Arriva un bebé: cosa fare, come fare.


Poco più di un anno fa iniziai a scrivere questo post, quando un amico, a cena, mi raccontò le allucinanti previsioni fatte dai suoi colleghi per l’imminente nascita del primo figlio. Lo scenario descritto non aveva nulla da invidiare ai migliori horror, tanto che ho quasi pensato di proporre il soggetto a Stephen King.

Adesso che mi (ri)trovo io nella situazione di attendere un nuovo arrivo, ho pensato di terminare questo mio contributo che, spero, possa essere di aiuto a quegli uomini che stanno per diventare padri. Per rassicurarli, consigliarli e soprattutto suggerire loro cosa NON fare.

Una prima cosa che ho notato è che, in alcuni casi, poco dopo la notizia della gravidanza si viene presi dalla ben nota Sindrome di Extreme Makeover Bebè in arrivo, una patologia che determina ansia da prestazione edile, palpitazioni al portafoglio, giramento incontrollato di palle.

Questo morbo deve il nome a tutti coloro che sono convinti che l’arrivo di un bambino (o di una bambina) debba per forza determinare uno sconvolgimento della planimetria della casa. 

A volte ho sentito dei futuri padri lamentarsi del fatto che il lieto evento comporti degli interventi per adattare la casa alle nuove esigenze: ciò è indubbiamente vero, ma perché lamentarsi? Quando un uomo compra un computer o un televisore è in grado di compiere tutte le simulazioni possibili ed immaginabili per avere la massima resa: e per questa povera stella che arriva un angolo per permetterle di vivere meglio non lo vogliamo creare?

Però tranquilli: non è strettamente necessario trasformare la propria abitazione in una via di mezzo tra una stanza da manicomio (intesa come piena di imbottiture, copri spigoli, copri presa, paracolpi, paracadute, imbragature da sospensione stile Tom Cruise in Mission Impossible, ecc) ed una prigione di massima sicurezza (piena di cancelli, inferriate, sbarramenti, transenne, deviazioni, ecc).

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Ad essere sinceri, quando è nato mio figlio non abbiamo messo cancelletti sulle scale, non abbiamo coperto prese elettriche: ci siamo limitati a qualche protezione per gli spigoli più pericolosi. Ma se vi sentite più sicuri facendo tutte queste modifiche… fatele. Perché non è il momento di accrescere la propria ansia.

Se manca ancora un po’ di tempo approfittatene per godervi ancora un po’ di vita di coppia e… ricordate che il sesso che non farete in gravidanza lo rimpiangerete in altri momenti (a meno che non sia vostra moglie a dichiarare che proprio non ne ha voglia, non fate la cazzata di non approfittarne, perché è un momento incredibile per entrambi). Pensate a quante bellissime donne si sono fatte ritrarre con il pancione: ok, non siete sposati con Demi Moore o con Shakira, ma la donna in gravidanza assume una bellezza che non è comparabile a niente altro al mondo.

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Spesso mi chiedono se è vero che le donne incinta diventano intrattabili: io rispondo che se una donna è intrattabile normalmente lo sarà anche in gravidanza. sbalzo_d'umore_ilpuntodilelloPremesso che ogni donna reagisce a modo suo alla tempesta ormonale dell’attesa, il quadro spesso dipinto di una vita che diventa un inferno per gli sbalzi ormonali della futura madre è assolutamente privo di ogni fondamento. Alti e bassi ci sono, ma non stiamo parlando delle montagne russe. E comunque, sulle oscillazioni dell’umore della donna influisce molto l’atteggiamento dell’uomo.

Eccolo un punto davvero importante: come l’uomo vive la gravidanza ed il parto.

Partiamo dal presupposto che vostra moglie è incinta, non ha una malattia terminale. Quindi non trattatela come se foste in cammino verso la fine ed evitate di farle delle foto in stile “Vorrei poterti ricordare così“.

E non fate i fighi, perché il parto si avvicina, lentamente ed inesorabilmente. Verso la fine, vi capiterà di addormentarvi chiedendovi se verrete svegliati di lì a poche ore per correre in ospedale. Ma ancora prima vi troverete a rispondere alla domanda: “Tu vuoi entrare in sala parto?“.

Consiglio: pensate subito a cosa ritenete di voler fare e rifletteteci bene. Perché se vi limiterete ad un cauto “Bah, non ci avevo ancora pensato” farete la figura dei coglioni, soprattutto con vostra moglie / compagna, che oltre a dover partorire si sta anche occupando di pensare in 3D a come arredare la stanza del pupo o della pupa. Il tutto mentre continua a fare la vita di tutti i giorni. Se voi non avete avuto un minuto per pensare se volete essere presenti nel momento in cui i vostri figli vedranno la luce, lei potrebbe avere dei forti dubbi su di voi. O anche solo avere la conferma dell’idea già maturata in precedenza.

