Gli amici perduti


Due anni fa scrivevo il primo post di questo blog. Un post che ancora oggi non riesco a rileggere, tanto era brutto e scritto giusto per iniziare.

Malgrado la dubbia qualità di ciò che scrivo, nel tempo il blog mi ha permesso di ampliare i contatti, fare conoscenze, discutere di vari argomenti con persone prima sconosciute. Fossimo nella vita reale si potrebbe parlare di amicizie.

Vi chiederete: ma cosa c’entra questo con gli amici perduti?

Stamani, poco prima di uscire di casa, mio figlio mi ha abbracciato dicendomi “Papà, non perderti mai!“.

Questa frase, al di là della tenerezza e del suo significato, insieme al ragionamento che vi ho appena esposto, mi ha fatto pensare a quante persone perdiamo per strada durante la nostra vita. A quanti sono gli amici che magari frequentavamo spesso, o addirittura quotidianamente, e dei quali oggi non sappiamo praticamente più nulla se non informazioni riferite da chi è ancora in contatto con loro. 

Capita, magari perché si cambia giro di amicizie, perché ci si trasferisce, perché ci si sposa e cambiano le priorità. I motivi sono tanti e noi spesso non sappiamo far altro che dire che “capita”, oppure che “se è successo vuol dire che non era vera amicizia“.

Ma quello a cui pensavo è: cosa facciamo perché possa “non capitare”? Perché, forse, dire semplicemente che “è capitato” ci serve per non ammettere che non abbiamo fatto nulla per impedirlo.

Dobbiamo tenere presente che se ci si perde di vista lo si fa in due e allora mi chiedo se magari a volte non sia l’orgoglio a farci pensare che non ci faremo vivi se non lo farà prima l’altro. E si finisce in quelle situazioni di stallo da cui non si esce se non c’è qualcuno che abbandona la propria posizione per fare il primo passo. Un passo che è molto più facile da fare di quanto possa sembrare, perché anche gli amici lontani possono essere più vicini con una telefonata.

Un anniversario strano per questo blog, forse un po’ malinconico, ma in cui voglio vedere un lato positivo: riflettere sulle persone che oggi non fanno più parte della nostra vita può essere utile per evitare di ripetere qualche errore in futuro. Perché alla fine stiamo sempre parlando di amici.

Ed allora chiudo riproponendovi la scena finale di un film che adoro, Harry ti presento Sally. Una scena in cui si parla di amicizia e del fatto che, ogni tanto, dovremmo ricordarci di aver dimenticato i vecchi amici.

Alla prossima!

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12 pensieri riguardo “Gli amici perduti

  1. Che bella riflessione Lello!!! Ho apprezzato tanto! E quanti ricordi, persone, luoghi e abitudini ormai perduti ritornano in mente … L’amicizia, se vera e legata da affetto, non finisce mai, nemmeno se passano anni senza vedersi e sentirsi. Basta un pensiero ogni tanto a tener vivo il legame, indipendentemente dalla possibilità di trascorrere ancora del tempo insieme.
    Un abbraccio a te ed alla tua splendida famiglia!!!

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    1. Ciao Paola, grazie per quello che hai scritto. Era una cosa alla quale stavo pensando da giorni, è brutto perdere i contatti con le persone, anche se in verità ce ne accorgiamo quando ormai la frittata è fatta. Eppure, come dici giustamente, basterebbe così poco…
      Un abbraccione anche a te con un grosso in bocca al lupo per tutto! Stai per vivere dei momenti così belli che non puoi neanche immaginare!!! 🙂

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    1. Ma il punto è che non posso dare la colpa solamente a loro e ti posso assicurare che dietro ci sono anni di conoscenza e frequentazione quotidiana. A volte forse gioca molto l’orgoglio, o chissà.
      I pupetti stanno bene, la nuova arrivata è una principessina anche se sospetto abbia un accordo con la Pampers… 🙂

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  2. Bellissimo post. E quanto è vero! In questo periodo, da quando sono diventata mamma, mi è capitato pesso di pensare ai vecchi amici. Amici di una vita, quelli con cui organizzavi i viaggi o quella tua “MIGLIORE AMICA” con la quale condividevi un quadernetto e anche se la vedevi tutti i giorni 3 ore al giorno in piscina avevi bisogno di scriverle e lei di scrivere a te. LA sento ancora, ma per anni, da quando mi sono traferita a Roma, ci siamo perse di vista. Siamo sempre amiche…ma anche se ogni tanto ricordiamo chi eravamo o cosa facevamo, siamo cambiate, e non è più la stessa cosa. Mi dispiace molto e a volte mi sale la malinconia. Mi piacerebbe avere una mia personale macchina del tempo per rivivere certi momenti, magari con la consapevolezza di oggi. Ma forse…non sarebbe così bello come la prima volta.

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    1. Grazie, troppo gentile 🙂
      In effetti dovremmo riflettere su quella sensazione che ci prende nel momento in cui ci rendiamo conto che, bene o male, un pezzettino della nostra vita era dedicato anche a loro e adesso non ci sono più. In questi giorni mi è capitato di ripensarci anche per lavoro, perché con uno che era un mio carissimo amico adesso si potrebbero davvero far tante cose insieme, ma al di là degli affari resta il dispiacere di come vite che si erano intrecciate in maniera così stretta si possano essere separate. Per carità, fa parte della vita e forse se così non fosse stato non avremmo conosciuto altre persone. Però penso che ogni tanto rifletterci un minuto possa essere utile 🙂

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