Datemi pure del razzista


Datemi pure del razzista, ma io mi sono rotto le palle delle polemiche di queste settimane.

Viviamo in una strana società, in cui un movimento decide che una persona è onesta, trasparente e meritevole di essere proposta come Presidente della Repubblica, salvo poi considerare questa stessa persona una traditrice “venduta” semplicemente perché svolge il proprio lavoro.

La nostra è una società in cui se una persona fa una strage non può andare in galera perché mentalmente disturbata, se uno froda il fisco per milioni di euro può patteggiare per pagarne una piccola parte e sono tutti contenti e chi ruba miliardi viene spesso messo ai domiciliari perché “le condizioni di salute non sono compatibili con il regime carcerario”. Con il risultato che ad essere compatibili con il regime carcerario sono le persone che compiono i piccoli reati e quelli che non pagano Equitalia. Insomma, per non andare in galera puoi scegliere: o non combini nulla o fai un macello, la via di mezzo è punita.

Proprio strana questa società.

Una società in cui se quattro coglioni danno del “negro” ad un giocatore del Milan in un’amichevole estiva parte una protesta mondiale che porta questo giocatore a diventare ambasciatore del “NO” al razzismo e ad andare a parlare all’ONU. E se uno insulta Balotelli è razzista.

La stranezza di questa società è che ci sono tanti giocatori di colore nel nostro campionato, come Ogbonna, Cuadrado, ecc, ma di insulti nei loro confronti non si sente parlare. Forse perché non stanno sulle palle ai tifosi come magari Balotelli, che di motivi per essere ritenuto antipatico ne ha forniti tanti, pur essendo, magari, la persona umanamente migliore del mondo.

A nessuno passa per la testa che gli insulti a lui riferiti possano essere soltanto la becera manifestazione di antipatia, di “odio” sportivo da parte di gruppi di ignoranti che evidentemente non hanno di meglio da fare? No, è per forza razzismo.

Allora io dico questo: a me Federer, svizzero bianco latte, sta pesantemente sui coglioni per il suo atteggiamento. Oh, sarò libero di dirlo? E se sono libero di dirlo sono anche libero di dire che altrettanto pesantemente mi sta sulle palle Balotelli. Sono razzista? Ok, però allora sono razzista anche nei confronti dei bianchi!

Siamo proprio una strana società: se uno dice “negro di merda” ad una persona di colore è razzista, mentre se uno dice “terrone di merda” ad un napoletano c’è chi ci ride. Questa proprio non l’ho mai capita: non sono entrambe manifestazioni di discriminazione stupida e senza senso?

Evidentemente no, perché solo nel primo caso si viene messi alla gogna come xenofobi, razzisti, mostri. E spesso questo giudizio viene da persone che continuano a ripetere “siamo tutti uguali” e che si crogiolano nella loro ignoranza. Sì, sono ignoranti, perché invece siamo tutti diversi. Geneticamente diversi. Tanto diversi che certi tipi di analisi genetiche, ad esempio, non sono valide per tutti: ci sono quelle per i caucasici, quelle per gli asiatici, ecc. Già, proprio perché siamo tutti diversi.

Ma è proprio questa diversità che ha permesso all’umanità di non estinguersi ed è la diversità ad essere un patrimonio “di” e “per” tutti noi.

Sono cresciuto con un’idea che ritengo valida ancora oggi e cioè che la diversità da condannare è quella della morale, non quella dell’aspetto fisico o delle idee politiche o religiose. Chi uccide una persona è un’assassino, che sia bianco, nero, giallo, color ottanio o a pois. Chi mostra una morale aberrante come certi casi di cronaca ci mostrano non deve essere giudicato per la sua religione o per il suo aspetto fisico, ma per la sua volontà di vivere al di fuori delle leggi della pacifica convivenza.

Purtroppo non mi sembra un’idea così tanto condivisa.

Lo sport ci insegna che le persone di colore sono strutturalmente ed atleticamente superiori rispetto a quelle caucasiche: mettiamoci l’animo in pace, le cose stanno così, e lo dico con non celata invidia. E che problema c’è ad ammetterlo? Sono diversi, in questo sono migliori. E così come sono migliori nello sport ci sono milioni di persone di colore che svolgono il proprio mestiere meglio di altre di diversa razza (qualcuno è infastidito da questo termine biologico?). Non è forse nella normalità delle cose?

