Non avrei mai pensato di spezzare una lancia nei confronti di Monti…


Si avvicinano le elezioni e su Twitter e Facebook monta la campagna elettorale e la corsa ad inveire contro Tizio, cercare di sputtanare Caio, svelare gli scheletri nell’armadio di Sempronio.

Anche io non mi sto sottraendo a questo meccanismo: non ho mai nascosto le mie idee fondamentalmente di destra, né tanto meno la mia delusione riguardo a chi diceva di essere un rappresentante della destra. Non ho mai nascosto le mie distanze dalla sinistra, da Bersani, da Napolitano, ecc, ma ho applaudito (a torto o a ragione) nei confronti di Renzi per aver cercato di smuovere le acque.

Tutto questo, però, l’ho fatto riportando la mia idea, il mio giudizio sull’operato di questo o quel politico: un giudizio che può anche essere sbagliato e che non vuol essere una verità assoluta ma solo la mia idea. E mi piacerebbe essere circondato da persone che fanno lo stesso ragionamento.

Invece quello che vedo spesso, purtroppo, è qualcosa di molto diverso. Ci lamentiamo del fatto che i nostri politici non sappiano gestire il Paese, ma a nostra volta non siamo in grado di partecipare (nel nostro piccolo) ad una campagna elettorale senza scadere nell’attacco violento, nelle accuse gratuite, nel giudicare tutti come se fossimo giudici di una corte marziale.

Mi sembra di aver chiarito spesso di non aver nulla in comune con le idee, i progetti, l’agenda del Senatore Monti. Eppure, come già avvenuto in passato con Renzi (ma fatte le dovute differenze tra i due casi), mi tocca spezzare una lancia nei suoi confronti.

L’altro giorno su Twitter ho letto una serie di messaggi che lo accusavano di aver compiuto tutta una serie di nefandezze e che, soprattutto, spiegavano tali atti con l’appartenenza dell’ex premier alla Massoneria.

Tale convinzione penso derivi da un’immagine trovata su internet che ho avuto modo di vedere: una foto che ritrae Monti con i guanti bianchi ed un mega grembiule da massone. Peccato che se ci si ferma a guardare un attimo questa foto si vede che si tratta chiaramente di un fotomontaggio (o, almeno, a me così sembra).

Su altri siti si trovano interminabili liste di iscritti alla massoneria, ma spesso sono siti che non hanno più attendibilità di questo blog: se io facessi un elenco di nomi noti dicendo che si tratta di brigatisti pedofili, ciò avrebbe qualche valore?

Ma lasciamo stare questo aspetto, perché a me quello che fa Monti nella sua vita privata non interessa. Quello che voglio dire è: se Monti fosse stato un grandissimo premier e fosse massone, questa gente lo manderebbe a casa in quanto massone? Se la risposta è sì allora vuol dire che non vogliamo trovare una persona che guidi l’Italia, ma vogliamo una persona che faccia ciò che piace a noi, che sia iscritto ad un partito che è quello di nostro gradimento. Cosa che è molto diversa dal dire di volere il bene dell’Italia. 

Per come la vedo io, uno che si comporta bene, massone o meno, è uno che si comporta bene. Uno che si comporta male, massone o meno, è uno che si comporta male.

Per quale motivo dico questo? Perché in passato certi pregiudizi li ho vissuti in prima persona durante i 10 anni che ho trascorso tra i LEO, Club giovanili che si rifanno all’omonima associazione affiliata ai Lions Club. Nel momento in cui sono entrato a far parte del Club, a Pisa, ho cominciato a notare i pregiudizi della gente, che giudicava il nostro operato senza conoscerlo.

Mi è stato detto che ero parte di un Club “esclusivo”, ma non ci si è soffermati sul fatto che la quota ANNUALE di affiliazione era di 63 Euro, cosa che lo rendeva molto poco esclusivo; senza considerare il fatto che chiunque può chiedere di entrare a far parte di un Leo Club se ha i requisiti di età richiesti dall’Associazione.

Mi è stato detto che eravamo un gruppo di persone fancazziste dedite solo ad organizzare feste “chic”, ma non ci si è soffermati a pensare, giusto per fare un esempio, a tutte le vendite di beneficenza che vengono fatte in favore di varie associazioni nazionali e che ti impongono, magari, di trovarti a scaricare 2 tonnellate di arance alle 7:00 di mattina di una piovosa domenica di dicembre. Avrei voluto inviare una lettera a tutte queste persone quando, nel 2006, raccogliemmo più di 200.000 Euro in favore di AIRC per finanziare progetti di ricerca sui tumori nei bambini. Ed avrei voluto chiedere loro che cosa hanno mai fatto per dare un (piccolo) contributo alla società.

