Il pagellone (semiserio) degli azzurri


Raramente ho parlato di calcio, ma oggi voglio divertirmi con un pagellone riassuntivo della spedizione italiana al mondiale. Perché “semiserio”? Beh, vi sembra che la nazionale abbia giocato seriamente?

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Prandelli: voto 2. Comincio da lui che ha il voto più basso. E non perché non abbiamo passato il girone. Certo, se i ragazzi di Breaking Amish sono più a loro agio con la tecnologia di quanto non lo siano stati i nostri giocatori col pallone, di qualcuno la colpa deve essere. Se siamo riusciti a perdere una partita contro un avversario che non ha cercato di vincerla una spiegazione l’allenatore deve darla. Perché i giocatori da lui convocati giochino come una squadra del Dopo Lavoro Ferroviario può dircelo solo lui. Ma il voto non è per questo. Si becca un bel 2 perché un allenatore che, dopo aver perso contro la Costa Rica (che, sportività a parte, doveva essere asfaltata) e contro l’Uruguay (che a Pisa definiremmo una squadra di pellai), si lamenta dell’orario in cui ha dovuto giocare è a metà strada tra il ridicolo ed il pietoso. Ha portato in azzurro il tiki taka, ma se avesse portato un paio di puttanoni avrebbe sortito lo stesso effetto. Lo giustifico solo su un errore di comunicazione di cui non ha colpa. Dopo la seconda partita tutta l’Italia gli chiedeva di mettere in campo i coglioni. Ma lui non ha capito che parlavamo di attributi, non di giocatori.

Buffon: voto 5,5. Se non ne abbiamo presi 3 (i 3 tiri in porta dell’Uruguay) è merito suo, ma sulle spalle ha il peso dell’errore nella seconda partita. 

Sirigu: voto 7. Man of the match contro l’Inghilterra, poi si trova a dover giocare il ruolo di quello umile che torna in panchina quando rientra il titolare. Dopo aver sentito di Muslera che ha trovato le termiti nel letto ha sicuramente pensato di mettere le puntine da disegno nei guantoni di Buffon. Poi ha rinunciato. Forse ha capito che in questa squadra stare in panchina è stato più onorevole che giocare.

Perin: s.v. Non gioca e questo è un bene per la sua carriera. Potrebbe fare ancora meglio se cambiasse parrucchiere. Non dico di scegliere quello di Cristiano Ronaldo, ma insomma…

Abate: voto 5. Costituisce una sicurezza. In campo? No, ma se uno ha bisogno di un consiglio su un buon parrucchiere lui li conosce tutti. E questo fa capire che il rapporto con Perin non è dei migliori. 

Barzagli: voto 6,5. Clamoroso con l’Inghilterra, sotto tono con Costa Rica, decente ieri.

Bonucci: voto 5. Voto arrotondato per eccesso. Assolutamente non all’altezza, paga anche per la scelta del lungimirante allenatore che decide, all’improvviso, di affidarsi al “blocco Juve”. Senza pensare che Conte non solo dispone di animali da gara coma Tevez e Vidal (quelli sì sarebbe bello poterli naturalizzare) ma chiede a chi sta davanti di tornare indietro ad aiutare. Cosa che in nazionale dovrebbe essere facile visto che non ci facciamo vedere molto nell’area avversaria, eppure non ci riusciamo. Abbandonato a se stesso, Bonucci naufraga inesorabilmente.

Chiellini: voto 4,5. Prima partita disastrosa, seconda ancora non sufficiente. Ieri avrebbe potuto arrivare alla sufficienza ma ha mostrato di non aver imparato nulla dal passato. Come Tassotti rifilò una gomitata a Luis Enrique ad USA ’94, così ieri un bel gomito sul setto nasale a quella merda di Suarez ci sarebbe stato preciso preciso come come l’antidoping a Maradona. Coraggio, non se la prenda per il morso di Suarez. A Holyfield con Tyson andò molto peggio.

