Extreme Makeover all’italiana: mi chiedo il perché…


Ieri sera è iniziato il nuovo programma della Marcuzzi, Extreme Makeover Home Edition.

Già quando ne ho sentito parlare mi sono chiesto: ma perché???

Per chi non conoscesse la versione americana del programma, si tratta di un format in cui si interviene in aiuto di famiglie che si trovano in stato di necessità per vari motivi (spesso malattie di figli/genitori) e che si trovano a vivere in condizioni a dir poco disagiate.

Conduce il programma Ty Pennington che, come recita Wikipedia, è conduttore, modello, filantropo ma anche carpentiere e manovale (occhio a queste due ultime caratteristiche).ty

Pennington guida una squadra di specialisti (falegnami, fabbri, elettricisti giardinieri, ecc) che aiutati dalla popolazione locale buttano giù la vecchia casa e costruiscono una nuova dimora adatta alle esigenze della famiglia.

E qui vengono fuori due caratteristiche degli americani. La prima è che le possibilità di azione sono molto più ampie per quanto riguarda la costruzione delle case: l’uso di prefabbricati rende tutto più facile, grazi anche all’esistenza di vincoli estremamente ridotti rispetto a quelli italiani. Ma soprattutto i vicini tengono davvero ad aiutare il prossimo.

Eh sì, perché gli Stati Uniti sono davvero il Paese delle contraddizioni: magari gli americani sono tutti armati fino ai denti, ma hanno uno spirito di collaborazione e di “mutuo soccorso” davvero invidiabile, sopratuttto nei confronti di chi ha fatto qualcosa in favore della comunità.

Pennington, come addetto ai lavori, si riserva di lavorare su una parte della casa che costituisce il suo “progetto segreto”, un suo personale contributo alla ricostruzione.

Inutile dire che il risultato finale è quasi sempre da lasciare a bocca aperta.

Ma torniamo alla versione italiana.

Anche in questo caso viene coinvolta la popolazione, ma già qui mi vengono dei dubbi. A parte il fatto che se si prova a far mettere piede in cantiere ad una persona che non è parte dell’impresa che realizza i lavori partono delle sanzioni che ti liberano l’intestino meglio del bifidus della Marcuzzi, quando pensiamo all’aspetto “solidarietà”, a chi la vogliamo raccontare?

Non voglio generalizzare, ma vi chiedo: quando è stata l’ultima volta che avete accolto un nuovo vicino con un benvenuto? Quante persone conoscete della vostra strada? Cazzarola, a Natale abbiamo messo il biglietto di auguri nella cassetta postale dei vicini e ci fosse stato uno che ci abbia detto “grazie”. Perché noi italiani siamo così: abbiamo un gran cuore, ma in generale seguiamo il concetto “vivi e lascia morire”.

Ma vabbé, è anche vero che non si tratta di una legge generale, quindi diciamo che il coinvolgimento della popolazione sia sincero.

La prima puntata riguardava una famiglia con tre figli, di cui uno, Leonardo, affetto da tetraparesi spastica. Ristrettezze economiche costringevano queste persone a vivere in una casa piena di barriere architettoniche e soprattutto in condizioni igieniche non idonee non solo per Leonardo ma per tutta la famiglia.

Devo dire: abbiamo visto due bravi genitori, ottime persone che si sono date da fare nella vita senza piangersi addosso e che hanno tirato su tre figli davvero bravi ed affiatati tra loro. Quindi è fuori di dubbio che si trattasse di una famiglia meritevole di un intervento in suo favore.

E allora entra in gioco la squadra della Marcuzzi, che si compone di un esperto nella realizzazione di giardini, un architetto ed un disegnatore di interni. Insomma: di gente che si sporca le mani (almeno per quello che abbiamo potuto vedere) non si vede neppure l’ombra. Tutti guidati da un direttore dei lavori con nome da attrice porno.

Dimenticavo: la Marcuzzi, per tenere fede al format, ci tiene a ricordare che si occuperà di un progetto segreto. Solo che, non essendo un fabbro, un muratore, un carpentiere, non essendo un cacchio di tutto questo mi sono chiesto: costruirà una stanza fatta di vasetti di Activia?

