Alla faccia del “nuovo” che avanza: ecco a chi affidiamo la nostra salute


Non parlo mai del mio lavoro in questo blog, ma stavolta lo faccio come piccolo sfogo per una cosa che mi sta davvero facendo incazzare.

Io lavoro ogni giorno a contatto con medici di varie specialità, nutrizionisti, farmacisti, laboratoristi, ecc. Persone che per la loro formazione dovrebbero essere pronte non dico ad accettare subito il nuovo, ma quantomeno a valutarne le caratteristiche. Se quando ero all’università il libro di biochimica cambiava quasi annualmente, un motivo ci sarà pur stato. Se certi capitoli scomparivano ed altri che un anno erano appena accennati l’anno successivo diventavano centrali mi viene da pensare che la ricerca porta sempre a qualche risultato. E una persona con una formazione scientifica dovrebbe saperlo. In un mondo ideale.

Ma spesso (per fortuna non sempre) non è a queste persone che affidiamo la nostra salute.

Ogni giorno, proponendo prodotti o modalità di indagine innovative trovo qualcuno che mi dice che preferisce continuare ad usare il metodo che usa da anni, perché quello che io propongo non lo conoscono.

Premessa 1: contrariamente a buona parte della concorrenza, non vendo merda.

Premessa 2: “non lo conosco” non è sinonimo di “se non lo conosco vuol dire che non vale niente“. Bisognerebbe avere l’umiltà di ammettere che su tutto quello che non conosciamo si scrivono tante cose, che si chiamano libri.

E questo mi fa pensare. C’è il terrore del nuovo.

Però quando abbiamo problemi di salute, se ne abbiamo la possibilità, ci rivolgiamo allo specialista più bravo, al centro più evoluto, a coloro che possono utilizzare le metodiche più innovative. E senza andare troppo lontano, quando andiamo a comprare un computer non cerchiamo un Pentium 2, quando compriamo un televisore non ne scegliamo uno con tubo catodico e per i telefoni cerchiamo qualcosa di stramoderno. Quando usciamo con amici spesso si dice “proviamo quel posto nuovo”…

Quanta gente stregata da Renzi perché vuole rottamare il marciume. Però, cazzarola, se si tratta di dover essere aggiornati su qualcosa per proporre ai pazienti/clienti qualcosa di più funzionale non ci si pensa neppure, fatica sprecata. Ma d’altra parte, per rimanere al parallelo politico, se poi c’è chi osanna un giovanotto come Napolitano per la disponibilità a rimanere Presidente allora capiamo qual’è la spinta verso il futuro dell’italiano medio.

Tutto questo è molto interessante. Per quanto riguarda la salute moltissimi (in primis specialisti e farmacisti) preferiscono rimanere ancorati a qualcosa che si usava 20 anni fa o (peggio ancora) a qualcosa che di scientifico ha solo le due fregnacce che scrive chi li vende, ma in letteratura non c’è nulla.

E dico che è interessante, ma dovrei dire che è anche ironico. Perché poi qualcuno si rivolge a queste persone fidandosi di loro e si trova proposti prodotti che innovativi non sono. Al contrario!

Pensate un po’ che bello. Ecco, questo è il mondo in cui lavoro ogni giorno. Non pretendo che chiunque mi spalanchi le porte ma almeno che ci sia una posizione mentalmente aperta per valutare se ciò che propongo piace oppure no. E comprendo anche che ci sia una grande offerta in cui non è facile districarsi. Ma un conto è aver difficoltà a capire di chi fidarsi e di chi no, un altro è lasciarsi andare e chiudere la porta a tutti. Certo, questo non è un comportamento generale, ma il problema è che per qualche specialista o farmacista aggiornato, preparato e veramente appassionato del suo lavoro ce ne sono decine di altri ai quali non affiderei neppure la salute di un peluche. Non se mi trovo io a dover spiegare loro come svolgere il loro lavoro. Paghereste 200 € per una visita da un cardiologo che non capisce come faccia una goccia di sangue ad entrare in un capillare per capillarità? Ebbene: molti di voi lo fanno quotidianamente.

Mi chiedo: cosa direste se un giorno, chiamando il medico, questo vi dicesse “Bisogna fare un bel salasso” e tirasse fuori un po’ di sanguisughe da mettervi sul corpo? Immagino che o chiamereste un’ambulanza o chiedereste di utilizzare un rimedio un po’ più moderno. Ecco, immaginate che il medico vi risponda: “No, sa, è che uso da tanti anni questa metodica e preferisco non cambiare“. Non solo: immaginate anche di doverlo pagare!

 Lo stato dell'arte di alcuni casi di professionisti della sanità italiana.


Lo stato dell’arte di alcuni casi di professionisti della sanità italiana.

Questa è una fotografia ovviamente non globale del sistema sanitario italiano ma che, vi assicuro, copre una bella fetta del mercato dell’offerta. Ed il tutto senza considerare quelli che offrono prestazioni sanitarie su GroupOn: che alla fine, anche se i vari ordini (medici, biologi, farmacisti) diffidano dal farlo, fanno bene. Fanno bene, sì! Perché se ci sono dei coglioni che acquistano i loro servizi convinti di risparmiare allora è bene che questi ultimi vengano fregati. E pure pesantemente.

La prossima volta che pensate di comprare qualcosa su GroupOn sappiate che loro trattengono, come minimo, il 50% + IVA del prezzo che vedete. Sottraetelo al prezzo proposto, pensate che in quello che rimane ci deve stare il costo per lo specialista (il materiale) e la sua prestazione. E giudicate voi se una prestazione di valore può costare 20-30 euro. Se pensate di sì allora vi chiedo una cosa: affidatevi solo a GroupOn per la vostra salute. Così voi risparmierete ed aiuterete la selezione naturale a lavorare più velocemente.

Scusate questo sfogo, ma spero possa essere uno spunto di riflessione.

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