De Sciglio: voto 5. Era uno dei più attesi; ci si diceva “Speriamo che rientri“, poi è rientrato ed è stato in linea con la prestazione della squadra. Peccato, perché sarebbe forte. Soprattutto con la morra cinese, di cui è campione regionale.

Darmian: voto 5,5. Affonda con tutta la flotta dopo essere stato tra i migliori con l’Inghilterra. Certo che tornare dal Brasile ed essere consapevoli che una delle poche note positive è che Darmian sarà un uomo mercato fa venire da piangere.

Paletta: voto 4. Bisogna avvertire la FIGC che le ciofeche le abbiamo anche in Italia, non è necessario andare a cercare qualcuno da naturalizzare. Al Mondiale doveva fare la sua porca figura dopo un bel campionato; il risultato è stata una figura porca e la panchina dopo la prima partita (quella vinta, immaginate se avesse giocato le altre!). Ha il solo merito di suggerire una miriade di battute riferite al cognome. Per il futuro un solo consiglio: chiedere consiglio a Conte su come risolvere il problema dei capelli.

Candreva: voto 5,5. Anche da lui ci si aspettava molto di più. In particolare, da buon romano, ci si aspettava che in ritiro organizzasse delle spaghettate di mezzanotte con carbonara, cacio e pepe, amatriciana, ecc. Invece finisce per far la figura del carciofo (alla giudia).

De Rossi: voto 6,5. Non averlo in campo ieri non ha aiutato, ma anche se ci fosse stato l’arbitro avrebbe trovato il modo di buttarlo fuori. Buffon lo cita tra i senatori della squadra, quelli che vanno in campo per giocare e lui in effetti è così. Peccato che debba correre anche per quei compagni di squadra che iniziano a pettinare le bambole.

Marchisio: voto 6. Voto di stima. In una squadra in cui tutti sembrano intenzionati a voler entrare nell’area piccola con la palla al piede e saltare il portiere almeno lui ha provato a tirare da fuori. E guarda un po’, l’ha messa dentro. Brutta seconda partita ma poi è vittima del solito Moreno. 

Aquilani: s.v. Fa il turista e forse, come detto, è più onorevole. Interpreta perfettamente il ruolo: gira per lo stadio con la macchina fotografica al collo, nello zaino ha il Toblerone preso in aeroporto ed in panchina scrive cartoline. Ha un futuro come guida turistica.

Motta: voto 5. Sufficiente solo contro l’Inghilterra, non aggiunge freschezza neppure quando entra dalla panchina. Se avesse voluto freschezza, Prandelli avrebbe potuto provare con qualche pomodorino ciliegino o delle foglie di insalata croccante. Non sarebbe cambiato molto. In effetti, restando in tema di verdure, in mezzo al campo lui non ci sta a fare… un cavolo.

Parolo: voto 5. Meglio stare in panchina e passare per pippa che giocare e togliere ogni dubbio. 

Pirlo: voto 6. Anche alla Play Station è lento, ma uno con i suoi piedi può giocare anche da fermo. D’altra parte tira la carretta da tanto di quel tempo che in certi momenti sembra reggere l’anima coi denti. Eppure, nonostante tutto, ha più palle della metà dei suoi compagni. Anche nelle mutande, non solo tra i piedi. Potrebbe risolvere le partite se ci fosse qualche punizione in più da limite. Però per averle bisogna andare verso la porta avversaria, cosa che alla nostra nazionale non sembra piacere molto.

Verratti: voto 6,5. Una delle poche note positive. E per questo gli risparmio qualsiasi battuta.

Balotelli: voto 4. Dopo la partita con l’Inghilterra ha dichiarato di volere un bacio dalla Regina (sulla guancia, sia chiaro, anche perché sta per sposarsi) in caso avessimo messo gli inglesi in grado di passare il turno. E invece è finito a raccogliere la saponetta nelle docce dell’Uruguay. Due tiri in porta in tre partite, un gol grosso come una casa divorato in un boccone. Termina il mondiale con una prestazione da principessa sul pisello che va in terra non appena qualcuno la sfiora. La maglietta “Why always me?” dovremmo metterla noi: perché dobbiamo continuare a sopportare la spocchia di questa eterna promessa? Pensi a sposarsi che è meglio.

