Le idee di Renzi non hanno perso


L’esito di qualsiasi elezione rappresenta, in Italia, il festiva della bugia. Chi vince, magari di una manciata di voti, parla di vittoria netta; chi perde, magari del 15-20%, parla di risultato storico. Tutte cazzate, dette perché molto spesso non si sa vincere e quasi mai si sa perdere. Di questo gruppo di venditori di fumo non fa sicuramente parte Matteo Renzi.

Lo ha dimostrato ieri: la vittoria numerica di Bersani è stata evidente, netta, palese. Usate voi il termine che volete. Ed il gesto di grande civiltà di Renzi è stato quello di ammetterlo.

Matteo Renzi commenta i risultati dalla Fortezza da Basso (Fonte: SkyTG24).

Matteo Renzi commenta i risultati dalla Fortezza da Basso
(Fonte: SkyTG24).

Non solo. Nonostante i discorsi che fin da ieri sono iniziati a circolare sull’ammissione al voto, Renzi ha voluto gettare acqua sul fuoco, premettendo che nulla può mettere in dubbio la vittoria del Segretario del PD. Chapeau.

Ma in qualcosa ha sbagliato anche Matteo: e per la precisione “sbaglia” nel dire di “aver sbagliato”. No, le idee che voleva portare avanti non sono sbagliate. Cosa può esserci di sbagliato nel voler proporre un cambiamento e nell’indicare una strada per ottenerlo? Nulla. Bisogna solo che la gente sia disposta a cambiare. O almeno a “provare” a cambiare. Forse questo è stato l’errore di valutazione, del Sindaco di Firenze: ritenere i tempi maturi quando invece tali non si sono dimostrati.

Ma è un errore provarci lo stesso? Mettersi in gioco? Io dico di no.

Renzi non deve darsi colpe che non ha, perché ha dimostrato una grande capacità comunicativa, un’appeal completamente diverso (e meno male) rispetto a quello del suo avversario. E lo dico da elettore assolutamente non di sinistra.

Chi si deve interrogare è, invece, chi sta festeggiando la vittoria in questo momento. C’è da chiedersi il perché di parole come quelle di D’Alema, che parla di una vittoria contro uno schieramento compatto dei media, che si sarebbero coalizzati per stare dalla parte di Renzi. O, peggio ancora, il motivo delle parole della Bindi, che parla non solo di sconfitta di Renzi ma anche delle sue idee.

Eh no, signora Bindi, lei dice così perché le fa comodo dirlo; perché quelle idee la volevano mandare a casa a fare la casalinga anziché lasciarla sulla sua poltrona a percepire il suo stipendio. E invece, per sua fortuna, Renzi ha perso. Ma le idee, badi bene, sopravvivono alle persone. E stia pur certa che quelle di Renzi saranno raccolte da altri. E lei non sarà sempre così fortunata.

Renzi può essere stato battuto questa volta, ma ha aperto una strada per il futuro, per chi vorrà lavorare partendo dal suo concetto di “cambiamento”.

Peccato che la sinistra non se ne sia resa conto. Peccato per tutti noi.

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