Tragedia di Perugia: e poi critichiamo gli USA!


pallottola_ilpuntodilelloCi arrivano troppo spesso notizie di cronaca nera dagli USA, con bambini che vanno a scuola armati e fanno strage dei loro compagni e dei loro insegnanti. Ogni volta la rabbia prevale sul dolore e ci troviamo uniti nel dire che le leggi americane devono essere cambiate per non permettere a chiunque di procurarsi delle armi.

Ok, ma noi cosa facciamo? Abbiamo mai guardato cosa succede in casa nostra prima di parlare degli americani?

La riflessione mi viene spontanea dopo la tragedia di Perugia, dove Andrea Zampi ha ucciso due dipendenti della Regione Umbria prima di suicidarsi. Non mi interessa il motivo per cui questo gesto sia stato compiuto. Ciò che mi interessa è un altro aspetto: stando a quando affermato nei telegiornali e dai giornali, si trattava di una persona alla quale il porto d’armi era stato ritirato perché le sue condizioni di salute mentale non erano compatibili con il possesso di armi.

Rispetto il dolore delle famiglie coinvolte in questa tragedia, ma quello che non posso tollerare e che nessuno dovrebbe sopportare è il comportamento di chi consente a persone non idonee di portare con sé delle armi

Detto molto chiaramente: chi ha firmato i certificati necessari per concedere il porto d’armi ad Andrea Zampi? Perché, per chi non lo sapesse, avere questa licenza non è come chiedere la carta d’identità. Io vorrei sapere in quale punto (o in quali punti) il sistema ha fallito ancora una volta: sono troppe le vite umane perse per colpa di persone che girano armate pur non avendo i requisiti per farlo.

Ecco, magari in Italia non si può entrare in un negozio e comprare una pistola. In compenso si può essere stati sottoposti a TSO ed avere il porto d’armi.

Non si può andare avanti così, bisogna trovare chi ha consentito che ciò potesse accadere.

Facciamo mente locale e pensiamo a quante volte abbiamo sentito di persone che hanno commesso dei delitti con armi che erano abilitati ad avere pur essendo stati più volte ricoverati per schizofrenia, essendo affetti da altre patologie psichiche, o altro ancora. In un sistema che funziona, oggi non avremmo tre famiglie distrutte.

Pensiamoci bene la prossima volta che criticheremo gli americani.

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2 pensieri riguardo “Tragedia di Perugia: e poi critichiamo gli USA!

  1. hai ragione Lello; non mi risulta che una volta revocato il porto d’armi ci sia come conseguenza il ritiro, di imperio, delle armi stesse. Più probabilmente c’è un obbligo di consegna (ma dovrei approfondire) nel qual caso il problema secondo me sta lì e cioè nell’eventuale mancanza di una automatismo tra revoca del porto d’armi e il ritiro, immediato, delle armi in possesso.

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    1. Se possibile qui la situazione è ancora peggiore, nel senso che stando a quanto detto al telegiornale pare che il porto d’armi fosse stato revocato per i problemi di salute avuti, ma che poi fosse stato nuovamente concesso. Ora, non so se le cose stiano veramente così: diciamo che se così fosse sarebbe ALLUCINANTE, ma anche in caso contrario resta il fatto che non ci sono controlli adeguati in questo campo. E parlo soprattutto delle verifiche sanitarie, prima ancora che quelle delle altre autorità. E considera che quando io ero ausiliario in Polizia mi fu detto che non avrei potuto possedere un’arma di mia proprietà in quanto già possessore di quella di servizio. Anche qui concedo il beneficio del dubbio: magari mi fu detta una grande cazzata, magari no. Certo che se fosse vero sarebbe davvero il massimo…

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