Meglio Manzoni o Fabio Volo?


L’altra sera alla radio ho sentito che secondo Letta una delle priorità da affrontare con urgenza è quella di varare il progetto per nominare annualmente la città “capitale culturale d’Italia“.

Vi dico la verità, mi sono sentito preso in giro: con le famiglie italiane tartassate dalle tasse (suona bene, no?) magari i provvedimenti urgenti sarebbero altri. Ma di sicuro la cultura non può essere lasciata in secondo piano.

E di questo vorrei parlare questa volta. Sì, lo so, parlare di cultura in questo blog sembra un po’ azzardato, ma ci posso provare. E vorrei farlo cercando di rispondere alla domanda: meglio leggere Manzoni o Fabio Volo?

 Lo scontro del secolo: Manzoni vs Volo


Lo scontro del secolo: Manzoni vs Volo

Da quando è uscito il suo ultimo libro, La strada verso casa, sento molte persone lamentarsi del degrado culturale italiano giustificandolo con un semplice teorema: siamo messi male perché in cima alle vendite in libreria c’è Fabio Volo.

Premessa: non l’ho letto, ho letto quasi tutti gli altri e devo dire che non mi sento stimolato a leggerne ancora. Ma parto proprio dal mio personale giudizio per fare una riflessione: questo non è altro che il mio giudizio. Intendo dire che quando parliamo di libri belli e meno belli dobbiamo tenere presente innanzitutto che questi ultimi servono anche a farci apprezzare i primi. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che bello e brutto sono due valutazioni personali di chi ha letto il libro, ma non vuol dire che ciò valga per tutto il resto del mondo. 

Può sembrare banale, ma in realtà questa è la chiave di tutto.

Ogni libro, infatti, è a modo suo una piccola opera d’arte, poiché contiene il pensiero di una persona, il suo lavoro, la sua fantasia. La maggior parte dei libri non rimarrà nella memoria letteraria di un Paese, ma ciò non significa che non meritino comunque di esistere.

Vorrei sapere che cosa leggono quelli che pensano che le vendite di un libro come quello di Fabio Volo siano direttamente proporzionali al degrado intellettivo del Paese. Perché se leggono solo Manzoni,  Fogazzaro, Neruda, Cassola, ecc, allora mi tolgo tanto di cappello. Però penso anche “che palle”.

E dai, un po’ di frivolezza nella vita ci vuole! Una risata, un pensiero “non impegnato”, un’immagine grottesca aiutano anche ad affrontare la quotidianità in maniera più lieve, senza prenderci troppo sul serio.

Non sto facendo paragoni, non voglio dire che i libri di Fabio Volo abbiano lo stesso valore dei grandi classici della letteratura italiana e/o mondiale, né che non sia importante conoscere almeno approssimativamente quelle opere che hanno segnato la storia culturale del nostro Paese. Dico, invece, che il nostro problema, oggi, non è cosa leggiamo ma quanto leggiamo.

Secondo il Rapporto sullo stato dell’editoria nel 2013, redatto dall’Associazione Italiana Editori, le vendite globali in libreria, nel 2012 (Annus horribilis) hanno registrato un calo del 7% rispetto al 2011 ed il calo è confermato anche nel primo quadrimestre del 2013 rispetto al periodo analogo del 2012. Se a questo aggiungiamo che le vendite calano in libreria ed aumentano su internet, si capisce come mai ci siano sempre più librerie che chiudono o che sono pronte (purtroppo) a farlo. Ed il fatto di poter comunque comprare un libro online non deve trarre in inganno, perché la libreria è il posto in cui spesso (almeno personalmente) ci rifugiamo quando abbiamo qualche minuto a perdere, perché è bello sfogliare un libro e magari ne usciamo con qualche acquisto non preventivato. Tutto questo online non si può fare. Quindi alzate il culo e andatevi a comprare i libri in negozio.

Se questo è il panorama generale, non stiamo a sindacare su cosa è giusto leggere, perché dobbiamo anche essere onesti: certi premi Nobel a leggerli ti fanno venire due palle che ci si potrebbe giocare a pallacanestro! E allora la lettura diventa un tormento. Dobbiamo per questo definire una persona “ignorante”? Secondo me no, perché ognuno di noi è ignorante su argomenti dei quali altri conoscono vita, morte e miracoli.

Dunque: è giusto criticare la scelta di una persona che ama leggere un thriller, piuttosto che un romanzo d’amore o un libro di Fabio Volo? O ancora: se uno ha la passione della cucina, lo si deve criticare perché passa il tempo a leggere libri sull’argomento? Prima di rispondere pensate che una ricetta è figlia della storia e delle tradizioni di un Paese; inoltre, se considerate le ricette dei dolci, provate ad immaginarle come dei piccoli esperimenti di chimica, in cui le dosi sono rigorose, l’ordine degli ingredienti tassativo. Ecco, pensate ancora che siano letture banali?

Ci sono i grandi classici, ci sono le opere che hanno fatto la storia della letteratura e sarebbe auspicabile che ognuno le conoscesse, per cultura personale. Ma diamo tempo al tempo ed ognuno deciderà quando tuffarsi in questa impresa. Nel frattempo, che ognuno scelga il genere e l’autore che preferisce. Facciamo in modo che sul comodino e nelle librerie delle nostre case ci sia sempre qualcosa da leggere, o addirittura da rileggere.

Facciamo un passo alla volta. E solo dopo aver camminato un po’ potremo dire che è meglio leggere Manzoni piuttosto che Fabio Volo.

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