Lo sci (for dummies): le 5 cose che dovete sapere


Se anche voi avete trascorso buona parte della vostra vita senza mettere gli sci e siete tentati da amici e/o familiari, complice anche il periodo olimpico, a compiere il grande passo, avete bisogno di leggere questo post per conoscere le verità nascoste di questo sport. Perché sciare è bello, non si discute. Ma ci sono 5 cose che le persone che vi circondano non vi dicono e che dovete assolutamente sapere.

Si tratta di informazioni fondamentali che, durante un apposito summit sovvenzionato dai gestori degli impianti sciistici di tutto il mondo, si è deciso di tenere nascosto agli sprovveduti come noi per evitare un crollo del turismo. Ecco la prima guida allo sci for dummies.

azzurrodisci_ilpuntodilello La mia prima volta sugli sci è stata a 34 anni. Avete presente quelle situazioni in cui si parte un po’ prevenuti ma poi, a sorpresa, ci si diverte come delle bestie? Beh, non è stato questo il mio caso. Ma già dalla seconda volta tutto è cambiato. Tanto che due giorni fa, a tre anni dalla mia ultima discesa in stile “sono stato azzurro di sci”, mi è venuta una voglia matta di riprovarci e mi sono davvero divertito.

Tutto sta a cominciare ed a conoscere le regole del gioco. Quelle che vi voglio dire, nude e crude.

1. Gli sci ai piedi sono naturali come i ricci nelle mutande. Pensate di aver già provato una sensazione di disagio? Credete di esservi già sentiti degli incapaci? Non avete ancora messo gli sci. Metterli è come resettare la propria autostima. La prima volta che li ha messi mio figlio, a tre anni da poco compiuti, si è fatto tranquillamente tratti di 10-15 metri senza cadere. La prima volta che li ho messi io 10 metri li ho fatti, ma piallando la pista col sedere. Non appena sono riuscito a restare un po’ in piedi ho iniziato a prendere velocità, tanto che per paura di cadere, piuttosto che mettermi a spazzaneve e frenare, mi sono messo a uovo come mi ha insegnato Ghedina in tv. Per poi rallentare nel tratto finale pianeggiante e finire contro le reti di protezione a passo d’uomo. L’addetto alla pista, comodamente posizionato sulla sua sdraio a prendere il sole, mi guardava provando un misto di schifo e pietà mentre, procedendo verso le reti, gli facevo spallucce mormorando “Je suis désolé“. Questo vuol dire sentirsi incapaci. 

2. Gli scarponi sono la rivincita delle donne. Vi è capitato di prendere in giro la vostra donna per aver comprato un paio di scarpe di una taglia più piccola della sua perché del modello che le piaceva tanto non era rimasto altro? Avete sorriso nel vederla massaggiarsi i piedi dopo una giornata passata sui tacchi? Le avete detto che “quei tacchi saranno anche scomodi ma ti fanno camminare in maniera molto sexy“? Se avete risposto di sì anche solo ad una di queste domande, sappiate che per voi il giorno del giudizio arriverà nel momento esatto in cui vi metterete gli scarponi da sci. E saranno cavoli vostri, perché se le donne sono abituate a camminare tacco-punta per ore con i piedi gonfi come zampogne, voi non avete la stessa fortuna. Gli scarponi, per definizione, vi devono stare stretti e quindi già dopo una decina di minuti comincerete ad avvertire un certo disagio. Sarà come avere una tuta anti “g” ai piedi. Scordatevi il concetto di scarpa che deve stare come una pantofola: non siete sul vostro divano ma su una pista da sci e se non volete farvi del male dovete… farvi del male! Non avete idea di quanto sia duro uno scarpone da sci? Beh, pensate che se d’estate siete soliti prendere a ciabattate le zanzare che si posano sulle pareti di casa vostra, facendolo con lo scarpone da sci vi trovereste direttamente in casa del vostro vicino. Che, tra l’altro, è cintura nera di cattiveria, soprattutto dopo quella volta in cui gli avete fregato QuattroRuote dalla posta pensando che non se ne accorgesse.  Detto questo, il fatto che lo scarpone sia duro, di per sé, non vorrebbe dir nulla, se non vi costringesse a camminare tacco-punta con i piedi imbrigliati nelle scarpe di Iron Man. Mentre passerete su scalini innevati o ghiacciati tentando di non lasciare i denti sulla prima ringhiera cui vi appoggerete avrete tempo per riflettere a quando avete pensato che con i tacchi la donna è tutta un’altra cosa. E potrete star sicuri che, contrariamente alla vostra donna quando mette i tacchi, in quel momento voi sarete tutto tranne che un bello spettacolo da vedere. Ma consolatevi, una volta abituati alla sensazione non ci farete più caso. Anche perché poi, una volta che vi sarete divertiti a sciare, arriverà il momento più bello della giornata! Sì, perché se nella classifica del massimo godimento il sesso ed il trovare un bagno libero quando se ne ha bisogno si contendono la prima piazza, la seconda spetta sicuramente al momento in cui vi toglierete gli scarponi! Mentre sul vostro viso si dipingerà la classica espressione beata da “finalmente, non la facevo da una settimana!“, nella vostra testa tornerete a rivivere i momenti più belli della vostra infanzia. Solo che in quei momenti i vostri piedi non puzzavano così tanto.

