Le primarie: che gran puttanata…


Mi prendo questo piccolo spazio per una semplice riflessione sulle primarie del PD e del PDL.
Cominciamo dal PD,che ieri mi ha gentilmente mandato a casa questa pubblcità:

Quindi: non solo il PD presenta cinque candidati che fanno capo a correnti, partiti e posizioni spesso totalmente in opposizione tra di loro, ma nella campagna pubblicitaria uniscono come sinonimi le primarie e quelle che saranno poi, in un secondo momento ,le elezioni vere e proprie. Non ti dicono “Scegli quello che sarà il tuo candidato Presidente del Consiglio” ma passano direttamente al passo successivo.

Che è successo? Napolitano eleggendo Monti Presidente del Consiglio ed infischiandosene del parere degli italiani ha fatto scuola?

E a destra cosa succede? Il delirio totale.

Ad oggi si sa quanti saranno questi benedetti candidati? Non ancora, almeno non credo, visto che l’elenco cambia ogni giorno.

Fino a due giorni fa c’era la Mussolini, che poi ha detto che si onorerà di non partecipare alle primarie, definite “un masochistico strumento politico”. Dubbio n°1: non lo sapevi prima? Dubbio n°2: quindi non è che non ti candidi perché conti come il due di bastoni quando briscola è fiori?

Io davvero non capisco come possano pensare nel PDL di poter dare una svolta al Paese quando per decidere il candidato alla Presidenza del Consiglio si fa una lista di almeno una dozzina di nomi di cui almeno la metà prenderà meno del 10% (magari il 4-5%). Non si fa altro che riportare nell’ambito delle primarie il caos che regna nelle normali elezioni, in cui troviamo decine di liste che prendono dallo 0,5  al 2-3%.

Perché candidarsi alle primarie se si ha una prospettiva di voto che non arriva alla doppia cifra? Perché andare a creare del casino e basta? Questo è il modo “nuovo” con cui si pensa di governare il Paese?

Così le primarie non sono più un modo democratico per dare ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio candidato, ma la soluzione che i partiti hanno trovato per risolvere le faide interne lasciando a noi il compito di fare ciò che loro non riescono o non vogliono fare, cioè scegliere.

Se esistesse una linea condivisa all’interno di uno schieramento che vorrebbe governare e che quindi deve mostrare un minimo di stabilità (= credibilità), ci troveremmo davanti una così ampia e variopinta gamma di scelta?

Io direi proprio di no…

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