Ma che bella settimana…


Di una cosa certamente non possiamo accusare la settimana che volge al termine: di non averci fornito spunti di riflessione.
A volte esilaranti, altri da battere la testa nel muro, ma comunque sempre tali da farci domandare: è uno scherzo o è la realtà?
Il lunedì ci ha regalato un paio di perle della Minetti, che in un’intervista ha espresso chiaramente il suo modo di vedere la politica: a) la fa perché è giovane, b) per farla non occorre una grande preparazione.
Sul primo punto penso che, in linea di principio, potrebbe essere una buona cosa vedere tanti giovani impegnati in politica (sempre se validi), se non altro per mandare a casa certe mummie che vediamo in parlamento. Sembra impossibile, ma la politica funziona al contrario rispetto alla società: arrivato ad una certa età non vai in pensione, diventi ministro, senatore, Presidente della Repubblica.
Certo è che, Minetti mia, passare da igienista dentale a Consigliere Regionale è, diciamocelo, una gran botta di culo e se fosse come dice lei avremmo risolto il problema dell’occupazione giovanile: altro che lavoro, tutti in politica.
E stando al punto b (ho detto punto, non lato… non si sa mai) si potrebbe anche fare. Oh, se Flavia Vento e Cicciolina hanno fatto politica…
Ma lasciamo stare la Minetti (che a breve sarà in grado di percepire la pensione per i 30 mesi in Consiglio Regionale…), perché lunedì è tornato a parlare Taormina, che si è detto stupito dell’arresto di Fiorito e convinto che questo abbia aperto una voragine. Di sicuro la voragine l’ha creata Fiorito con quello che si è messo in tasca secondo quanto possiamo leggere sui giornali. E certamente da lì  in poi hanno cominciato a tremare diversi Consigli Regionali.
Ma una cosa non possiamo perdonare a Fiorito: quel suo soprannome, Batman, che distrugge l’immagine di uno dei supereroi più amati, già minata dalla panza e dalla calzamaglia di Adam West e poi definitivamente affondata dall’ex Sindaco di Anagni.
E mentre piangevamo nel ricordo del nostro pipistrello preferito, Super Mario (non quello del videogioco, bensì quello che ha studiato economia) ci  ha ricordato che la parola d’ordine per uscire dalla crisi è una sola: coesione.
Ma che vuol dire? Che in previsione dell’arrivo dell’inverno dobbiamo stare vicinivicinivicini per scaldarci visto che non avremo neanche i soldi per comprare la legna?
Boh, secondo me vuol dire che “ci possiamo attaccare”.
Meno male che il martedì si è aperto con la notizia di Lady Gaga che ha vomitato per ben quattro volte sul palco del concerto di Barcellona. Certo, poverina, si sarà sentita male, ma poi ha continuato come nulla fosse a ballare: da qui il dubbio, sarà stato un vero momento di malessere o semplicemente una ennesima trovata di dubbio gusto? O ancora: avrà provato empatia nei confronti degli italiani di fronte a certe dichiarazioni di Monti? Boh.
La giornata è trascorsa abbastanza tranquillamente. Fini ha parlato della necessità della politica italiana di offrire “risposte credibili”, e così facendo ci ha almeno fatto fare un sorriso: proprio lui che, dopo aver deciso di correre da solo ed aver scoperto di non poter neanche camminare, di credibile ormai non ha più nulla. Voleva essere uno statista, ma ha scoperto che gli statisti sono fatti in modo diverso.
Mercoledì è stato l’apice della settimana.
Intanto ci siamo svegliati con un punto di IVA in più.
Poi Schettino, licenziato da Costa Crociere, ci ha rallegrati un po’, pensando bene di far causa all’ex datore di lavoro sostenendo di essersi comportato bene in occasione del naufragio della sua nave.
Oh, ci può anche stare. Dipende dai punti di vista. Magari per lui abbandonare la nave rientrava nei suoi compiti. Però, per carità, salutando prima tutte le persone a bordo, perché l’educazione innanzitutto.
Certo, ci vuole una bella faccia tosta a mantenere certe posizioni: ancora la vicenda giudiziaria non è conclusa e i giudici non siamo noi, ma la famosa telefonata di De Falco è difficile da dimenticare (e chi l’ha dimenticata può ascoltarla qui).
Sempre mercoledì ci siamo gustati Di Pietro, castigatore della Prima Repubblica, la cui manifestazione, dal titolo evidentemente sbagliato “Noi, un’altra storia“, è stata chiusa anzitempo dopo che il Segretario Regionale Maruccio è stato indagato per peculato.
Una bella figuretta per l’Idv, che però poteva salvarsi in calcio d’angolo cambiando nome alla manifestazione: “Noi, un’altra storia di magna mangna“.
Ed infine ci siamo beati della cialtronaggine di Marchionne, che per attaccare Renzi lo ha definito “Sindaco di una città piccola e povera”. Apriti cielo, prova a toccare Firenze e i fiorentini ti mangiano vivo.
E come dargli torto? Soprattutto quando a parlare così è uno che se ne risiede bello bello in Svizzera. E che forse lì, tra i verdi pascoli e le mucche fornitrici di latte per la prelibata cioccolata, ha trovato un angolo di paradiso per riflettere sulle sue massime, come quella del giorno successivo, quando ha chiarito che Firenze è piccola ma paragonata agli Stati Uniti. Come dire che il suo cervello è piccolo ma paragonato a una moneta da 1 centesimo.
Eh vabbè… ci siamo fatti un bel po’ di risate, che ci hanno portati al giovedì, giorno dedicato alla eroica traversata dello Stretto di Messina da parte di Grillo, atto che da una parte Mentana ha esaltato come neppure l’Istituto Luce esaltava il Duce (vedi Il Portaborse), dall’altra ci ha regalato la battuta più bella della settimana, quella di Feltri: “Grillo, con la sua nuotata trionfale, ha dimostrato l’inutilità del ponte sullo Stretto di Messina”. Fantastica.
Tutto questo per arrivare ad oggi, prima con la notizia del Nobel per la Pace  assegnato all’Unione  Europea (notizia che un mio amico, Giovanni Fabbri, ha così commentato: “è come assegnare il Premio Bontà a un palazzo durante la riunione di condominio”…geniale) poi con la dichiarazione di Napolitano che ha parlato della necessità di “Consentire agli italiani di compiere scelte determinanti per la composizione del Parlamento”.
E su questa frase io sono rimasto un attimo perplesso, perché mi sono detto: ha ragione il Presidente, noi italiani dobbiamo essere determinanti nelle scelte che riguardano il Paese. Siamo noi che dobbiamo decidere!
Bravo Presidente. Solo che mi sfugge il motivo per cui lui è stato tanto gentile e tanto cortese nell’assecondare la Signora Merkel quando ha imposto l’arrivo del governo Monti, che nessun italiano ha avuto il piacere di votare.
Ecco, mi sono sentito disorientato nel cercare di capire come possa essere determinante un italiano nel compiere le sue scelte se poi queste ultime vengono fatte anche da capi di Stato esteri con il placet del Presidente della Repubblica.
E con questo dubbio siamo arrivati al venerdì pomeriggio e per fortuna stiamo per tornare alle nostre case a goderci il week end. Durante il quale cercheremo di capire se in tutto questo c’è da ridere, c’è da piangere oppure sono notizie false che non potrebbero verificarsi davvero in uno Stato civile.
Il problema è che per noi il week end inizia, ma per tutte le persone che ho citato la settimana continua… e chissà quante ne combineranno da qui a domenica!!!
Buon week end!
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