La pasta all’estero non è italiana


In uno degli ultimi post mi sono soffermato sulla tendenza di molti chef e/o simili a riempirsi la bocca del termine “tipica italiana” per propinare una loro ricetta che di italiano ha ben poco.

Giorni fa, provocatoriamente, il mio amico Francesco mi ha mostrato una foto di Nigella Lawson e del suo libro Nigellissima, italian instant inspiration. Dico “provocatoriamente” perché Nigella parla chiaro, si ispira spesso a ricette italiane ma se si allontana dall’originale lo dice. Anche perché il bello della cucina è proprio questo: poter adattare ai propri gusti ciò che si cucina. Basta poi non spacciare la ricetta per “tipica“.

Inoltre, io e Francesco possediamo un documento con valore legale firmato dalle rispettive metà che ci autorizza a considerare Nigella come nostro sogno culinar-erotico. D’altra parte, come si può non adorare una donna che cucina con tanto burro e cioccolato che di più non si può e che nottetempo svaligia il frigorifero? Io dico sempre che se fossi donna sarei Nigella e ne sarei orgogliosa (cambierei solo le gonne).

Detto questo e scagionata Nigella da qualsiasi sospetto, mi sono però reso conto del fatto che c’è un motivo se esiste chi crede che la pizza margherita sia fatta con la fontina, che ci si possa spalmare sopra il concentrato di pomodoro o che debba essere croccante e sottile come una patatina.

Avete mai ordinato una pizza alla bolognese o delle tagliatelle alla carbonara? O ancora, vi siete mai preparati un piatto di pasta già pronta versandovi sopra un po’ di acqua bollente, mescolando e lasciando riposare per 5 minuti?

Io dico di no, ma all’estero vi diranno di sì. E soprattutto magari pensano che lo facciamo pure noi.

E non serve andare chissà dove! Basta fare un passettino oltre confine ed entrare in un Paese che, come l’Italia, possiede una cultura gastronomica incredibile: la Francia.

La cucina francese paga a volte lo scotto di essere spesso confusa con quell’abominio che va sotto il nome di nouvelle cuisine, ma in realtà è qualcosa di molto diverso e di estremamente ricco e variegato, grazie anche ad un passato e presente coloniale che l’ha impreziosita di aromi e sapori a noi spesso sconosciuti.

Eppure, nella terra delle escargot e del foie gras, dei grandi vini e dei superbi formaggi, delle baguette e di tante altre prelibatezze, chi rappresenta la pasta, l’essenza della tradizione culinaria italiana?

Ve lo dico io.

Avete mai visto in vendita in un supermercato italiano la pasta Panzani? Lo so, il nome sembra una presa per il culo, una vera e propria “panzana”. Ma all’estero la Panzani, nata dal fondatore che veniva da una famiglia italiana e che ha sede a Lione, si presenta come leader internazionale “presente in oltre 50 Paesi e n°1 in Repubblica Ceca, Libano, Marocco e n°2 in Belgio“. E ‘sti cazzi? No, scusate la volgarità, ma qui parliamo di un marchio che produce (legittimamente, per carità) un prodotto tipicamente italiano e che con questo diventa il leader dove questo prodotto è, per tradizione, sconosciuto.

Fanno bene ad essere leader in Libano, mi fa piacere, ma di certo mi viene da pensare a cosa potrebbe essere la percezione della pasta in Libano se mangiassero quella italiana per davvero (e non parlo dei marchi ultra noti ma di quella trafilata al bronzo come Dio comanda).

Tempo fa sulle confezioni della Panzani campeggiava la scritta “la pasta n°1 in Italia“. Bah…

Ma siamo solo all’inzio.

Quanti barattoli di pasta Zapetti avete mai comprato in vita vostra? Sì, ho detto barattoli! Perché è così che la Zapetti, azienda alimentare di Bordeaux, propone i suoi ravioli con ripieno di carne, i suoi cannelloni (con “salsa napoletana!), la sua pasta al prosciutto (con “salsa pizza all’origano“!) o alla bolognese. Ah, la cara vecchia buona pasta con salsa pizza della nonna…

E le tagliatelle alla carbonara? Perché non usare un bel preparato da idratare con gustosa acqua bollente?

Se volete provare l’esperienza ecco in vostro soccorso il preparato Bolino, della Maggi che è…rullo di tamburi… un marchio Indiano riconducibile alla Nestlé. Olé. Quindi gli indiani dicono ai francesi come farsi delle favolose (?) tagliatelle (?) alla carbonara: basta mettere l’acqua bollente nel contenitore, shakerare come Tom Cruise in Cocktail e lasciar riposare! Dopo qualche minuto vi potrete gustare un delizioso piatto della cucina romana come se foste all’ombra del Cupolone.

E la “pizza alla bolognese“? Qualcuno l’ha mai mangiata? Se non lo avete fatto la troverete nel reparto surgelati. E la troverete con aggiunta di formaggio Emmenthal!

Insomma, forse alla fine non possiamo lamentarci se all’estero la cucina italiana vuol dire un piatto di spaghetti accompagnato in parallelo da una bella insalata o se sono convinti che la margherita sia fatta con il concentrato di pomodoro o la fontina.
Sugli scaffali dei supermercati francesi troviamo anche la Barilla, certamente, ma perché non ci chiediamo come è stata resa possibile questa invasione del mercato da parte dei marchi citati e di molti altri?

