W le mamme! W i papà! La top 5 delle raccomandazioni!


Ieri è stata una giornata in cui per mille motivi ho riflettuto sulle figure della mamma e del papà.Inizialmente sempre per la polemica degli ultimi tempi su “Genitore 1” e “Genitore 2”, sulla quale mi sono già espresso in passato (gli interessati possono cliccare qui).

Poi, in serata, mi è stato segnalato un video divertentissimo in cui Enrico Brignano mette in scena una esilarante “mamma” che si destreggia tra la gestione degli avanzi, la pulizia di casa, l’uso del servizio buono, ecc (se non lo avete visto guardatelo qui).

Ed ecco che mi sono venute in mente tante espressioni, tante raccomandazioni, consigli o espressioni tipiche dei genitori, che sicuramente elargirò anch’io ai miei figli, ma che, a pensarci bene, non hanno gran senso.

5° posto: “Ti sei cambiato/a le mutande? E se ti succede qualcosa e ti portano in ospedale? Che figura ci fai se sono sporche?”

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Quinto posto perché non so se questo consiglio appartenga alla categoria delle leggende metropolitane oppure no. Certo, se ti ricoverano all’improvviso per un intervento a cuore aperto ci fai un figurone a mostrare al chirurgo le tue belle mutande D&G lisce, pulite e stirate oppure, per le signorine, un bel completino della Perla. Senza contare che in caso di incidente aereo le mutande appena cambiate, in un mondo di zozzoni, possono essere utili per il riconoscimento dei corpi. In ogni caso, questa raccomandazione non ha senso, per due buoni motivi: 1) perché ragionando in previsione di una sciagura che può accadere, bisogna tenere conto del fatto che il girare scaramanticamente con la sinistra sui genitali aumenta il rischio di incidenti; inoltre, 2) i più fifoni potrebbero non reggere allo stress e sporcare la mutanda anche senza sciagure in vista.

4° posto: “Hai preso dei soldi? Metti che succeda qualcosa…”

Questa raccomandazione, come la precedente, fa parte del filone “qualora accadesse un’immane tragedia“. Mio padre me lo ripeteva sempre, con la variante aggiuntiva “Non si sa mai“. E non posso negare che sia tutto concettualmente corretto. Ma pensandoci oggi mi viene da chiedermi: mi deve per forza capitare la sfiga di restare bloccato con la macchina o che mi freghino bicicletta/motorino/moto/scialuppa/catamarano perché io debba chiamare il taxi? E se mi rapiscono? Allora qualche decina di euro non basta, mi serve quanto meno una prima rata di riscatto, poi per il resto cerco di patteggiare un pagamento con ricevuta 30 giorni fine mese. Comunque sia, è sempre un evento negativo quello per il quale bisogna avere i soldi in tasca. Ma perché, non può succedere che i soldi possano servire per un imprevisto piacevole? Non può capitare di conoscere due mega-topone alle quali offrire da bere? Eddddaiiii, guardiamo il lato positivo della vita!

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3° posto: “Lasciala stare quella lì, sembra…una di quelle”.

Riferito al maschile o al femminile, questo ammonimento merita la medaglia di bronzo. Personalmente non ho avuto il piacere di sentirmelo dire, ma conosco persone cui è stato ripetutamente detto dai genitori. Che, su questo argomento, non la spunteranno mai. Perché, cari mamme e papà, voi potrete dire a vostro figlio che non avete piacere che frequenti quella ragazza che è campionessa di lap dance ed indossatrice di intimo. E potrete anche informarlo del fatto che avete saputo che non fa altro che postare foto mezza nuda su Facebook. Ma sono esattamente gli stessi motivi per cui lui è pronto a tagliarsi un braccio per uscire con lei! Non vi sto neanche a dire di quanto dovete evitare frasi del tipo “Guarda che è una che la dà a tutti“: a meno che non vogliate vedervelo sparire da sotto gli occhi con lo scatto di un centometrista.

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2° posto: “Non hai mangiato nulla” / “Ti sei messo/a a dieta?” 

