5 ottimi motivi per pagare il canone RAI


Anno nuovo, canone vecchio. Mi riferisco al canone RAI, che come ogni anno ci troviamo a pagare. Oddio, non tutti, visto che puntualmente salta fuori la querelle sul pagare/non pagare. Ma io mi appresto a risolvere ogni discussione alla radice, elencandovi 5 ottimi motivi per correre subito a pagare il bollettino del Canone RAI.Ieri sera, tra l’altro, mi sono imbattuto nel nuovo spot e per chi se lo fosse perso ecco il filmato:

Che bella famiglia… tre bambini rincoglioniti a guardare un topo con la giacca, un padre che dall’espressione ha l’intelligenza di un varano (con tutto il rispetto per il varano) ed una madre che, con aria incarognita, è la vera reggente della casa: riconosce la busta del canone RAI, la sottrae alle inutili attenzioni del coniuge e la appallottola come neanche un politico italiano farebbe con la nostra Costituzione. Chissà, magari la Boldrini potrebbe avere da ridire sull’immagine della donna in questo spot…

Comunque, quando la lettera viene “archiviata”…apriti cielo. I tre rincobimbi si svegliano dal loro torpore, perché adesso non possono scoprire il finale delle mirabolanti indagini del loro sorcio preferito ed iniziano a trasformarsi in killer galattici minacciando i genitori con uno sguardo omicida da fare invidia ad Hannibal Lecter.

Tutto questo finché la madre non si rende conto del reato commesso. Infatti la pubblicità ci informa che “IL CANONE SI DEVE” (pagare), anche perché poi “IL CANONE SI VEDE” (boia che ganzi sono stati ad elaborare questo gioco di parole).

Capito? Il canone noi lo dobbiamo allo Stato, perché solo così si possono vedere i mirabolanti frutti di questa spesa che dobbiamo considerare come un vero e proprio investimento.

Ecco dunque perché bisogna correre a pagarlo!

1. Senza i soldi del canone come si fa a tenere in piedi un programma di qualità come Sanremo? L’edizione del 2012 è costata qualcosa come 18 milioni di euro, di cui uno è andato a Morandi. E più o meno la stessa cifra se la sono divisa Fazio e la Littizzetto l’anno successivo (stando ai dati presenti su internet). Ma d’altra parte dicevamo che il canone “si vede” e in questo caso “si sente” anche.  Ora però non fate i disfattisti dicendo che storicamente non è la canzone che vince quella che il pubblico gradisce di più. Anche se tutto questo qualche domanda può farla nascere: se la giuria (tecnica e popolare) non becca mai i brani preferiti dal pubblico vuol dire che noi (pubblico) siamo dei cafoni incompetenti? O è la giuria a non vedere al di là del proprio naso? Oppure: forse che gli italiani si sono rotti le palle da un bel pezzo di questo anacronistico festival delle amenità musicali? Comunque, se non si pagasse il canone rischieremmo di perdere questa parte di patrimonio culturale italiano. Non vogliamo mica rischiare???

 Il momento più interessante delle ultime edizioni.


Il momento più interessante delle ultime edizioni.

2. Siete degli sportivi? Allora pensate che se non pagate il canone Rai la tv di Stato non può acquistare i diritti dei principali eventi sportivi e se li fa fregare dalle piattaforme a pagamento o dai birboni di Mediaset che ti fanno vedere tutto gratuitamente. Se potete godervi in esclusiva le partite di coppa, il campionato di calcio, quello di basket, quello di pallavolo, le olimpiadi, i mondiali, gli europei, ecc è grazie al contributo di tutti! Altrimenti rischiamo che, ad esempio, il calcio finisca in mano alle reti private e che per vedere i gol vi dobbiate sorbire la Domenica Sportiva, con la convinzione (di essere figa) di Paola Ferrari, la perenne incazzatura

 Paola Ferrari


Paola Ferrari

di Fulvio Collovati, l’inutile ironia di Gene Gnocchi e le seghe mentali di Adriano Bacconi su come la tal squadra abbia perso perché i difensori si sono mossi a triangolo scaleno anziché isoscele (sanno una sega i calciatori cos’è un triangolo!). Oppure rischiate di dover ripiegare saltuariamente sui canali Rai Sport per vedere qualche partita in diretta (solo pallavolo o basket, se va bene). Rischiate che le uniche cose visibili siano le affascinanti pedalate dei ciclisti ed i match di rugby. Mi raccomando, pensateci se avete dei dubbi sul pagare o meno il canone. Basta pagare e tutto questo sarà solo un brutto incubo.

