Relazioni internazionali per le prossime elezioni. VINCEREMO!!!


Alle prossime elezioni questo sarà il simbolo da votare!

Alle prossime elezioni questo sarà il simbolo da votare!

Cari elettori,

nei giorni scorsi avete potuto verificare tramite la nostra pagina Facebook come io mi stia muovendo nell’incontrare i principali futuri alleati politici in previsione della schiacciante vittoria che la nostra lista, Il punto di Lello, avrà alle prossime elezioni (se ancora non lo avete letto trovate QUI il programma).

Devo dire che tutti questi incontri hanno dato ottimi frutti e questo prova che il futuro dell’Italia è in mano nostra.

Oddio, a dir la verità c’è un incontro che non è andato come speravo. A inizio marzo sono andato in Vaticano, ho suonato al campanello e ho chiesto “Sono Lello, può scendere Benedetto a giocare?”, ma mi hanno detto che non era in casa. E anche nei giorni successivi non c’era mai.

Una volta ho anche provato a citofonare e fare l’accento svedese alla Fantozzi ma non me lo hanno voluto passare e quindi me ne sono andato. Anche perché se non mi vuol parlare che lo dica, ho il mio orgoglio. Non è mica l’unico Papa!!!

Comunque, il primo incontro che ho avuto è stato quello con Obama. Barack è sempre tanto ospitale, quando gli ho chiesto se conosceva un albergo nelle vicinanze mi ha detto “Ma dai, vieni a stare da me, tanto la camera degli ospiti è libera”. Poi ovviamente è successo che lui si è scordato di avvisare Michelle e quando siamo arrivati a casa lei si è risentita, perché era tutto il giorno che preparava il cacciucco e si vergognava a servirlo a me che in provincia di Livorno ci sono cresciuto.

Questo è stato un po’ imbarazzante, perché poi Barack ha cercato di calmarla ma lei ha detto che aveva mal di testa ed è andata a dormire. Michelle, in effetti, è sempre un po’ così, con quest’aria da prima donna. Che poi non crediate, la casa si chiama “Bianca” ma in realtà lei mi sa che il cencio non lo passa così spesso, quindi non è che abbia di che vantarsi.

Siccome il clima non era dei migliori, Barack mi ha detto: “Sai che facciamo? Andiamo a cena fuori!”. Io ho proposto di andare da Martin’s Tavern a Georgetown, la taverna frequentata da molti Presidenti e dove Kennedy fece addirittura la sua proposta di matrimonio. “Ma no, – mi ha detto – andiamo da Hooters!”, che per chi non lo sapesse è quella catena di locali dove le cameriere sono tutte carine, puppone e mezze nude.

Il travestimento per la serata

Gli ho chiesto come avremmo fatto a non farci riconoscere e lui mi ha sorriso dicendo in slang USA: “We don’t fry with water, my dear!“, che in Toscana si dice “Non si frigge mica con l’acqua!”. Siamo andati da uno della CIA che ci doveva truccare, ed io ero gasatissimo, perché pensavo che ci facessero qualcosa tipo Mission Impossible! In realtà ci sono stati dei grossi tagli alle spese e quindi hanno fatto il possibile, riciclando delle rimanenze di carnevale…

Dopo un paio di hamburger e di birre, siamo tornati alla Casa Bianca ed abbiamo fatto un pigiama party, guardando la pallacanestro (è molto contento adesso che ha messo Sky Sport) e qualche vecchia puntata di Colpo Grosso. Poi siamo andati a dormire.

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L’incontro ufficiale con Obama

Barack è un tipo mattiniero: quando mi sono svegliato lui aveva già fatto colazione, jogging, cacca, pipì, letto la Gazzetta. Era già in giacca e cravatta. Sicché mi sono vestito al volo e siamo saliti in macchina. Peccato che lui lungo il tragitto non abbia fatto altro che ruttare, perché aveva fatto colazione col cacciucco del giorno prima. Tanto è vero che io gli ho detto la mia, ma quando si mette in testa una cosa non cambia idea ed è convinto di poter iniziare la giornata col latte e cacciucco.

Comunque, durante il colloquio, nonostante le fiatate di aglio, abbiamo discusso del futuro delle esportazioni in America di importanti prodotti italiani come la porchetta e la ‘nduja. Abbiamo siglato un accordo per cui ogni 100 tonnellate di prodotti esportati avrò diritto ad un seggio tra i Repubblicani. Oh, meglio che nulla.

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Foto di rito al termine della visita ufficiale

La visita si è conclusa con le foto di rito, in cui lui si è rivelato il solito burlone. Non solo mentre ci fotografavano lui ha fatto sostituire la bandiera italiana con un’altra bandiera USA, ma per tutto il tempo degli scatti ha cercato di farmi ridere pizzicandomi il sedere e facendo la faccia sensuale. Gli dicevo “Guarda che lo dico a Michelle” e lui continuava. Per farlo smettere ho dovuto minacciarlo di clonargli il profilo di Facebook e chiedere l’amicizia ad Ahmadinejad.