3. Fate attenzione ai russi. Non posso garantire per tutte le località sciistiche mondiali, ma mi baso su ciò che avviene a Chamonix. Lì, passeggiando per le strade, si possono distinguere nettamente gli italiani ed i russi dal resto del mondo. Entrambi si notano immediatamente, perché vanno in giro firmati da capo a piedi in un posto in cui nessuno fa assolutamente caso a ciò che indossate. Il motivo per cui fare attenzione ai russi e non agli italiani? Semplice: contrariamente a ciò che possiamo pensare guardando le olimpiadi invernali, con gli sci ai piedi i russi sono delle grandissime pippe. Si presentano sulla pista come se stessero andando ad una sfilata milanese ma da qui a saper governare gli sci il passo è molto lungo. E siccome per divertirsi sciando basta poco ma per farsi male basta ancora meno, se anche voi siete delle pippe (mezze o intere) tenetevi a distanza dai figli della madre Russia, perché due pippe che sciano vicine tra loro prima o poi si scontrano. E non è per nulla piacevole. Ovviamente da scartare anche l’ipotesi “la urto delicatamente per attaccare discorso“. Primo: la donzella russa è di sovente accompagnata dal ragazzo, ex killer del KGBche prima di uccidervi vi usa come snowboard per portarvi in un posto appartato ove seppellire il vostro cadavere; secondo: se proprio dovete fare i fighi… fatelo quando sapete ciò che state facendo, non quando non riuscite neanche a stare in piedi da fermi! Dai, un minimo di amor proprio…

4. Scordatevi la baita. Adorate talmente tanto stare a tavola che vi hanno convinto ad andare a sciare promettendovi una sosta in baita per scofanarvi enormi piatti di salsiccia e polenta con mastodontici boccali di birra? Vi hanno promesso hot dog degni di Man Vs Food? Sappiate che vi hanno preso per il culo. Per alcuni semplici motivi. Innanzitutto perché le baite sono riservate agli sciatori veri, quelli che si piazzano sugli sci la mattina presto e li tolgono quando chiudono le piste. E gli sciatori veri non affrontano le piste dove andate voi, quelle che corrono parallele ai tracciati per i bambini. Lì il massimo cui potete aspirare è un tramezzino al bar accanto al negozio che affitta gli sci. Volete abbandonare la vostra pista blu (quella per principianti) per spostarvi su una rossa (livello intermedio) più in alto? O, addirittura, siete disposti al suicidio buttandovi giù da una nera (per esperti) solo per andare in baita? A parte il fatto che se i vostri amici vi portano subito su una rossa o una nera vuol dire che stanno cercando di liberarsi di voi, tenete sempre presente che dalle piste, prima o poi, si scende: a voi decidere se farlo a pelle d’orso come Fantozzi, facendovi spennare dal gatto delle nevi, o sugli sci raccomandando la vostra anima al Signore. Inoltre, se pensate che in baita si possa andare a fare delle piccole pause tra una discesa e l’altra (non sapete neanche sciare e già vi preoccupate delle pause???) vi sbagliate di brutto! Sedersi a tavola pensando di tornare sulle piste è come sdraiarsi sul letto prima di uscire con gli amici la sera: non si fa.

