Berlusconi, Marchionne, Grilli, Monti: lasciamo fuggire questi cervelli.


Sono passati un po’ di giorni dall’ultimo post ed oggi avrei sinceramente voluto parlare di pasta o di clima natalizio, due argomenti che mi hanno ispirato nello  corso fine settimana.

Ma devo rimandare.

Eh sì, perché da stamattina mi sembra di vivere in un mondo di pazzi; ancora più pazzi del solito.

Ero in macchina ed ascoltavo Radio24 quando ho sentito dell’ultima uscita di Marchionne, che si è messo a fare lo spaccone con i tedeschi. Ora, è vero che tante volte i tedeschi (e non solo loro) andrebbero messi un attimo al loro posto, ma bisogna anche capire di cosa stiamo parlando. Come può Marchionne, che vende delle Fiat e delle Alfa (senza demonizzarle, per carità, le ho avute entrambe), fare “industrialmente” la voce grossa nei confronti di un mercato che è fatto di Audi, Mercedes, BMW (senza citare Porsche ed altri marchi satellite)? Come può? Con quali numeri? Con quali mezzi? Con quale faccia? A me piacerebbe sfidare Federer a tennis, Del Piero a calcio, Gordon Ramsay in cucina. Mi piacerebbe tanto. Ma mi piacerebbe anche vincere il Tour de France e il Gran Premio d’Italia. E magari anche il Nobel per la Fisica. Già che ci sono ce le metto tutte. C’è un piccolo problema:  sono tutte cose al di là della mia portata (oddio, magari dopato come un cavallo al Tour un pensierino ce lo posso fare, sai che novità…).

Ma evidentemente Marchionne, l’uomo che ritiene Firenze una città piccola ma solo in confronto all’Universo, ha un’altra visione del mondo, di ciò che è fattibile e di quel che è follia.

E mentre mi chiedevo come faccia un cervello del genere ad arrivare dove si trova, ecco piombare fra capo e collo il discorso di scuse di Berlusconi. Scusate tanto, ma sapete, c’è la crisi e non ho potuto lavorare. Ah, ma se non ci fosse stata la crisi…

Voglio trovare un lato positivo in questo intervento e cioè che le scuse non sono mai un atto da prendere senza rispetto, perché che piaccia o no sono un qualcosa di raro, soprattutto in politica. Ed aggiungo che chiaramente il significato va oltre le parole pronunciate, sottolinea le difficoltà di governare in un momento difficile. Molto difficile.

Però qui mi fermo, perché da uno che si ritiene uno “statista” non mi aspetto un discorso del genere. Non mi aspetto che si cerchino scusanti che, se vogliamo, sono anche banali, perché tutti possono guidare un Governo laddove i soldi crescano come funghi o cadano dal cielo. Il difficile sta nel gestire le situazioni difficili.

Ma la follia di Berlusconi (e lo dico da elettore di destra) è stata quella di considerare la politica come un qualcosa di privato, la res publica come un qualcosa di cui si può disporre senza vincoli. Di questo lui non si è accorto.

Ha ragione quando dice che alcuni leader del centro sinistra hanno una sorta di complesso nei suoi confronti, motivo per il quale la sinistra non esiste se non unita contro Berlusconi. Ma che si chieda anche il perché di tutto questo. Tra le mille motivazioni stupide, una sola che abbia fatto sì che nei confronti dell’ex Presidente Berlusconi sia potuto nascere un tale sentimento di odio (perché di questo si tratta) ci dovrà pur essere. Se lo è domandato?

Non lo so.

E mentre rimuginavo sono arrivate le previsioni dell’Istat a smentire ciò che qualche giorno fa ci aveva detto un altro genio della lampada, il Ministro Grilli. Vi ricordate il suo illuminatissimo “Nel 2013 ci sarà la ripresa se terminerà la crisi”? Ebbene, l’Istat parla di scenario apocalittico anche nel 2013. E anche se si tratta di previsioni e non di dati certi, tendo a fidarmi più di queste che del nostro caro Ministro tecnico.

Allora mi sono chiesto: ma come facciamo ad avere nei ruoli chiave dei cervelli come questi? Non sarebbe molto meglio lasciarli fuggire all’estero in mezzo al flusso di quelli che il cervello vero lo hanno e quindi vanno a farlo funzionare laddove può essere apprezzato?

La fregatura è che questi tre ce li renderebbero. E ci renderebbero anche quello di Super Mario Monti, che con la sua cura è riuscito a peggiorare il panorama rispetto all’era Berlusconi.

Lo so, Monti (e non solo lui) direbbe che questa non è altro che l’onda lunga della situazione disastrosa ereditata dal centro destra. Risposta che si sposa perfettamente con il clima di vittoria generale che c’è dopo qualsiasi turno elettorale: tutti vincono, nessuno perde, nessuno ha il coraggio di prendersi delle responsabilità.

Un po’ come dopo una partita di calcio, quando l’allenatore della squadra sconfitta parla di dominio del campo da parte dei suoi giocatori. Anche lì, nessuno perde.

Ma almeno il calcio, in Italia, è una cosa seria. Non come la politica.

Eh sì, mi sarebbe piaciuto molto di più parlare di pasta e di clima natalizio…

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