E che problema c’è, allora, nel dire che una persona di colore mi può stare antipatica tanto quanto una “bianca”? Perché se dobbiamo fare due pesi e due misure allora stiamo facendo una “discriminazione”.

La stessa che c’è in molti ambienti lavorativi, in cui manifestare le proprie idee politiche può mettere a rischio la carriera. La stessa che c’è quando si decide di non affittare un appartamento ad una persona che viene dal sud. Qualcuno ha il coraggio di dire che queste cose non succedono? 

Anche questo è razzismo. Stupido, ignorante, insensato razzismo.

Ma non ce ne preoccupiamo, perché se ci mettiamo ad inneggiare alla libertà di pensiero politico oppure a parlare di “italiani” anziché di “terroni” e “polentoni”, non fa notizia. Quello che fa notizia è la lotta perché non ci siano più cori contro Balotelli.

E allora io ribadisco la mia libertà di dire che Balotelli mi sta antipatico, così antipatico che mi infastidisce il solo sentirlo parlare o guardarlo in faccia.

Così come ribadisco la mia antipatia per Federer, tanto che ad ogni match gli tifo contro a prescindere dall’avversario.

Se mi volete dare del razzista fate pure. Ma allora si offenda anche il caucasico e svizzero Federer.

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4 pensieri riguardo “Datemi pure del razzista

  1. Io invece non sono d’accordo perche’ non mi torna il ragionamento.
    Prescindo dal contorno mediatico ma il punto e` non l’antipatia verso Balotelli o chi per esso, ma a) se l’antipatia nasce dal fatto che sia nero, b) se per dirgli che ti sta antipatico cerchi di offenderlo usando il fatto che e` nero.
    Tra l’altro mi sembra che anche tu dica le stesse cose: a prescindere se sia per il colore di pelle, le idee politiche, la provenienza geografica, se c’e` discriminazione e` razzismo, e il razzismo e` una di quelle cose che non puo` essere tollerata (anche perche’ noi vediamo solo un rovescio della medaglia, di quelli che hanno le spalle larghe per difendersi, ma i piu` queste spalle larghe non ce l’hanno).
    Ecco non mi convince il “per altre discriminazioni non ce ne preoccupiamo e dunque perche’ preoccuparsi di questa”. A parte che ripeto a me fa incazzare qualsiasi forma di discriminazione, ma poi ragionando cosi appunto “e` piomba liberi tutti” non credi?
    Per buttare giu` un possibile aforisma “odio ogni razzismo, son razzista coi razzisti” 😉

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    1. Hai ragione, meglio chiarire.
      Nel dire che ci sono varie forme di razzismo delle quali non ci preoccupiamo più di tanto non intendo dire che non dobbiamo preoccuparci di quella basata sul colore della pelle. Anzi, al contrario dovremmo combattere con pari intensità qualsiasi discriminazione: non si può essere ritenuti diversi perché di colore, sesso, religione, orientamento politico differente da un altro. Su questo assolutamente nessun dubbio.
      Così come nessun dubbio che chi, per offendere una persona, fa riferimento a colore della pelle, orientamento sessuale, ecc, è solamente un emerito imbecille che non ha capito nulla della vita ed eventualmente deve rispondere di queste offese nelle sedi opportune.
      Quello che intendo dire, però, è che secondo me tutto il casino sollevato per Balotelli non è necessariamente il sintomo che l’Italia è un Paese razzista. Tu che hai giocato una vita a calcio sai molto meglio di me che se vuoi far infuriare un avversario lo tocchi dove è più sensibile, ce lo insegna anche lo scambio di cortesie tra Zidane e Materazzi. C’è una massa di cretini che per far incazzare Balotelli lo offendono per il suo colore, visto anche che lui ha detto “al prossimo coro esco dal campo”. Dichiarazione che, tra l’altro, secondo me è alquanto fuori luogo.
      Possibilissimo che mi sbagli, ma vedo che ad altri giocatori non capita (o magari capita e non fa notizia, ed allora è ancora peggio). Ad altri in passato è successo, ma proprio il fatto che ad alcuni capiti e ad altri no mi fa pensare che non sia un sentimento diffuso ma un’antipatia verso una persona alla quale, per essere sicuri di colpire nel segno, si offende il colore della pelle.
      Non lo giustifico minimamente, ma distinguo un sentimento razzista (come quello di organizzazioni dichiaratamente xenofobe) dalla semplice imbecillità…

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