Non toccate quella pizza…


“Vendere” sembra essere diventata la cosa più importante del mondo. Un oggetto, un servizio o se stessi, non importa, basta riuscirci. A qualunque costo. Certo, a volte si casca male e si rischiano degli sfondoni grossolani.
Questo è ciò che accade sempre più frequentemente nei programmi di cucina in TV.
L’offerta di questi programmi è pressoché infinita, si trova di tutto. Ma davvero di tutto! E non vuol dire che sia un bene!
Mi viene in mente Alessandro Borghese, chef di Real Time, protagonista di molte trasmissioni, che si atteggia come se avesse non tre ma un’intera costellazione di stelle Michelin, per poi rivelarsi molto più terra terra (guardatelo mangiare in Cortesie per gli ospiti: gomiti piantati sul tavolo, faccia da “mmm proprio bbbono” quando assaggia il vino… gli manca solo la parola. Pardon, il rutto).
Ma potremmo parlare anche di Mattia Poggi, giovane chef di Alice, che basa la sua carriera sull’imitazione di Simone Rugiati, purtroppo senza averne né la spontaneità, né la simpatia (né, probabilmente, la bravura).
Tuttavia, queste sono considerazioni personali, condivisibili o meno. E comunque non voglio parlare dei cuochi italiani, ma di quelli stranieri.
Ciò che è oggettivo è che un numero sempre maggiori di chef o “esperti” in generale, punta su un articolo che si vende sempre, in tutto il mondo: la cucina italiana!
Ci sarebbe di che andarne fieri (parlo di noi italiani), se non fosse che quella che viene venduta non è esattamente “italiana”: sono rivisitazioni che spesso snaturano completamente i piatti, rendendoli sì buoni, ma moooooooooolto lontani dall’essere parte della nostra cultura gastronomica.
Gli appassionati di dolci e torte varie probabilmente già conoscono Buddy Valastro, il pasticcere di Il boss delle torte (in onda su Real Time): ogni suo episodio è un piacere per la vista se guardiamo il lato “estroso” del mestiere del pasticcere. Certo, qualitativamente e tecnicamente parlando non stiamo parlando del Luca Montersino americano, ma di qualcuno comunque in grado di grandi creazioni (nel senso letterale della parola) che ci lasciano spesso a bocca aperta (e perché no, un po’ invidiosi).
Andrebbe tutto bene se non fosse che Buddy conduce anche un’altra trasmissione, In cucina con Buddy (titolo originale Kitchen Boss, per richiamare la trasmissione sorella, Cake Boss).
In questa trasmissione, in cui a volte fa davvero venire l’acquolina in bocca, Buddy ha un grandissimo torto: rivendicando le sue origini italiane, cerca di vendere al pubblico ricette che italiane non sono ma che lui presenta come tali.
“Questa è la cucina italiana, baby!” è la sua frase ad effetto. 
Difficile elencare ciò che nel tempo ha provato a propinare come pasto tipico italiano, perché il nostro cervello tende a rimuovere certe cose. Chi mai in italia mangerebbe pasta ed insalata contemporaneamente?
 
Beh, secondo Buddy è una cosa normale. Così come ogni tanto se ne esce con nomi di prodotti o di piatti che definisce “tipici” di una certa regione e che magari non si trovano neppure su Google.
Provate a guardare una puntata di questa trasmissione ed avrete le prove.

Ma Buddy è in buona compagnia.

Ogni tanto mi capita di vedere uno dei tanti programmi di cui è protagonista Lorraine Pascale, ex modella, adesso cuoca e, come si dice in gergo, pâtissière.
Può piacere, può non piacere. A me non entusiasma, un po’ per colpa dell’orrendo doppiaggio italiano, che le regala una voce non esattamente gradevole; un po’ perché la sensazione è che cerchi di ricalcare un po’ troppo il modus operandi di Nigella Lawson (sospiro… ndr).
Non è raro che vedendo ciò che cucina possa venire voglia di emularla nella propria cucina. Ma l’altro giorno anche lei è caduta nella “truffa” dell’italian style.
In previsione dell’arrivo di un ospite decide di preparare la pizza. E già qui mi chiedo: se parli di “pizza” prepara la “pizza”; altrimenti dì che prepari una “focaccia”, così ci capiamo.
Parte già male (per quanto mi riguarda) preannunciando “a me la pizza piace sottile e croccante”.
Questione di gusti. In Toscana il 90% delle persone è convinta che la pizza sia  fatta così, quindi non obietto più di tanto, anche se continuo a dire che la pizza napoletana è tutta un’altra cosa.
Lorraine stende l’impasto e cosa fa? Lo bucherella con la forchetta, come se stesse preparando una quiche.
A quel punto ho capito che stavo per cambiare canale, ma non ho fatto in tempo ad evitarmi lo scempio finale: sull’impasto steso e bucato la ragazza spreme un tubetto di concentrato e lo spalma bellamente come fosse del preparato per per crêpes su una piastra. Nooooooooooo!
E mentre invocavo l’intervento divino (o in alternativa anche di Fiammetta Fadda, che secondo me è più o meno la stessa cosa) Lorraine pensa bene di concludere l’opera mettendo i fichi sulla pizza e di infornarla. “Non vedo l’ora di gustarmi questa pizza italiana!”, la frase che le ho sentito dire mentre correvo, mani sulla bocca, verso il bagno.
Procediamo con l’ultimo esempio di questi esperti, che sembrano avercela in maniera particolare con la pizza. Che si presta a mille interpretazioni, per carità! Anzi, è il bello della cucina il fatto di poter cambiare una ricetta in base ai propri gusti o alle proprie necessità. Però, se preparo una tartiflette con la sottiletta anziché con il reblochon non la posso spacciare per cucina francese (anche perché altrimenti mia moglie mi sbatte fuori di casa)!
Anche Steven Raichlen merita un bel “4 in condotta” per la sua presunta pizza italiana.
Molti lo hanno conosciuto grazie ad un programma strepitoso, Barbecue University: un vero e proprio attentato a qualsiasi dieta ed un incentivo incredibile all’acquisto di un barbecue per riprodurre le fantastiche ricette proposte da Raichlen, che del barbecue è più che un mago.
Domenica scorsa ha dedicato una puntata alla cucina italiana ed ha mostrato come preparare la pizza.
Alle solite: mi va bene tutto, ma perché devi parlare di “tipica pizza italiana”?
Ha preparato l’impasto come si deve, era davvero bellissimo a vedersi. Poi, mentre lo lasciava lievitare, si è dedicato al condimento.
E cosa ha fatto? Ha messo in una padella dei pomodori, li ha aromatizzati e li ha messi in forno.
Poi? Poi, annunciando “adesso vi faccio vedere come si prepara la pizza Margherita in iIalia”, li ha disposti sull’impasto steso ed ha riempito gli spazi vuoti…con che cosa? Con la fontina!!!
Allora: se c’è una pizzeria in Italia in cui si prepara la Margherita con la fontina spero che i NAS intervengano, che ci sia un processo epico tenuto da Beppe Bigazzi e che i responsabili vengano condannati ad imparare a memoria l’Artusi e ad un incontro di boxe con Gordon Ramsay.
Ma stiamo scherzando?
Ovviamente a vederla aveva un bellissimo aspetto, ma cosa può avere di “italiano” quella “Margherita”?
Niente.
Non mi resta che consolarmi con Adam Richman ed il suo incredibile Man Vs Food.
Forse lui riuscirebbe a mangiare anche la pizza di Lorraine Pascale con concentrato di pomodoro e fichi…

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