Alla fine la casa viene fuori:

casahomeedition

Sì, non avete visto male: questa MERDA è ciò che sono riusciti a costruire!

Premessa: è OVVIO che per la famiglia che viveva in una casa fatiscente, qualsiasi costruzione nuova sia santa e benedetta! Ma, benedetti produttori, dal momento che gliela state costruendo ex-novo, fatela come si deve, no?

A parte i colori, che si commentano da soli, meritano un commento la piscina e la palestra, costruite apposta per la fisioterapia che Leonardo deve effettuare costantemente. Ecco, la chiave è proprio questa: la parola costantemente. Cioè: non solo quando è primavera/estate e fuori ci sono 35 gradi, ma anche d’inverno. Allora mi domando: perché cavolo non sono state realizzate al chiuso?

Non ci è dato saperlo.

Non commentiamo gli spazi interni: sono minuscoli rispetto a quelli americani, ma d’altra parte ci sono anche vincoli dettati dalla legge.

Vincoli a parte, mi sarei aspettato che almeno costruissero due bagni, visto che la famiglia è composta da 5 persone. No, hanno piazzato una tinozza da bagno lavandino in camera dei genitori, ma per il resto il bagno resta unico.

La cosa inquietante, però, è la stanza dei bambini, dotata di ben una finestra a ribalta, di quelle che possiamo vedere lungo i marciapiedi e che forniscono luce ai seminterrati. Bello che si possa aprire automaticamente grazie alla domotica, ma una camera, soprattutto per tre bambini, deve essere dotata di una ampia finestra, che fornisca luce e ricambio d’aria.

No. Ne hanno messa una lunga e bassa, appollaiata in alto ed apribile a ribalta. Complimenti.

Ma ecco spuntare il progetto “curato” dalla Marcuzzi: una stanza segreta nella camera dei bambini realizzata grazie alla collaborazione dell’Accademia del fumetto di Pescara, che offre anche una borsa di studio biennale.

Ok, ma la Marcuzzi che cavolo ha fatto? Ovviamente nulla, o almeno nulla ci viene fatto vedere di lei impegnata al lavoro. Quindi il progetto è suo, ma fatto completamente da altri. E d’altra parte lei non conosce il mestiere quindi cosa avrebbe potuto fare?

Ah, mi sono dimenticato una chicca.

Ovviamente, mentre i lavori sono in corso, la famiglia viene mandata in vacanza, così come accade nella versione americana. Ciò che invece è stato aggiunto nella versione italiana è un estratto di “Brutto Anatroccolo“. Ve la ricordate la trasmissione di Amanda Lear e Marco Balestri?

Ecco, nel programma della Marcuzzi, senza alcun motivo, padre e madre della famiglia vengono sottoposti ad un restyling, assolutamente non necessario (la madre era molto più carina al naturale piuttosto che dopo l’intervento della trasmissione). Insomma, una cosa priva di qualsiasi significato. Probabilmente inserita per tirar dentro, tra gli sponsor, anche una ditta di cosmetici.

Mi sono chiesto: ma se un americano vede per puro caso questo programma, come fa a non pensare che gli italiani sono un popolo di sfigati? No, non lo siamo, ma non facciamo nulla per non sembrarlo.

Se vogliamo prendere i format americani e adattarli al nostro Paese, almeno dovremmo essere sicuri di sapere ciò che si sta facendo. 

Perché costruire una casa non è come mangiare uno yogurt, cara Marcuzzi…

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10 pensieri riguardo “Extreme Makeover all’italiana: mi chiedo il perché…

  1. Adoro EMHE e ho sempre sperato/creduto che quanto di bene abbiano fatto (e continuano a fare) in quel programma fosse effettivamente vero e soprattutto meritato.
    Ti lascio immaginare quando ho saputo che lo avrebbero fatto in Italia e quando ho sentito DOVE l’avrebbero trasmesso…delusione e schock più totale! Di fatti mi sono rifiutata di guardarlo nè tanto meno lo vedrò in futuro. Sono certa che Ty Pennington si metterebbe le mani nei capelli…L’ennesima figuraccia italiana 😦

    PS Leggendo i commenti, visto che studio ingegneria edile-architettura, MENO MALE che non l’ho guardato!! Mi sarebbe risalito dallo stomaco un bel po’ di odio!!