3. La RAI è sinonimo di cultura! Se andate in un museo o ad una mostra pagate il biglietto, no? E allora perché non dovreste pagare per usufruire di un palinsesto che ogni sera ci offre programmi intriganti, interessanti ed innovativi? Non volete vedere Voyager per scoprire che anche se si parla della ricetta della Coca Cola, del crollo della borsa del ’29 o degli ultimi modelli di caldaia sotto sotto ci troviamo di fronte ai Templari ed alla ricerca del Graal? Rinuncereste ad un programma che vi pone quesiti fondamentali come “9×9 farà 81?” (un applauso a chi coglie la citazione senza cercarla su internet) e che fa domande scomode come “Perchè il Mar Nero si chiama Mar se in realtà è un lago? Forse Lago Nero è un nome scomodo per qualcuno?”. Mi si potrebbe dire che uno dei pochi programmi sensati, “La Storia siamo noi” di Minoli, è stato cancellato. Eh, vabbè, ma d’altra parte se non pagate il canone… Occhio che alla prossima tagliano i telegiornali e li sostituiscono con il notiziario di Mago Zurlì! Quindi pagate, pagate, pagate… 

 Uno dei rari programmi intelligenti della Rai...ovviamente cancellato.


Uno dei rari programmi belli della Rai. Ovviamente cancellato.

4. Lo Stato ha bisogno di noi. E poi è chiaro che se noi non offriamo spontaneamente il nostro aiuto lui si fa altri amici e non vuol più giocare con noi. Negli ultimi anni si è fatto amico una bambina che si chiama Talia e giocano ogni giorno a “guarda i ladri“, in cui uno guarda e l’altra fa la parte dei ladri (a voi di assegnare i ruoli). Se uno non paga le tasse lo Stato lo segnala alla bambina dicendo “è qui Talia!” e subito gli arrivano le cartelle. Noi, che non sappiamo giocare, ci incazziamo, ma queste sono le regole!!! Qualche mese fa per Radio sentivo di un imprenditore che si lamentava del fatto che lo Stato gli chiedeva tasse arretrate per 60-100 mila Euro anche se lui non aveva più un soldo perché da anni aspettava che l’Erario gli risarcisse una cifra di dieci volte tanto. Vabbè, però capisco che lo Stato non accetti queste ripicche del tipo “io ti pago solo se tu paghi me”. Sono cose da bambini… E comunque non succederebbero tutti questi casini se tutti pagassimo come prevede il gioco!

5. Ultimo motivo per pagare? Se avete dei figli (o li avrete) tenete presente cosa succede nello spot. Guardate che è tutto vero! Un mio amico non ha pagato il canone ed i figli gli hanno tolto l’amicizia da Facebook e lo hanno defollowato su Twitter! Un altro ha fatto la stessa cosa e mentre il figlio gli ha finito l’ultima porzione di lasagne rimasta, la figlia ha usato la carta di credito paterna per comprare un intero set di valige di Louis Vuitton. Per chi non ha figli e sta in casa ad annoiarsi davanti alla TV: pensate a cosa sarebbe la vostra vita senza “Un medico in famiglia“! Non aggiungo altro.

E ricordate: il canone è una cosa che dobbiamo allo Stato, perché quando noi abbiamo bisogno dello Stato, questo è pronto ad aiutarci. Sempre*.

*Ad eccezione dei cittadini di nazionalità italiana, dei militari ingiustamente detenuti all’estero, degli imprenditori in difficoltà e di tutti coloro che esagerano con le loro richieste perché sono, diciamocelo, dei piagnoni.

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