Il vostro pranzo, tra sogno e realtà

Il vostro pranzo, tra sogno e realtà

5. Quando pensate “Faccio l’ultima e smetto”… smettete. Tenendo presente quello che vi ho detto, non rimarrete delusi dalla vostra prima esperienza sciistica e se non vi fermerete alle prime difficoltà vi divertirete. Garantito. Ma occhio a non farvi prendere la mano. La prima volta che ho iniziato a sciare con un minimo di sicurezza, nel tempo di 2-3 discese sono passato dalla titubanza del principiante all’arroganza del coglione. Sono arrivato persino ad irridere con un “capita” coloro che cadevano dallo skilift, dopo essere caduto io stesso non so quante volte. Ecco: quando arrivate a questo punto è il momento di smettere prima di farvi male. Questo è il momento in cui prende il via la vostra trance agonistica e l’irrazionalità prende il sopravvento. La vostra percezione sarà quella di avere le movenze dell’Alberto Tomba dei bei tempi e vi potrà anche capitare di sentire nella vostra testa il commento di Furio Focolari: “Dai… non ti sedere… bravo così… all’intertempo è avanti di un minuto e mezzo!“. Lo so, è successo anche a me. Sono arrivato persino a darmi un soprannome: il puma della Maremma. La realtà, purtroppo, è ben diversa. Chi vi guarda nota che avete le movenze aggraziate dell’orango e che siete accucciati sugli sci come se foste sul water nel tentativo di liberarvi dal cenone di Capodanno. A questo punto fermatevi, lo dico per il vostro bene. Altrimenti le voci le sentirete davvero, ma non saranno quelle della telecronaca, bensì quelle delle persone intorno a voi. Che non solo vi prenderanno per i fondelli perché ve lo meritate, ma in più vi infameranno pesantemente, perché sulle piste chi si crede Tomba senza esserlo è un pericolo per sé e per gli altri.

La differenza tra ciò che pensate voi nel momento di trance agonistica e ciò che vedono gli altri.

La differenza tra ciò che pensate voi nel momento di trance agonistica e ciò che vedono gli altri.

Beh, adesso sapete tutto quello che vi serve per prepararvi psicologicamente alla vostra prima volta sugli sci.

Tuttavia, qualora decideste di rinunciare a questa esperienza (cosa che NON vi consiglio), questo post vi può comunque essere di aiuto. Ad esempio, potrete partecipare anche voi alle conversazioni che finora vi siete limitati ad ascoltare senza poter dire la vostra. In presenza di estranei potrete addirittura dichiararvi ex sciatori (sottolineate “ex“, magari per infortunio… non sia mai che vi propongano di tornare sulla pista). Oppure, se vorrete fare colpo su qualche ingenua fanciulla, potrete sempre dichiararvi… azzurri di sci!

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4 pensieri riguardo “Lo sci (for dummies): le 5 cose che dovete sapere

    1. Grazie Ketty, mi fa piacere che tu ti sia divertita 😀 Io ho messo di nuovo gli sci ai piedi una settimana fa dopo 2-3 anni e mi sono sentito quasi come se fosse la prima volta. Poi quando mio figlio, alla seconda lezione di sci, è andato su una pista della quale avevo detto “Ma no, io lì non ci posso andare, è fisicamente impossibile che qualcuno possa affrontare certi dislivelli” non ti dico che botta di autostima 😀

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