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    1. Io penso proprio che nella versione americana, ferme restando le ovvie necessità televisive, ci sia parecchia verità. Lo spirito di correre in aiuto di chi ha bisogno ed ha fatto tanto per la comunità mi sembra molto più insito nella società americana piuttosto che nella nostra. purtroppo…

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      1. È proprio così. In America, poi, c’è molto più patriottismo…mica come in Italia, che si diventa patriottici solo in occasione dei mondiali/europei di calcio. E a volte nemmeno per quelli…
        Un paese di bigotti, che triste verità 😥

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      2. Il patriottismo lì e di casa (come, peraltro, anche in Francia, senza andare oltre oceano). Pensa che nei negozietti dei paesi si trova con grande facilità il supporto da montare sul balcone o sul muro per sostenere l’asta per la bandiera. Una volta stavo per comprarlo, poi mi sono reso conto che se lo fai in Italia passi per coglione… Io sono del parere che chiunque dovrebbe avere una bandiera in casa e sarebbe bellissimo se fossero sempre esposte. Lo so, è una follia, ma che bello che sarebbe (soprattutto se ci credessimo davvero).

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  2. Il format originale mi piace molto e temevo fortemente che la versione italiana fosse una zozzeria: timore decisamente fondato! Sapevo che si sarebbero dilungati tremendamente sulla fase strappa-lacrime e così è stato, poi, quando ho visto che l’Arch. Ing. Geom. Marcuzzi si sarebbe presa il progetto segreto… beh, io e la mia ragazza (architetto seriamente) ci siamo guardati negli occhi e abbiamo cambiato canale: piuttosto “La vetrina dell’auto”!
    Dopo un po’ però ci siamo ricreduti e abbiamo deciso di concedere ancora due minuti… e a quel punto cosa stavano facendo?! Li stavano pettinando!!!
    Croce sopra, con buona pace di Ty Pennington (che, al contrario, è un grande), esperienza da non ripetere!

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    1. Beh, allora, giusto per curiosità, mi farebbe piacere sapere il parere professionale della tua ragazza sulle scelte architettoniche, dall’estetica alla funzionalità… so che magari non le avete viste tutte ma anche solo sapere che idea si è fatta sul discorso della finestra o anche solo sull’aspetto della casa. Giusto per sapere se io e mia moglie siamo pazzi 🙂
      Grazie del commento!

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      1. Premetto, dobbiamo basarci su quanto da te raccontato e su qualcosina di visto in un breve riassunto passato ieri sera dopo Zelig.
        Volendo anche sorvolare sulla scelta delle tinte, decisamente opinabile, credo che la camera dei tre bambini non fosse minuscola e che la finestra a ribalta, da come la racconti, non fosse poi ‘sta gran vetrata, lasciando quindi pensare a un mancato rispetto dei rapporti aero-illuminanti (forse erano troppo concentrati a cercare la vena pietosa per ricordarsi di farlo).
        Ma la chicca vera è la piscina: bellissimo che il ragazzo possa finalmente fare riabilitazione in casa… meno che lo possa fare solo nei mesi caldi! E i discorsi di praticità- efficienza- domotica etc?!? Beh, se volevano farci vedere solo quant’é bella la casa dei puffi con la piscina davanti, potevano risparmiarci una novantina di minuti di ricerca della lacrima. In alternativa potevano fare le cose pensandoci.

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  3. Sarà che Mediaset a casa mia è additata come il diavolo a cena per cui di tutto ciò non mi curo, devo ammettere che proprio non mi perdo niente….!!!!!

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    1. confermo: non ti sei persa niente se non un sacco di retorica. Ripeto: poi alla fine una famiglia bisognosa ha avuto una casa nuova, brutta quanto vuoi ma nuova. Però il “contorno” è stato agghiacciante…

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