Come sarà il 2014?


Ci siamo affannati a maledire il 2013, chi per un motivo chi per un altro, ma cosa ci fa pensare che il 2014 possa essere un anno migliore? Voglio dire, al di là delle personali e legittime speranze, quali segnali ci fanno sperare in un anno di maggior fortuna per noi e per il nostro Paese?

Come sarà il 2014? 

Per come la vedo io non sarà affatto diverso dall’anno che si è appena concluso. E lo dico semplicemente perché nulla mi fa pensare che ci avviamo verso un qualsiasi cambiamento.

Ieri sera, complici molteplici stati febbrili o parainfluenzali, io e mia moglie ci siamo trovati a festeggiare il capodanno a casa. E viste le condizioni di forma abbiamo deciso che una pizza poteva essere un’ottima soluzione. Ho chiamato la pizzeria vicino casa (per pura pigrizia, perché non è neanche la migliore) ed ho ordinato due pizze che dopo 10 minuti sono andato a ritirare. Quando sono entrato in pizzeria mi sono girati i coglioni all’istante: un cartello formato A4 posto sulla cassa avvisava la clientela che “… solo per questa sera il listino subirà un aumento del 25%“.

Ovviamente con questa pizzeria ho chiuso, ho preso le pizze solo perché le avevo ordinate ed erano già pronte ma sono bassezze che mi fanno davvero schifo e che esprimono il peggio  di quella pseudo furbizia tutta italiana che fa ritenere tutti gli altri coglioni e tutti noi dei geni. È questo il modo in cui si affronta la crisi? Con queste soluzioni truffaldine?

Parliamo del discorso del Presidente della Repubblica, che non ho ascoltato perché se voglio sentire un anziano che vaneggia preferisco fare volontariato in una casa di riposo, così posso anche provare affetto o simpatia per la persona che ascolto. Ma stamani non ho resistito ed ho letto un riassunto di ciò che ha detto il personaggio che tanti italiani hanno acclamato quando si è seduto di nuovo al Quirinale e che invece trovo sia nel nell’Olimpo dei peggiori esponenti della nostra classe politica.

Lascio perdere la parte pietosa sulle lettere e letterine degli italiani (se sei così sensibile a quello che pensano i cittadini, prova ad ascoltarli tutto l’anno) e sorvolo sulla parte del “bisogna tenere duro” (perché è molto facile a dirsi dall’alto di certi stipendi, per altro aumentati in barba alla spending review), per andare alla parte che mi ha fatto più indignare: “Voglio ricordare ancora una volta l’impegno dei nostri militari nelle missioni internazionali tra le quali quella contro la nuova pirateria a cui partecipavano i nostri marò Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, ai quali confermo la nostra vicinanza”.

Mi domando: una persona che, in teoria, dovrebbe lavorare per il bene del Paese, non dovrebbe avere anche un minimo di decenza ed accorgersi di dover provare vergogna per le proprie parole? Sa il nostro Presidente cosa se ne fanno i marò di questa vicinanza? La vicinanza che fa sì che il ministro Bonino si sbatta per risolvere il caso della moglie di un delinquente kazako ma non sembri muovere un dito per due militari italiani detenuti in un Paese straniero per aver fatto il loro lavoro? E se non è vero, perché nessuno dice e prova il contrario?

Il Presidente dice che resterà in carica finché sarà utile al Paese. Stacci un altro po’ sulla poltrona, tanto è solamente dal 1953 che campi a spese dello Stato! A tutti coloro che acclamano Renzi, il rottamatore, chiedo: adesso che è morto Andreotti, non è il caso che uno che vive di politica da circa 60 anni se ne vada al bar a giocare a carte? Ed ancora, mi chiedo: come può essere un segnale innovativo e proiettato verso il futuro la riconferma alla Presidenza della Repubblica di uno cresciuto con in tasca la tessera del PCI?

Chiudo con l’ultimo segnale.

In Italia avremmo tante cose da valorizzare, da far conoscere all’estero, da rivalutare ed apprezzare noi stessi in primis. Eppure non ce ne curiamo e preferiamo importare cultura, spettacolo ed altro dal  resto del Mondo.  Tranne in un caso.

Io sono cresciuto con la tradizione DEL Concerto di Capodanno, quello del Musikverein di Vienna: ovunque mi trovassi, il primo giorno dell’anno iniziavo i preparativi del pranzo sulle note del concerto e mi lasciavo cullare da queste. Poi hanno ristrutturato il Teatro La Fenice e da allora la RAI ci piazza fra i coglioni questo concerto, mettendo in differita quello di Vienna. Insomma, nell’unico caso in cui ha senso dare priorità AL concerto di capodanno ci ricordiamo di portare l’acqua al nostro mulino, tra l’altro mostrando qualcosa che francamente non spicca per qualità rispetto ad un concerto in qualunque altro teatro italiano.

Siamo davvero delle strane bestie noi italiani.

Con questi presupposti vi chiedo scusa ma io non posso pensare al 2014 come ad un anno migliore.

Tuttavia, un vecchio amico purtroppo scomparso da qualche anno mi ricordava sempre che quando si parla in pubblico è bene chiudere con un segnale di positività, di speranza. E scrivere su un blog è un po’ come parlare in pubblico.

E per questo ringrazio l’amico Simone che con queste parole mi ha spiegato come cambia la vita con l’arrivo di un secondo figlio: “È come quando accendi una candela: ci vedi bene, ma se ne accendi due vedi anche meglio“.

Auguro a tutti voi di poter avere tanta luce nel 2014, nonostante i bastoni che tutti i giorni ci troviamo tra le ruote e spesso anche tra le palle.

Appuntamento tra 364 giorni per rispondere alla domanda cruciale: come sarà il 2014?

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