Questo è un grande classico di deciso stampo femminile, disponibile in varie versioni di cui ho elencato le prime tre che mi sono venute in mente. La prima me la diceva sempre una zia di mio padre quando capitava che andassi a mangiare da lei. Ormai conosceva i miei gusti ed il menu era standard: spaghetti allo scoglio, pollo con patate fritte (preparate da lei, mica in busta), torta di mele. Piccola nota: a tavola eravamo numericamente tre, ma lei praticamente si limitava ad un po’ di pasta e mio zio, diabetico, veniva tenuto lontano dagli eccessi a colpi di frusta da domatore di leoni (sennò avrebbe mangiato il tavolo). Quando, inevitabilmente, rifiutavo il terzo bis di torta di mele, la zia sentenziava mogia mogia: “Come ‘un ce la fai? Ma sei sicuro? La tu’ mamma mi dirà che ‘un t’ho dato da mangiare…“. No, al massimo “la mi’ mamma” poteva portarmi a fare le analisi del sangue. E comunque, quello che avanzava, tra cui 3/4 di torta era impacchettato perché me lo potessi portare a casa. Sì, perché notoriamente le mamme italiane tendono a lasciare digiuni i propri figli. Mia madre è la classica mamma che se siamo tutti a tavola e vede un piatto vuoto si propone subito di riempirlo. Oppure mi prepara, come si dice dalle mie parti, una tegamata (=una gran quantità) di roba, tanto che dopo due bis ne avanza ancora ed a quel punto, col mestolo già pieno mi guarda e mi dice “Ma ti sei messo a dieta?“.

Caro Adam Richman, te fai ‘r ganzo co’ panini, ma t’avrei voluto vedè alle prese con mi mà! Io Man Vs Food lo facevo ad ogni pasto 🙂

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1° posto: “Non sudare”.

Primo posto indiscusso per questa raccomandazione che è stata la colonna sonora dell’infanzia per me e per chissà quanti altri bambini. Questa frase ci accompagnavano inevitabilmente nel momento in cui, aperta la porta, avevamo già una gamba fuori dall’uscio per scendere in cortile a giocare a pallone con gli amici (quando si usava… adesso i ragazzi giocano a calcio online tra di loro). Ma come “Non sudare“? Pensate quante carriere calcistiche sono state stroncate da queste due semplici parole! Pensate che sia un caso che i brasiliani e gli argentini siano così forti? Pensate che sia un caso che i Maradona, i Messi ed i Tevez vengano dai quartieri poveri? No. E non perché siano SUD Americani (una stretta di mano a chi capirà/apprezzerà la bellissima battuta), ma perché nessuno diceva loro di non sudare e potevano giocare come dannati dalla mattina alla sera. Io non mi lamento, perché ho sempre avuto i piedi non certificati per l’uso calcistico e quindi non avrei potuto mai diventare un calciatore, ma pensate quanti grandissimi campioni avremmo potuto avere? Ce ne sarebbero stati così tanti che magari pure l’Inter ne avrebbe potuto prendere qualcuno ( 🙂 ) .

Si usciva di casa già sapendo che, al rientro, saremmo stati cazziati con la frase “Guarda come ti sei conciato…“. E quando, madidi di sudore, bagnati come cani sotto la pioggia, la partita veniva sospesa (perché si arrivava a 10, si faceva buio o perché il proprietario del pallone doveva tornare a casa), la trance agonistica scemava e si iniziava a pensare a come giustificare questo stato al rientro a casa. Ben sapendo di non avere alcuna speranza.

Eh, quante cose ci hanno detto i nostri genitori. E quante volte, magari, abbiamo pensato “che palle!“. Però, se ci pensiamo bene, potrà anche essere noioso sentirsi ripetere certe frasi, ma sarà molto più brutto quando nessuno ce le dirà più.

W le mamme! W i papà!

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3 pensieri riguardo “W le mamme! W i papà! La top 5 delle raccomandazioni!

  1. Il finale è triste, ma sono pienamente d’accordo. I consigli dei nostri genitori sono molto importanti. lo capisci soprattutto quando te ne vai a convivere o perché ti sposi. Ti formano il carattere. Veramente Evviva!

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