Se la vita è una slot machine


Mi capita spesso di entrare in un sale e tabacchi che trovo lungo la strada tra casa e l’ufficio. Uno di quei tabaccai come ne esistono migliaia in Italia, con le slot machine, la ricevitoria del Lotto, le pareti imbiancate di gratta e vinci. Non importa l’orario: le slot machine sono sempre occupate e ci sono sempre persone intente a scegliere ambi, terne e quaterne o le altre possibili combinazioni di tutti quei giochi che negli anni ci hanno messo a disposizione.

slotsOgni volta non posso fare a meno di chiedermi: in Italia è morta la speranza?

Lasciamo da parte quelle persone che giocano per dipendenza; io penso alle altre. A quelle che, regolarmente, magari vedono davvero nella schedina del Lotto o nella leva di una slot machine una possibilità di guadagno. 

E chi lo sa se, persi in questa visione, sono consapevoli del fatto che l’unico che vince sempre è lo Stato e che un gioco in cui le possibilità di vincita sono infinitesime si tramuta, di fatto, in una tassa tutta speciale che volontariamente decidiamo di pagare. 

Certo, ogni tanto qualcuno vince ed allora assistiamo a quelle pietose scene in cui masse di imbecilli festeggiano fuori dal bar (poveri coglioni che esultano per la possibilità di scroccare un bicchiere di spumante scadente) ed altrettante menti illuminate rilasciano dichiarazioni del tipo “Siamo contentissimi per il nostro Paese, perché qui ci sono tanti disoccupati“. Ma perché, se il tuo vicino fa un terno pensi che la tua vita possa cambiare? Parassiti, oltre che patetici.

Perché penso che la speranza sia morta? Perché in un momento di difficoltà la speranza per me è coprirsi di debiti per avviare un’attività, fare un figlio, comprare una casa facendo un mutuo per sé e per le generazioni future. Ci sono mille modi per mostrare di avere speranza, per dire al mondo che crediamo nel futuro, per dare l’idea che in fondo al tunnel ci sia una luce.

Ma forse, agli occhi di tanti, in fondo al tunnel si alternano solo campane, dollari, limoni, fragole e tutti gli altri simboli che scorrono sotto i nostri occhi ogni volta che azioniamo la leva di una slot machine.

In questo caso vuol dire che abbiamo alzato le mani e ci siamo arresi.

Se la vita diventa una slot machine, noi abbiamo già perso la nostra puntata.

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3 pensieri riguardo “Se la vita è una slot machine

  1. Secondo me tu non stai bene, ma lo sai che significa avere i debiti? Secondo me no, altrimenti non lo diresti. Io una volta ho giocato alle slot ed ho vinto venti euro, ma non per questo mi ritengo una cogliona. Che fa se per una volta ho giocato e vinto? L’ho fatto per divertirmi e allora? Che c’è di male?

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    1. Forse mi sono spiegato male, ma ciò non toglie che il tuo tono mi sembra francamente eccessivo.
      Io mi riferisco non a chi ogni tanto gioca ma a quelle persone che lo fanno regolarmente, chiudendosi in una ricevitoria ad inserire monetine in una macchina sperando di vincere o a cercare ispirazione per azzeccare i numeri vincenti. Chi si copre di debiti per iniziare una propria attività non lo fa certo per follia ma perché ritiene di poter riuscire a pagarli grazie al proprio lavoro. In questo senso ha una speranza motivata nel futuro.
      Per quanto riguarda i coglioni ti consiglio di leggere meglio quello che ho scritto: non sono quelli che vincono ma quelli che festeggiano le vittorie altrui come se potessero ricavarne qualcosa.

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