Per la Chiesa è meglio tacere che denunciare.


Piano piano sono arrivato al centesimo post. E sinceramente mi immaginavo di dedicarlo ad argomenti leggeri, magari raccontandovi del libro che da anni cerco di portare avanti e che prima o poi vorrei riuscire a terminare. Roba così, senza impegno.

Però poi arriva il Cardinale Bagnasco: “La Chiesa non denuncia i preti per tutelare le vittime degli abusi“. E da quando ho sentito queste parole, gira e rigira il pensiero torna sempre lì, a questo ragionamento assurdo in base al quale denunciare un reato gravissimo sarebbe peggio che far passare tutto sotto silenzio. Meglio tacere che denunciare. E a me girano le palle.

 Cardinale Angelo Bagnasco


Cardinale Angelo Bagnasco

Da quando sono padre non riesco a leggere un libro o vedere un film in cui ci siano situazioni drammatiche che coinvolgono dei bambini. Non ce la faccio, perché non riesco a non cercare di immaginare cosa possano provare dei piccoli che si ritrovano senza i genitori, o che siano stati allontanati da questi. O peggio. E immagino anche cosa possano provare i genitori: il dolore, la rabbia. La voglia di farla pagare a chi ha osato toccare dei bambini.

Se ripenso alle parole di Bagnasco mi viene da chiedermi solo una cosa: si rende conto della gravità di queste affermazioni? Secondo me no.

Perché la Chiesa non dice chiaramente come intende procedere nei confronti dei preti che si comportano come dei mostri? Ad oggi io non l’ho capito. Oltre al balletto degli spostamenti (effettivamente utile, così un prete molestatore può avere a disposizione altri bambini), viene fatto qualcosa di concreto? Se la chiesa non può denunciare un mostro, che cosa può fare? Pregare affinché non lo faccia più?

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Credo sia un po’ poco. Mi sembra una soluzione che contraddice qualsiasi norma del buon senso. Perché se si ragiona in questi termini allora bisogna pensare che se il Cardinale Bagnasco assistesse ad un omicidio per strada o ad un furto non correrebbe a segnalarlo alla Polizia, per tutelare la privacy delle vittime. E seguendo questo insegnamento la stessa cosa dovremmo fare noi. Quindi, carissimi, se vi dovesse capitare di scoprire che una persona sta imbrogliando un vostro amico, non dite nulla… shhhhhhhhhh… state zitti, rispettate la privacy della vittima.

Ognuno guardi il proprio orticello, ponendo una campana di vetro tra sé e gli altri. Per non violare la privacy altrui, si intende.

Però…

Eh, c’è sempre un però. Infatti dobbiamo tenere presente che se vediamo due uomini che si baciano siamo davanti a dei peccatori. Un uomo o una donna con un divorzio alle spalle non meritano di ricevere l’eucarestia. Due ragazzi che fanno sesso prima del matrimonio stanno commettendo atti impuri. Sono situazioni di fronte alle quali Bagnasco non può rimanere indifferente. Ci mancherebbe.

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Ma un prete che molesta un bambino… eh, cosa ci volete fare… si pregherà affinché capisca che è sbagliato e non lo faccia più. Magari lo si sposta, non lo si allontana dalla Chiesa perché… suvvia, non esageriamo… che sarà mai. L’importante è difenderci dai comunisti, dai massoni, dagli omosessuali, dal “Dio denaro”.

Scusate, ma tutta questa mi sembra follia. Penso che se oggi Cristo tornasse in carne ed ossa sulla Terra caccerebbe persone come Bagnasco come fece con i mercanti nel tempio. 

Ogni adulto ha il dovere di fare in modo che la vita dei bambini sia tutelata dagli orrori di cui solo i grandi sono capaci. E questo vuol anche dire combattere quei mostri che fanno dei bambini l’oggetto dei loro desideri. Crede forse Bagnasco che il problema principale di un bambino molestato possa essere il fatto che altri lo sappiano? Ma che scemo che sono; ho sempre pensato che il vero problema potessero essere le conseguenze sulla sua vita di relazione, la difficoltà di rimuovere quell’esperienza orribile, ecc.

Come per tante altre realtà, sono contrario a generalizzare ed a considerare colpevoli tutti i preti indistintamente; prova ne sia il fatto che mio figlio frequenta una scuola gestita da suore e sono contento che acquisisca certi valori, che poi sarà lui a giudicare autonomamente da adulto. Ma certo non posso fare a meno di pensare che la serietà di un’azienda, tanto per fare un esempio, si vede anche da come gestisce i problemi, da come si preoccupa della soddisfazione dei suoi clienti, da come gestisce le grane interne. Da questo punto di vista, se la Chiesa fosse una ditta potrebbe chiudere domani con questo tipo di gestione al vertice, che vanifica quanto di buono viene fatto dalla base.

Caro Cardinale Bagnasco, finché lei e chi la pensa come lei non dirà chiaramente che, al pari di qualunque altra persona, i preti che toccano i bambini devono essere allontanati dalla Chiesa e processati dalla giustizia degli uomini (in attesa che possa intervenire, speriamo presto per loro, quella divina) la sua credibilità sarà pari a zero. E non solo la sua, ma quella di tutto il Cupolone di San Pietro. E di questo non potrà incolpare altri, ma solo se stesso.

Se stesso ed il suo colpevole silenzio.

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