Ho vissuto l’Associazione a livello internazionale ed ho scoperto come i soci Leo tunisini trascorrevano i loro week end costruendo case per dei senzatetto, delle innumerevoli raccolte di alimenti effettuate dai soci russi. E così via. Tutte informazioni non note a chi non si fa venire il minimo dubbio.

Ho letto sul sempre “interessante” Yahoo Answers che per diventare Leo bisognava essere figli di Lions o che, secondo qualcuno, era necessario aver salvato la vita ad un socio Lions per entrare in uno di questi Club. Allora è strano che io sia entrato nell’Associazione senza avere un antenato Lions o senza aver salvato la vita a nessuno.

Mi è stato detto che si diventa soci Lions per trarre benefici lavorativi dai rapporti con gli altri soci, ma vi posso assicurare che in 10 anni non ho avuto il minimo vantaggio dall’appartenere a questa associazione, se non quello di fare una certa esperienza associativa, di imparare a parlare davanti alla gente e di conoscere delle persone che ancora oggi sono dei miei grandi amici.

Certo, poi col tempo mi sono anche stomacato di tante cose, ho visto molte persone entrare nei Club per fare “carriera” (una carriera strana non essendoci stipendi in ballo) o per mania di grandezza. E certe cose mi hanno schifato. Ma la critica è alle persone, non all’Associazione. Che è una cosa ben diversa.

Una cosa che ho scoperto nei primi anni di appartenenza all’Associazione è stata che il fondatore Melvin Jones, era un massone. E infatti, a volte, chi voleva sputare sui Lions dava del “massone” ai soci. L’equazione è semplice: la tua associazione è stata fondata da un massone, ergo tu che ne fai parte devi essere un massone. Non fa una piega, no?

Ma la cosa bella che mi viene in mente è l’accusa che ci facevano in merito al voler instaurare vantaggiosi rapporti lavorativi tra di noi grazie allo status di soci dello stesso Club. Io a suo tempo rispondevo che rapporti di lavoro possono nascere anche tra persone che giocano insieme a calcetto, ma non per questo si va a giocare a calcetto per avere dei vantaggi lavorativi.

Tocco questo argomento perché un concetto che viene spesso fuori relativamente alla massoneria è che chi ne fa parte sarebbe “obbligato” a correre in aiuto di un altro massone se questi lo chiede. Insomma, in questi casi non si può dire di no. Ecco, quest’obbligo, a detta da chi ne sa più di me, non sussiste se non a livello di supporto morale nel più classico “momento del bisogno”.

Perché cito questo argomento? Perché l’altro giorno sul giornale della previdenza dell’ordine dei Medici e degli Odontoiatri si ribadiva, da parte degli Odontoiatri, che nel momento in cui si visita un collega BISOGNA tenerlo presente al momento in cui si fa una fattura. In che modo bisogna tenerlo presente? Nel senso che se la visita ti costa 100 Euro di materiale gli chiedi 100 Euro.  Un amico dentista mi ha confermato che tempo fa addirittura non pagavano neppure i parenti stretti del collega. E mia moglie, da medico, mi conferma che vige l’usanza di non far pagare la visita al collega.

Detto che, sinceramente, non ci vedo nulla di scandaloso e che non mi meraviglierei se la stessa cosa fosse valida per i notai, gli avvocati, ecc, mi sembra paradossale che si accusi un Lions o un massone di fare una cosa che, in un certo senso, è prevista nella vita professionale di tutti giorni di molti professionisti.

Quello che voglio dire, riassumendo tutti questi discorsi, è che se apriamo la bocca e le diamo aria senza aver minimamente cercato di capire un po’ meglio ciò che succede intorno a noi non arriveremo mai da nessuna parte. Io non possiedo la verità ma ho provato ad informarmi nel momento in cui mi è sembrato che qualcosa non tornasse. Poi magari continuo a commettere degli errori, ma mi infastidisce quando, come si dice a casa mia, si spara a cazzo in qualunque direzione.

E figuriamo se non mi girano le scatole a dover spezzare una lancia nei confronti di Monti, il cui governo a mio parere è stato la rovina definitiva de nostro Paese. 

Quando penso al futuro mi piacerebbe che si potesse giudicare le persone per quello che fanno e non per i pregiudizi che abbiamo nei loro confronti. Mi piacerebbe una Chiesa che valutasse cristianamente gli omosessuali come persone invece di considerarli delle aberrazioni; mi piacerebbe che si potesse giudicare un politico in base alle promesse che mantiene ed a ciò che fa, in modo da riconfermarlo se ha fatto bene e mandarlo a casa se ci ha delusi. Mi piacerebbe che si potesse votare la persona e non le idee di partito.

E mi piacerebbe anche che la gente non aprisse bocca per giudicare senza sapere ciò che dice.

Così non dovrei spezzare lance nei confronti di Monti. Ho i brividi al solo pensiero… brrrrrrrr

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