Suggerimento: assistere al parto è forse l’emozione più forte della vostra vita. Se pensate di aver toccato l’apice con il livello 300 di Farm Heroes Saga o quella volta in cui avete battuto il record di hot dog trangugiati in 30 minuti sappiate che si tratta di bazzecole in confronto.

Ma attenzione: fosse una passeggiata non ci sarebbe neanche da porsi il problema. In realtà si tratta del momento in cui in assoluto un uomo può sentirsi la cosa più inutile al mondo. “Benvenuto nel club“, potrà dirvi la vostra metà: non perché lei si senta inutile, ma perché alla conclusione sulla vostra inutilità c’era arrivata già da tempo.

Ma tant’è, meglio tardi che mai.

La vedrete soffrire, di più o di meno in base alla sua sopportazione del dolore o alle eventuali complicazioni del parto, ma comunque soffrirà. E voi non potrete fare nulla.

Cioè: non potrete far nulla per farla star meglio, ma potrete far moltissimo per non farla stare peggio. Ed ottenere questo risultato è molto semplice, basta attenersi alle due regole d’oro:

1) Essere decisi: se siete in dubbio tra assistere e non assistere perché temete di non reggere allora, forse, è il caso che lasciate il posto a vostra suocera o ad altre persone gradite alla vostra signora (qualora scegliesse il lattaio o l’idraulico può essere anche l’occasione per capire molte cose). Se decidete di essere presenti durante il parto dovete essere delle rocce come non lo siete mai stati in vita vostra. I tentennamenti non sono ammessi.

1a) Evitare battute e/o domande inutili! Notate bene: non è la regola 2) ma la 1a). Se siete abituati a sdrammatizzare per affrontare le situazioni più difficili cercate altre soluzioni per non perdere la calma. Non cercate di sdrammatizzare con battute: a priori dovete sapere che non faranno ridere. Sono altresì da evitare domande inutili del tipo “Posso fare qualcosa per te?“, perché a meno che la natura non vi abbia messo in grado di sobbarcarvi immediatamente il peso del parto, non potete fare nulla. E siccome la natura è stata così saggia da capire al volo che l’uomo non avrebbe mai potuto sopportare il parto, evitate di mettere la vostra metà nelle condizioni di suggerirvi di ingoiare un ferro da stiro e di espellerlo dal retto. Cosa che, per quanto impossibile da realizzare, pur non alleviandole il dolore le permetterebbe di essere sicura che quando vi parlerà del parto avrete un’idea più precisa di ciò di cui sta parlando.

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2) Evitate di ascoltare i drammatici racconti degli amici e di cercare mille informazioni su internet. Ogni parto è un caso a sé stante. Se state per affrontare l’arrivo di un figlio ed un amico vi racconta i dettagli di quanto atroce sia stata quella esperienza mandatelo con tutto il cuore a quel paese. Ditegli che ve l’ho suggerito io, ma fatelo. Perché non esiste motivo al mondo di caricare di ansia una persona in un momento delicato come questo. Se non l’essere una merda. Inoltre, non state a complicarvi la vita cercando di documentarvi su tutte le anomalie / malattie / sindromi che avete sentito nominare in anni di Dr. House. Ok, da quella volta in cui vi siete rotti i legamenti del ginocchio siete diventati espertissimi in materia, ma il parto è un’altra cosa. Sapete perché nelle scene dei film in cui c’è un parto in casa agli uomini viene detto di andare a far bollire dell’acqua? Perché così si tolgono dalle palle e chi deve far nascere il bambino può lavorare in santa pace. Quindi rassegnatevi: per quanto possiate leggere e documentarvi non potrete mai essere competenti quanto quelle persone con il camice che staranno intorno alla vostra donna e che (pensate un po’) di mestiere si occupano di far nascere i bambini.

Seguite queste semplici regole e andrà tutto bene.

Anche perché quando avrete i vostri figli tra le braccia capirete che qualsiasi paura, qualsiasi stress, qualunque tormento è accettabile se la moneta con cui verrete ripagati è un batuffolo di carne che altro non è che parte di voi stessi. 

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Ah, quando dico “accettabile” tenete presente che voi non avete affrontato la gravidanza, il parto, lo stress ormonale, l’allattamento, ecc. Tenetelo presente quando, dopo la nascita, vi chiederanno come state. Se rispondete “Splendidamente“, parlate per voi.

Giusto per non rischiare che nottetempo qualcuno vi faccia ingoiare il ferro da stiro di cui sopra.

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