Perché accusare i dj australiani e ridere per la bambina fantasma?


La notizia del suicidio di Jacintha Saldanha, l’infermiera inglese che ha divulgato informazioni riservate sullo stato di salute di Kate Middleton pensando di parlare con la Regina Elisabetta, ha fatto in pochi giorni il giro del mondo. Ed ovunque i commenti si sono concentrati su una sola cosa, cioè su quanto sono stati stronzi gli autori dello scherzo, i dj australiani Mel Grieg e Michael Christian.

Io vorrei uscire un attimo da questo coro che porta una voce un po’ poco coerente con la realtà dei fatti.

Sono d’accordo, lo scherzo è stato pessimo. Indipendentemente dall’epilogo, perché l’infermiera era stata comunque messa in mezzo ad una questione di fuga di notizie sulla moglie del futuro Re d’Inghilterra e madre di un erede al trono. Vi immaginate che gran casino? Il tutto per fare audience. E ovviamente non si può non criticare questo modo di fare spettacolo.

Su questo sono d’accordo, ma non è da ora che si è passato il limite.

Un paio di setimane fa il popolo di internet è impazzito per il video dello scherzo della bambina fantasma trasmesso dal programma brasiliano Silvio Santos. Il meccanismo dello scherzo è molto semplice: in un ascensore la luce va via ed al suo ritorno ecco materializzarsi una bambina con tanto di bambola in mano e camicione bianco come vuole la migliore tradizione del cinema horror. Bambina che, ad un certo punto, inizia ad urlare contro la malcapitata vittima, prima di sparire durante un altro rapido black-out.

Un frame dello scherzo della bambina fantasma

Un frame dello scherzo della bambina fantasma

La rete è andata in delirio, con milioni e milioni di condivisioni del video. Ma chissà quanti  di coloro che lo hanno visto hanno provato a pensare (esercizio arduo per molti) a come deve essere sembrata quella situazione vista dalla parte di chi lo scherzo lo ha subìto. Forse pochi. Perché se ci fermiamo per un attimo a pensare come reagiremmo noi in una situazione del genere penso di poter dire tranquillamente che di certo non andremmo a condividere questo video.

Poteva scapparci il morto? Penso proprio di sì. Non poteva forse capitare, per pura sfortuna, che a prendere il finto ascensore fosse una persona sofferente di cuore? E non può essere che uno scherzo così forte possa comunque rimanere nella memoria di chi lo ha subìto e tornare alla mente davanti a qualsiasi ascensore, così come succede per tante fobie?

Mi sbilancio e dico nuovamente di sì.

E allora in cosa differisce lo scherzo dei dj australiani? Uno scherzo di per sè molto diverso da quello architettato in brasile, molto più da supercazzola, ma più tragico nell’inaspettato epilogo. Perché tutto si aspettavano i due autori della burla telefonica tranne che la donna con cui avevano parlato si suicidasse per il senso di colpa.

Non voglio apparire irrispettoso nei confronti di una persona che si è suicidata né della sua famiglia, ma credo che possa essere un po’ avventato dare la colpa di quanto accaduto allo scherzo. Forse questo è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso in una situazione complessa e già di per sé poco sostenibile per la donna. Oppure no, magari invece è stato l’episodio che ha sconvolto un’esistenza serena.

Io non lo so come stanno le cose, ma so che nella sostanza i due scherzi differiscono solo per il finale: uno scherzo fatto per spaventare a morte porta popolarità ad una trasmissione; un altro fatto per ridere porta alla morte di una persona.

Fatalità, certo. Ma oggi tante di quelle persone che hanno applaudito davanti al terrore di povere persone chiuse in un ascensore con un “fantasma” puntano il dito contro chi ha fatto uno scherzo telefonico.

Se penso al principio ispiratore dei due scherzi non capisco il perché di una tale diversa reazione. Account twitter chiusi per i due speaker a causa dei messaggi degli utenti che li trattavano come degli assassini ed almeno altrettanti tweet per invitare gli amici a vedere come della gente si spaventa nel vedere un fantasma.

Dove sta la coerenza?

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