Caro Ministro Kyenge, usi il cervello…


Quando Letta è stato incaricato di formare il Governo, ero tra quelli che si aspettavano un organico snello, essenziale, operativo fin da subito sui problemi impellenti del nostro Paese.

E quando ho visto che era stato mantenuto il Ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione (“mantenuto”, non “aggiunto”, come alcuni dicono) sono rimasto un po’ perplesso. Tuttavia, l’integrazione non è un qualcosa che si può imporre per legge: serve un intervento serio sul piano culturale e quindi un Ministero ci può anche stare.

Cécile Kyenge (Fonte: repubblica.it)

Cécile Kyenge
(Fonte: repubblica.it)

Nominata la Kyenge mi sono sorpreso per la valanga di commenti positivi che ho sentito su di lei. Per inciso, mi sono fatto la stessa domanda quando è spuntato fuori il nome della Gabanelli come Presidente della Repubblica. Mi sono chiesto: ma come cacchio fanno tutte queste persone a conoscere questa Cécile Kyenge? Sì, perché prima di diventare deputato, meno di tre mesi fa, aveva avuto un ruolo politico solo a livello regionale. Che non è poco, ma forse non sufficiente a giustificare una così grande visibilità. 

Ho fatto un pensiero maligno, ma come diceva il fu Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Sulla pagina Facebook del blog ho scritto: “Mi daranno del razzista ma… vorrei far notare che non basta essere neri per essere adatti a fare il Ministro dell’Integrazione“.

Una provocazione, se vogliamo, ma d’altra parte un grande giurista non è necessariamente un perfetto Ministro della Giustizia, così come un grandissimo economista non è detto che debba essere il miglior gestore delle finanze dello Stato.

L’esperienza politica della Kyenge, per quanto relativamente recente, riporta già qualche strafalcione, come quello di cui potete trovare notizia qui e che stona parecchio in un momento in cui, ancor più che in passato, gli italiani si sentono in balia dei delinquenti.

Inoltre, si potrebbe discutere molto sulla volontà del neo Ministro di abolire il reato di immigrazione clandestina (anzi, oltre ad abolirlo possiamo istituire anche uno stipendio per chi entra illegalmente in Italia).

Ma lasciamo stare, non è di questo che voglio parlare. Quello che mi fa pensare che la signora Kyenge non solo non sia la scelta adatta per ricoprire quel ruolo, ma rischi addirittura di fare dei danni è la sua disponibilità ad utilizzare come testimonial per la sua proposta di legge sullo ius soli nientemeno che… Mario Balotelli

Mario Balotelli (Fonte: www.mirror.co.uk)

Mario Balotelli
(Fonte: www.mirror.co.uk)

Attenzione, non è una roba da gossip. “Super Mario” è sì un forte calciatore ed i tifosi milanisti se lo stanno godendo. Inoltre, rappresenta certamente una storia a lieto fine, quella di un ragazzino malato, nato in una famiglia senza i mezzi necessari per provvedere a lui, adottato da una famiglia italiana che lo ha fatto curare e gli ha garantito un benessere che ora ha centuplicato con la sua carriera sportiva.

Balotelli è, però, anche il simbolo della sregolatezza, del non impegno civile (ok, è giovane, ma ha dichiarato pubblicamente di fregarsene della politica e di non andare a votare), dell’istruzione approssimativa (ma lo sentite parlare?). Cose che non lo rendono certo un criminale, ma neppure un testimonial.

Queste le parole della Kyenge durante la trasmissione In mezz’ora di Lucia Annunziata: “Non lo conosco personalmente. So che lui sta subendo atti di razzismo, ma riesce a testa alta a dare un forte contributo all’Italia, che è il nostro Paese“.

Può il Ministro spiegarci quale sia il contributo “forte” che Balotelli sta dando all’Italia? Si riferisce forse alle multe che paga? Intende dire che con queste risaneremo il deficit dello Stato?