Purtroppo siamo sempre al solito punto: gli altri si danno da fare mentre noi ci culliamo su una presunta superiorità che non ci apparitene più dalla dissoluzione dell’impero romano. I motivi possono essere mille, ma resta il fatto che avevamo a disposizione un patrimonio e lasciamo che siano gli altri a gestirlo (giustamente, lo farei pure io al posto loro).

E allora, in attesa di trovare sugli scaffali italiani la pasta fatta in Libano (“N°1 in Italia”), il Chianti prodotto in Tanzania (“N°1 in Toscana!”) e i tortellini fatti a mano in Finlandia (“ricetta tipica di Helsinki”), godiamoci un bel piatto fumante di tagliatelle alla carbonara ricetta indiana, pronto in 5 minuti. Magari al microonde.

Mmmmmmmmmmmmmmm che bontà!

Io domani me ne vado a Napoli e mi sommergo di pizza per dimenticare…

Annunci

7 pensieri riguardo “La pasta all’estero non è italiana

  1. Io vivo in Cile, fortunatamente qualcosa di veramente italiano si trova, ma a prezzi non molto convenienti. La prima volta che hanno assaggiato gli spaghetti preparati da me la domanda e’ stata ma perche’ i tuoi non si incollano? Mentre la domanda di mio figlio assaggiando la loro e’ stata:” che cos’e’ questa cosa? 😀 Non sapevano ad esempio che da noi la pasta si prepara con farina di grano duro. Per non parlare degli ñoquis al formaggio e la mozzarella che di mozzarella ha solo il nome. Il parmigiano…. questo illustre sconosciuto, una saponetta con un leggero sapore a qualcosa. Be…. come dice la vignetta, i luoghi comuni sono sempre i piu’ affollati!

    Mi piace

    1. C’è da dire che a volte pure la pasta italiana fa abbastanza schifo. Se cerchi il post sulla “Pasta della nonna” puoi vedere una foto che forse ti può essere familiare per la pasta che trovi in Cile 🙂 E stendo un velo pietoso su qualche marca che si trova spesso in autogrill, perché una volta la presi e dovetti areare il locale per la puzza che faceva l’acqua… 🙂 Comunque grazie della tua testimonianza. Abbiamo un tesoro e non lo sfruttiamo…

      Mi piace

  2. confermo ciò che hai detto la panzani l’o trovata pure un thailandia
    come la pasta ponte,arrighi che io non avevo mai sentito ma la pasta barilla che in italia sembra la numero uno, in thailandia non l’ho trovata,
    ed i sughi pronti con una grande scritta italian, vai a vedere dove è stata confezionata, “usa” , italian pizza io non ho mai visto una pizza con avvolto sulla circonferenza un wiuster , per non parlare di vino .. con etichette differenti dal originale , ma mi chiedo come sia possibile che i prodotti tarocchi riescano entrare in questi mercati, mentre il buon prodotto italiano non riesce ad entrare ,in thaliandia per i prodotti extra polo asiatico, vi vengono imposte tasse del 200% per vendere 500 grammi di spaghetti al corrispettivo di 1 €, quale può essere il prezzo base

    Mi piace

    1. Ciao Massimo,
      Grazie per il tuo commento!
      Purtroppo in questi casi non sempre possiamo parlare di prodotti taroccati, nel senso che chiunque è libero di produrre un tipo di pasta e commerciarlizzarla. Certo che se sulla confezione si mette il tricolore e l’azienda è vietnamita allora bisogna cominciare a preoccuparsi. Hai individuato, secondo me, uno dei problemi, cioè i costi legati all’immissione di un prodotto sui mercati. Alcuni sono talmente tanto protettivi nei confronti dei prodotti locali da essere quasi chiusi all’esterno. E allora succede che un prodotto di qualità possa non arrivare sugli scaffali. Certo che è un peccato per la pasta italiana. E non parlo necessariamente della Barilla, ma anche di altri marchi italiani di qualità molto superiore. So che è follia, ma mi viene da pensare cosa potrebbe succedere al settore se riuscissimo ad essere davvero i leader della pasta nel mondo. E non solo come volumi consumati 🙂
      Buon weekend!

      Mi piace

  3. Ti giuro….sei il miglior antidepressivo al mondo….non smettere mai di scrivere!! Comunque ti confermo che anche qui in Senegal la pasta Panzani è la numero uno…come ravioli e tagliatelle in scatola. Per quanto riguarda la pizza, come dici tu credono vada mangiata fina come una patatina, con groviera, carne macinata e…..(rullo di tamburi)…..ketchup, mostarda e salsa piccante. Io faccio del mio meglio per portare avanti la nostra tradizione con pizza al taglio (come dio comanda) e con la vendita di pasta italiana….prima o poi ci faremo valere!!!!

    Mi piace

    1. Sempre troppo gentile!!! 🙂 D’altra parte è anche vero che se noi ci mettiamo a scimmiottare piatti senegalesi viene fuori roba che lì da te si metterebbero ad urlare 🙂 certo che potremmo avere molto più spazio con le esportazioni se facessimo valere i nostri prodotti. In bocca al lupo e tieni alto il buon nome dei piatti italiani!!!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...