelli li lascio a chi conosce questo mestiere ed ha i mezzi per farlo. In particolare, oggi Il Portaborse titola: “La Minetti se la ride, aveva ragione, la più pulita ha la rogna…”.
Cosa vuol dire questo titolo? Vuol dire che mentre in tanti eravamo concentrati a dare addosso alla Minetti solo perché una gnocca così in politica ci suonava molto strano (soprattutto non essendo una con chissà quale gavetta alle spalle), rischiavamo di perdere di vista ciò che succedeva ad altri. Ecco che Il Portaborse oggi riporta la notizia del coinvolgimento di una “nemica” della Minetti, Sara Giudice, in una storia di voti raccolti in suo favore dalla ‘Ndrangheta su richiesta del padre (andate a leggere l’articolo…).
E perché avrebbe ragione la Minetti? Semplicemente perché aveva detto “Almeno io non rubo”.
Ma, aggiungo io, non solo.
Ci siamo abituati a vedere VIP o presunti tali entrare in un partito per muovere i voti legati alla loro immagine o geni della lampada come Flavia Vento, che si danno alla politica come io potrei darmi all’astrofisica o alla traduzione dei Manoscritti del Mar Morto.
Colti dal raptus di questa presunta uguaglianza “gnocca = incapace“, abbiamo (io per primo) additato la Minetti fin dal primo giorno.
Da un lato magari giustamente, perché entrare in Regione Lombardia di punto in bianco come Consigliere farebbe comodo a tanti e molti magari ci riuscirebbero solo dopo essersi fatti il proverbiale mazzo.
Ma abbiamo dato alla Minetti il beneficio del dubbio o ci siamo arrestati all’ammirazione delle sue tette presupponendo che lei non potesse essere dotata che di quelle?
Certo, lei non ci ha aiutati con frasi come quelle dell’altro giorno, con le quali dichiarava di far politica in quanto giovane, perché non tutti i giovani fanno politica (grazie a Dio) né è detto che i giovani che vogliano farlo ne abbiano le possibilità.
Né ci ha invogliati a capirla quando diceva che per fare politica non bisogna essere preparati.
Ma resta il fatto che in una situazione come quella attuale, in cui si scopre ogni giorno di più che la Prima Repubblica, quella dei magnoni e delle infiltrazioni mafiose, è ben lontana dall’essere veramente finita, c’è poco da prendere in giro la Minetti.
Sono andato a vedere i dati pubblicati dalla Regione Lombardia, relativi al periodo 11 maggio 2010 – 31 luglio 2012: ebbene, Nicole Minetti, nata a Rimini il giorno 11 marzo 1985 e proclamata il 21 aprile del 2000, risultava presente a 56 meeting su 70, con 13 congedi ed una sola assenza.
Giusto per avere un raffronto, nello stesso periodo Formigoni ha collezionato 50 presenze, 18 congedi e 2 assenze.
Quindi di sicuro quanto meno non possiamo dirle che non prende parte ai lavori della Regione, cosa già non così scontata per tutti.
E le sue presenze non sono passive, ma condite da interventi e presentazione di proposte. A queste si aggiunge la partecipazione come componente della III Commissione Sanità e Assistenza e della VII Commissione Cultura Istruzione Formazione Professionale, Sport e Informazione.
Insomma, non siamo davanti alla reincarnazione di De Gasperi, ma dobbiamo dar atto alla Minetti che, in un momento in cui, riprendendo il titolo de Il Portaborse, il più pulito ha la rogna, forse è il caso di soffermarsi un po’ di più sulla sostanza e un po’ di meno sulle simpatie, antipatie e sui pregiudizi.
Lasciamo che giri per le strade con le magliette che vuole, con i pantaloni a vita bassa o col maglione a collo alto. Mettiamo un bel “chissenefrega” sopra a quello che non è altro che un nostro giudizio personale su come va in giro una persona nei suoi momenti di vita privata. Giudichiamola per cosa fa nel suo ruolo istituzionale e accettiamo che una possa fare politica pur essendo una gran gnocca magari neanche tanto simpatica.
E chi proprio non ce la fa si metta l’animo in pace: perché, almeno ad oggi, dati alla mano ha ragione la Minetti.
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