Precisazioni sul post precedente


ilpuntodilelloIeri sera, tra le attestazioni di condivisione delle idee espresse nel post sul problema degli sbarchi in Italia mi è arrivata una critica abbastanza feroce che, sinceramente, mi ha spiazzato. Non perché mi destabilizzi sapere che qualcuno non apprezza ciò che scrivo (è inevitabile), ma per il ragionamento: non condivido, ergo ti rimuovo dalle amicizie di Facebook.

Ed allora ho deciso di fare qualche precisazione.Un passo indietro: mi è stato detto che il post è “un’accozzaglia di luoghi comuni, totale disinformazione di come funzionano le questioni legate ai movimenti dei migranti (per la tua pace interiore Lello, la stragrande maggioranza non resta in Italia…chissà perché), e terrore da cronaca nera“. 

Bisogna dire che io non sono un giornalista, non faccio reportage o inchieste e ciò che scrivo sono mie idee che possono anche essere sbagliate, ma mi preme ricordare che quando si confuta un’affermazione bisogna aggiungere una motivazione, una spiegazione, oppure la critica rimane molto fine a se stessa. Tuttavia, non escludo che quello che vi ho riportato possa essere il parere di altre persone ed allora aggiungo qualche precisazione.

Cominciamo dal titolo: questo è molto spesso una provocazione, un invito alla lettura per chi pensa di concordare ma anche per chi ritiene di essere in totale disaccordo. D’altra parte, credo si capisca abbastanza chiaramente dal testo che io mi riferisco non a tutti indistintamente ma solo a chi impedisce agli operatori di fare i necessari controlli.

Veniamo al funzionamento dei flussi migratori e al dilemma su dove vadano a finire coloro che sbarcano in Italia. So benissimo che queste persone non si fermano tutte qui, anche se mi sembra esageratamente ironico quel “chissà perché“. Al di là di ciò, scusate, non possiamo lamentarci del fatto che gli altri non ci sostengono, ad esempio, sul caso dei Marò e poi dire “Sai che c’è? Io accolgo tutti, tanto poi vanno altrove e me ne frego“. E no, dobbiamo assumerci una responsabilità. Anche dal punto sanitario. E qui non sto parlando di un luogo comune, perché è indiscutibile che queste persone arrivano anche da zone dove esistono ancora malattie per cui noi non siamo neppure più vaccinati; dunque, non mi sembra un reato voler quantomeno fare uno screening sanitario. Pensate che in Francia hanno allestito dei mini ospedali negli aeroporti attrezzandoli appositamente per i casi di quarantena. Dunque, per come la vedo, chi si sottrae a questo controllo è potenzialmente un rischio. Stiamo andando avanti da anni con la polemica sulla obbligatorietà delle vaccinazioni dei bambini (trattando quasi come delinquenti coloro che decidono di far eseguire solo quelle obbligatorie per legge) e poi non consideriamo un rischio ben più grave? Si può dire o non si può dire?

Detto questo, è pur vero che la maggior parte degli sbarcati si dirige altrove, ma ci sono anche quelli che, ovviamente, restano in Italia. Oppure, se così non fosse, dovremmo ammettere che quelli che vediamo spuntare di settimana in settimana si siano originati per gemmazione da coloro che erano già qui. Magari sono disinformato e le cose stanno così.

Restiamo sul tema dei luoghi comuni e veniamo al punto che, forse, può aver originato questa convinzione. Ho scritto:Sì, non abbiamo la guerra, ma a chi non sa che cavolo dare da mangiare ai propri figli cosa pensate che importi di “star meglio di chi sta peggio”?“. Se avessi detto che gli immigrati ci tolgono posti di lavoro, quello sarebbe stato un luogo comune (oltre che una cavolata). Ma quello che ho scritto è ben diverso. L’altro giorno ho fatto un rapido conto dal quale è emerso che, nel mio caso, sei stipendi su dodici se ne vanno in bollette di acqua/luce/gas, IVA, assicurazione e bollo auto. Ne restano altri sei, con cui coprire tutto il resto (retta scolastica, assicurazioni varie, cibo, vestiti, benzina, INPS, Enasarco, ecc ecc). Tenendo conto che so di potermi ritenere fortunato e che molta gente è messa peggio, non mi sembra di aver detto una cosa fuori dal normale. Chiunque abbia dei figli sa che l’obiettivo è anche quello di riuscire a metterli in condizione di avere le basi per un futuro sereno, come hanno fatto o cercato di fare i nostri genitori. Solo che i tempi sono cambiati. Oggi non mi sembra sia così scontato riuscire a mettere da parte dei soldi per il futuro dei figli ed è per questo che, ragionando in ottica futura c’è preoccupazione. Si fa quel che si può per gli altri, è ovvio, ma se non pensiamo noi ai nostri bambini li mandiamo allo sbando. Anche pensare al loro futuro può essere un’emergenza. Scusate, ma quando al telegiornale parlano di incidenti e dicono il numero di morti specificando che “x” erano bambini, dobbiamo tener presente che questa notizia è significativa solo per chi non è toccato dalla tragedia; perché se uno ha perso nell’incidente il nonno di 150 anni ai bambini non ci pensa proprio, perché per lui la morte del nonno è la tragedia! Quindi, ognuno pensa alle proprie priorità. Questo è un luogo comune? Ditemelo voi. 