Cassano: voto 5. Ma un attaccante non dovrebbe attaccare? Ok, ha avuto poco tempo per giocare ma questa non è la Germania, che bene o male in fondo arriva quasi sempre: siamo l’Italia e ormai siamo abituati a tornare a casa finito il girone.

Cerci: voto 6. Non ha molto spazio ma per quel poco che è stato in campo ha dato più segnali di altri suoi compagni di reparto. Non che si sia sprecato a tirare verso la porta… Si vede che gli scarpini che hanno dato ai nostri ragazzi tendono a rovinarsi se vengono usati ed essendo noi italiani ci teniamo ad essere impeccabili con l’abbigliamento. Ma ha pur sempre avuto a disposizione 30 minuti…

Immobile: voto 4. Nomen omen. Anzi no: fosse stato davvero “immobile” non sarebbe caduto così tante volte nel fuorigioco avversario. Potrebbe essere soprannominato “palla persa”: se lo lanciano verso la porta è in fuorigioco, se gli passano la palla se la fa portare via perché non salta l’uomo neppure con gli stivaletti a molla di Paperinik e quando tenta di calciare manda la palla in orbita. Ieri dallo spazio si è sentito chiaramente un astronauta russo urlare “Adesso te lo buco questo pallone!“. Buone notizie per Juventus e Torino: avessero dovuto venderlo oggi col cavolo che il Borussia avrebbe sborsato 20 milioni. 

Insigne: voto 5. Più che Insigne è insignificante. Poco spazio per lui ma se questo è il modo in cui si presenta non passerebbe le selezioni neppure per il ruolo di fermacarte.

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4 pensieri riguardo “Il pagellone (semiserio) degli azzurri

  1. hai visto l’accoglienza che gli italiani hanno riservato a loro oggi al loro rientro?
    erano dieci gatti in fila…questo ha dimostrato quanto hanno fatto schifo!
    E dire che sono pagati oro..potevano impegnarsi un pò di più!!
    Mah!

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    1. Quella è la cosa che fa incavolare: giocare non bene e/o perdere ci può stare sempre. Certo, perdere con Costa Rica resta negli annali. Ma è l’assenza di impegno che fa arrabbiare. E non ci dicano che hanno dato il massimo: basta guardare una qualsiasi altra partita per capire che non è vero. Hanno la fortuna di fare un lavoro incredibile e di avere persone che vanno ad accompagnarli in gloria allo stadio o alla partenza prima di una gara: ovvio che poi uno venga fischiato al rientro.
      Bisognerebbe cominciare, però, a considerarli un po’ meno di come siamo soliti fare…

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  2. Io di calcio non capisco molto, seguo solo i mondiali, credo che i nostri siano piú preoccupati di indossare al piede giusto la scarpa rosa e quella azzurra, e per me l’unico ieri (ckme sempre) degno di stare in quel campo, è Buffon. E De Rossi, che tanto non c’era. Ma c’era bisogno di gente che ci credeva, nella vittoria, non di bambolette che avrebbero perso pure contro la squadra di calcetto di mio marito. Vabbè, vedremo tra quattro anni…

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    1. Io penso solo una cosa: che chiunque abbia visto le ultime due partite si sia reso conto che questa era una squadra che non meritava di passare il turno. Poi, dico anche che tutti i discorsi su “bisogna conoscere per giudicare”, “non esistono le squadre materasso”, ecc, sono tutte delle gran cazzate. Perché il rispetto per l’avversario ci deve essere, ma se tu sei l’Italia devi partire con l’idea che con Costa Rica si gioca per fare una goleada, non parlando di “impresa” come ha fatto Balotelli. Perché sennò tanto vale che i giocatori si riposino per il campionato successivo e lascino giocare chi ha davvero la rabbia agonistica che vorrei vedere in qualunque competizione di qualsiasi sport.

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