Dopo la visita a Washington, sono andato a Londra, per incontrare Ely. In teoria sarei dovuto passare prima da lei, anche perché aveva delle marmellate da far arrivare a Barack ed avrei potuto portarle io; solo che col fatto che aveva avuto il cagotto abbiamo posticipato l’incontro.

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L’incontro ufficiale con Ely

Il buffo con lei è il dover rispettare il protocollo reale in pubblico, per poi essere in confidenza in privato. Le belle volte in cui stava tutta impettita davanti alle telecamere e poi appena seduta in macchina si sbottonava la gonna troppo stretta e diceva “Ohhhhhhhh, my God…“.

Qualche volta ha pure mollato, ma è concepibile, ad una certa età gli strascichi dei disturbi intestinali si sentono per tanto tempo.

Comunque, anche con lei, durante la visita ufficiale, ho parlato di esportazioni, ed in particolare del nostro fiore all’occhiello: la pasta. “I really love pasta… Do you know Giovanni Rana?“, mi ha chiesto. Le ho risposto che se vuole della pasta davvero buona gliela faccio avere. Ma in Inghilterra, dopo lo scandalo della carne di cavallo nelle lasagne, sono molto attenti, perché per loro mangiare il cavallo è come da noi mangiare il gatto (vicentini esclusi, ovviamente). Le ho assicurato che nei tortelli che le farò avere non ci sarà neppure l’1% di carne di Camilla ed abbiamo suggellato il patto con una bella stretta di mano.

Poi è stata carina, mi ha portato al museo delle cere, dove non ero mai stato. Però ho fatto una figuraccia, perché ho inziato a parlare con la sua statua credendo fosse lei e le ho anche detto che la vedevo meglio del solito. Comunque tutto risolto, l’ho fatta vincere alla regale gara di rutti che si tiene a Buckingam Palace ogni sabato sera, e lei è stata felice. A volte basta poco per far contenta una persona.

Prima di andare via mi ha chiesto se volevo farmi una foto con William e Kate. Io le ho chiesto se Kate sarebbe stata in topless (visto che ormai ci ha preso gusto), ma mi ha risposto che quella è solo una soluzione per arrotondare lo stipendio facendo causa ai giornali… 

L'incontro ufficiale con il Dalai Lama

L’incontro ufficiale con il Dalai Lama

Dopo essere stato a Londra sono rientrato in Italia per un cambio biancheria (non avete idea di quanto costi la lavanderia interna di Buckingam Palace!!!) e poi ieri sono andato a Parigi ad incontrare il Dalai Lama che era lì di passaggio.

Ammetto che non conoscevo bene questa persona, quindi all’inizio c’è stato qualche momento imbarazzante. Però lui è dotato di grande spirito e quindi alla fine abbiamo parlato di tante cose.

Oh, comunque è davvero incredibile: lui ti legge dentro. A parte la cortesia incredibile di sforzarsi a parlare italiano (meno male, perché è un po’ che non mi esercito con il tibetano e avrei rischiato di non essere compreso), era la prima volta che ci incontravamo e ad un certo punto mi ha detto: “Papa Francesco!“. Io sono rimasto davvero sbalordito! Chi gli avrà mai detto che mio padre si chiama Francesco? Gli ho detto che aveva ragione e anzi l’ho ringraziato, perché trovo molto carino che ci si interessi dei parenti della persona che si incontra. Tanto è vero che ho chiamato mio padre e gli ho passato il Dalai Lama, che continuava a dirgli “A Roma”, e io gli dicevo “No, guarda che i miei vivono in Toscana!”. Boh, magari la linea telefonica era disturbata…

Comunque gli ho dato un paio di indirizzi dove andare a mangiare a Roma. Sono quei gesti che creano simpatia tra le persone e io gli ho ribadito che spero in un suo sostegno una volta preso il potere in Italia. Mi ha detto che ho la sua benedizione e quindi ci siamo salutati in maniera molto cordiale.

Beh, cari elettori, adesso sapete come intendo strutturare le relazioni internazionali italiane. Prossimamente sono atteso dalla Merkel, alla quale ho chiesto di trovarci in territorio neutro, a Parigi. Per la precisione a Disneyland Paris. Al telefono mi ha detto che non è mai stata alle giostre e io le ho detto che intendo farle provare il calcinculo. Ma non ho specificato che non mi riferivo ai seggiolini volanti…

Siate fiduciosi: le prossime elezioni saranno nostre! Diffondete il verbo!

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