Mi si dice che faccio “terrore da cronaca nera“. Vi faccio una domanda: se vi bussano alla porta, cosa fate per prima cosa? Chiedete alla persona di presentarsi o dite “Prego, si accomodi“? Credo che identificare una persona sia una cosa assolutamente normale. Tenete presente che chiunque di noi può essere fermato per un banalissimo controllo ed in tal caso deve dichiarare con i documenti la propria identità (e se non li ha con sé deve provare di possederli). E cosa succede se ci si rifiuta di farci identificare? Ditemelo voi, sennò il mio diventa terrorismo da cronaca nera. Ma posso dire che, secondo me, se uno scappa prima di essere identificato, potrebbe anche non essere una persona per bene? Detta così fa meno terrorismo?

In ogni caso, il motivo per cui sono rimasto veramente male da ciò che mi è stato scritto sono le ultime righe: “Perdonami ma ti cancello, la tua rabbia è inaccettabile. Il tuo post rappresenta tutte le motivazioni per cui 18 anni fa, grazie ad un colpo di fortuna, sono fuggito dall’Italia“.

Sinceramente non mi sembrava che il post trasudasse rabbia. Forse se ne può trovare molta di più nel post su Don Corsi e la sua posizione sulla violenza sulle donne, in quello sugli imbecilli che parlano di morte per questioni calcistiche, oppure nel post sugli stupratori di buona famiglia ed in quello sulla posizione di Bagnasco in merito alle denunce per pedofilia. 

Sì, nei casi che ho citato c’è rabbia, perché si parla di stupri, di violenza sulle donne e sui bambini, di istigazione alla violenza per motivi calcistici: tutti reati per i quali non esiste pena sufficiente.

Vogliamo trovare della rabbia nel post precedente? Ok, mettiamocela. Forse perché l’Italia è il mio Paese, lo amo e mi piange il cuore a vederlo trattato in questo modo da chi lo governa (e spesso anche da noi che lo abitiamo). Capisco che per molti sia una ghiotta opportunità andare all’estero, a volte dettata anche dalla necessità, tanto è vero che non nego di averci pensato. Ma mai e poi mai potrei dire con soddisfazione di essere fuggito dall’Italia. E siccome vivo in Italia, forse ho una percezione migliore della situazione rispetto a chi è da tempo felice e contento all’estero. Forse.

Questa reazione mi è davvero dispiaciuta, ma mi convince ancora di più che esiste un clima in cui non sia accettata la libera espressione delle idee. Non si può dire di non condividere certe scelte, non si può dire di essersi rotti le palle. Perché pensate, vi tirano le orecchie anche quelli che erano talmente contenti dell’andazzo da essere “fuggiti”. Io invece penso che parlare e confrontarsi sia l’unico modo per arrivare ad una soluzione. 

Ho molti amici, alcuni davvero carissimi, con i quali siamo su posizioni diametralmente opposte dal punto di vista politico. E qualche volta ci capita di affrontare l’argomento, ma siamo sempre amici. Si parla, si discute, magari ci si manda a cagare ma ci si confronta. Dire “Ti sbagli, addio!” risolve qualcosa? 

Mi è successa la stessa cosa lo scorso anno, quando fui cancellato dalle amicizie di Facebook per non aver censurato le parole di un’amica che, parlando della propria esperienza professionale, aveva espresso la sua idea sulla magistratura italiana. E chi sono io per censurare le idee degli altri? Sono in colpa se non lo faccio? Ma siamo fuori di cervello?

Vabbè, facciamo così: dalla prossima volta aggiungerò una nuova categoria, creerò la sezione “post rabbiosi, con luoghi comuni e terrorismo da cronaca nera“. Magari ci metto anche il link diretto per togliere l’amicizia da Facebook e il follow da Twitter, così sarà tutto più facile. No?

Poi non dite che non vi voglio bene.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...