Il cinema francese


Avete presente quelle persone che vi devono dire una cosa e che prima di arrivare al dunque aprono mille parentesi? Voi tentate di spingerle a concludere il discorso con i vostri “E quindi?“, “Vai avanti!“, “Sì, lo so, continua!“, ma non c’è verso di raggiungere la meta. Ecco, il cinema francese è un po’ così. Quando guardi un film francese ti viene spesso voglia di spingere il televisore, di incoraggiarlo. Dai, su, arriva ad una conclusione, aumenta il ritmo, dai una sferzata emozionante alla storia! Ma lui resta lì, refrattario ad ogni stimolo come un politico italiano sulla sua poltrona. Puoi dire quello che ti pare ma non si scompone. D’altra parte, se in Francia considerano Monica Bellucci un’attrice un motivo ci sarà.

Nonostante ciò, dalla Francia arrivano anche delle vere e proprie perle. Che riusciamo ad ignorare da bravi ignorantoni.

Oddio, era stata annunciata come “imperdibile” anche la serie che sta andando in onda su Sky in questi giorni, Les Revenants, storia di un paesino francese colpito dal lutto a causa di un incidente automobilistico in cui alcuni abitanti perdono la vita. Alcuni anni dopo, però, i morti ritornano come se nulla fosse. E non sono zombi, ma persone per le quali il tempo non è passato. Come storia sembra una figata, ma alla terza puntata sei ancora lì a chiederti “E quindi???“. Non va bene. Non va bene per niente.

L’altra sera mia moglie mi FBI due agenti impossibiliha proposto di vedere FBI – Due agenti impossibili: dal titolo non avevo capito fosse un film francese e quando me lo ha detto ho temuto fosse l’ennesima cazzata ed invece… era sì una cazzata, ma in stile Una pallottola spuntata. Se vi piace la commedia demenziale, è un film che non potete perdere, perché riesce perfettamente nell’intento di strapparvi delle risate. Non passerà alla storia, ma merita di non passare inosservato. Da notare che nel film i francesi si prendono continuamente in giro, facendo dire più volte al Presidente degli Stati Uniti, in partenza per la Francia, “Vado a visitare un piccolo Paese“.

cenatraamiciTempo fa ho visto Le prénom, in italiano Cena tra amici: assolutamente imperdibile! Tutto ruota intorno ad una cena tra amici durante la quale uno di questi annuncia la futura nascita di suo figlio. Niente di strano, se il futuro papà non fosse un po’ il cazzone del gruppo e non decidesse di fare uno scherzo annunciando un nome fasullo che scatenerà una serie di litigi che sconvolgeranno la serata. Bellissimo, mai volgare, mai banale. E soprattutto riprende perfettamente tutte quelle fisime, quei ragionamenti spesso folli in cui andiamo ad incasinarci quando si aspetta un bambino. Insomma, da vedere.

A questo punto vi direte: ok, prendi la mazzetta dai registi francesi, e allora? Purtroppo non è così, solo che parlando di cinema d’oltralpe non posso andare subito al punto, devo girarci un attimo intorno.

Infatti, spesso ignoriamo i film dei nostri cugini perché siamo prevenuti nei loro confronti (devo dire, non sempre senza motivo). Tuttavia, riusciamo anche in questo a dimostrarci abbastanza piccoli, povera gente. Sì, perché il film francese non lo guardiamo perché è francese e pensiamo subito “che due palle“. Ma se traduciamo il titolo in italiano, spostiamo la storia a Napoli, infiliamo due attori come Bisio e Siani e lasciamo tutto il resto esattamente uguale, battute comprese… allora corriamo al cinema e parliamo di un film campione d’incassi.

giùalnordQuesto è ciò che è accaduto con il film Giù al Nord, che in italiano è diventato Benvenuti al sud. Il film originale parla di un direttore delle poste che si finge invalido per ottenere un trasferimento ma che, scoperto, viene sbattuto per punizione in un ufficio a Bergues, nell’estremo nord della Francia. Destinazione talmente “orrenda” che anche il poliziotto che lo ferma perché va troppo piano durante il suo viaggio verso il nuovo ufficio, quando scopre la sua destinazione ha pietà di lui, rinuncia alla multa e lo lascia andare. Ovviamente, il protagonista avrà modo di ricredersi sulla vita “al nord”.

La versione italiana è assolutamente identica, ricalca anche le singole battute della versione originale. Roba che a scuola per una scopiazzatura del genere non si riceve neppure il voto.

Ecco, quello che non capisco è il motivo per cui il cinema italiano abbia avuto bisogno di fare un film fotocopia. O meglio, lo capisco: siamo prevenuti nei confronti del cinema che non sia americano e quindi un prodotto francese, per quanto ottimo, non si vende. Però se ci mettiamo dentro un Siani qualunque (che a me non fa ridere neppure se mi torturano, non fosse altro perché scimmiotta Troisi senza riuscire ad esserlo), il gioco è fatto.

Ci lamentiamo dei cinesi che copiano i nostri prodotti rovinando le esportazioni, ma poi facciamo esattamente la stessa cosa.

Ed eccoci al punto: noi possiamo prendere in giro i francesi quanto vogliamo, ma nel farlo riusciamo con grande naturalezza a risultare ridicoli noi stessi. 

Quindi… sì, il cinema francese è un po’ come quelle persone che si fanno penare prima di arrivare al dunque e che in certi casi non giungono mai allo scopo.

Però, noi, riusciamo spesso nel somigliare tanto a quelli che scorreggiano, se la annusano e poi ridono. Cosa abbastanza frequente nel genere maschile.

Ed infatti le donne non hanno una grandissima opinione degli uomini.

Meditate gente, meditate.

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2 pensieri riguardo “Il cinema francese

  1. Ho letto il tuo post tutto d’un fiato sperando di trovare quello che poi ho trovato: la verità di GIÙ AL NORD! È da anni che lo dico a parenti e amici che idolatrano BENVENUTI AL SUD. È da anni che cerco di spiegare loro che quella è solo una versione italiana copiata pari pari da quella francese e a parer mio non c’è paragone: mille volte meglio l’originale.
    Kad Merad mi piace come attore e c’è un altro suo film che un giorno abbiamo visto per caso e mi è piaciuto molto (ti strappa più di un sorriso): “Le petit Nicolas” (in italiano il piccolo Nicolas e i suoi genitori). Sembra una cazzata per bambini invece no fidati: fa proprio ridere!

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    1. Beh, se ti piace Kad (sai, ormai ci diamo del tu…) c’è da vedere anche Ipercondriaco, con la stessa coppia di Giù al Nord. Non l’ho visto ma almeno per curiosità… Per contro, ma qui lui non c’entra, ci sono altri 3-4 film (tra cui La cuoca del Presidente) assolutamente pallosissimi! Mi dicono che il cinema francese si sia specializzato negli horror: non so se sia una battuta o meno ma ti giro l’informazione 🙂
      Buona giornata!

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