Un testimonial è un simbolo, un esempio. Quando uno pensa ad un simbolo immediatamente lo associa a dei valori che esso rappresenta. Se penso a Fiona May mi viene in mente l’immagine dell’atleta e della donna, che come tale è anche mamma. Se penso a Josefa Idem, penso alla caparbietà di una donna che è mamma-campionessa. Questi sono grandi e bellissimi esempi. 

Balotelli può fare la pubblicità di una macchina sportiva, di un bagnoschiuma, di un rasoio. Ma non è un esempio per l’integrazione. Anzi, la dico tutta: da questo punto di vista rappresenta l’esempio di una persona con la quale non ho alcun interesse ad integrarmi. L’interesse del Paese è quello di aprire le porte all’integrazione di chi vuol vivere in Italia da cittadino rispettoso della propria Patria, civile, onesto. E che, per il fatto di incarnare questi valori, rappresenta un supporto per la società. 

Abbiamo, per fortuna, tanti esempi di persone che si sono integrate nel nostro Paese tanto da farlo diventare anche loro. Persone che magari non sono nate in Italia e che quindi solo negli anni hanno potuto diventare cittadini italiani e che proprio per questo motivo potrebbero essere ottimi testimonial per lo ius soli. Perché magari avrebbero meritato di poter avere quel diritto fin dalla nascita.

Caro Ministro Kyenge, siccome lei è una persona colta, usi il cervello quando prende certe decisioni per il suo Paese, quello che l’ha accolta e le ha dato un futuro. 

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2 pensieri riguardo “Caro Ministro Kyenge, usi il cervello…

  1. No, non sei prolisso. Il tuo articolo è condivisibile e importante. Quelle scelte (Kyenge,Boldrini, Grasso) sono il frutto di negoziazioni che hanno realizzato il governissimo Letta (che di issimo ancora non ha nulla) e che però ha voluto dare un segno di “pace e bene” in nome dell’integrazione e del bene dell’Italia che , come dici, “è anche loro”.
    Ma quest’Italia è malata.
    I valori (costituzionali) che qualcuno di onesto (ammesso che ce ne siano) dei politici tentava di veder affermati in quelle persone, in realtà sono stati confusi e, come sempre, strumentalizzati.
    La Kyenge usa il cervello che ha e la liberazione dei bosniaci di Modena è inaccettabile.
    Ma, purtroppo, chi avrebbe bisogno di usare meglio il cervello è prima di tutto, purtroppo, l’Italia. Noi.
    Salve.
    Franco
    (www.doma-n-de.blogspot.it)

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    1. Caro Franco,
      intanto ti ringrazio per il commento e mi scuso per il ritardo con cui ti rispondo.
      Inevitabilmente, ad ogni intervento del Governo ci sono pareri favorevoli o contrari: purtroppo, spesso i pareri appartengono ad una di queste categorie in base alla vicinanza politica che abbiamo con l’orientamento del Governo. Il ché genera un circolo vizioso in base al quale io e quelli come me abbiamo sempre ragione, tutti gli altri hanno torto. Un ragionamento che non porta a nulla di buono.
      Poi ci sono delle decisioni che oggettivamente hanno un qualcosa di poco chiaro, se non addirittura di anomalo. La mia posizione è che certi propositi del Ministro Kyenge siano agli antipodi della chiarezza e dell’interesse del Paese.
      Ma di certo non possiamo gettare su di lei o su un altro Ministro la croce per i problemi attuali. Un po’ dobbiamo accollarcela anche noi, che bene o male con il voto abbiamo supportato chi ha fatto male o non ha fatto.
      Penso che quello che suggerisci tu, cioè il fare chiarezza ed utilizzare meglio il cervello “tutti” e non solo i politici, sarebbe un grosso passo in avanti.
      Chissà, magari ora che il campionato è finito ci si può fare. Sempre che non ci si distragga troppo con il calciomercato… 🙂

      Buona giornata

      Raffaello

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