Di uomini senza palle e donne coi coglioni. E anche di Dio.


Da un po’ di tempo volevo trattare un argomento spinoso, cioè l’esistenza di uomini senza palle e donne coi coglioni.

No, non dite che non è una novità, perché non intendo in senso lato bensì in quello puramente letterale. Volevo parlarne perché alcuni programmi televisivi mi hanno gettato nella confusione più totale, con coppie di lui-che-però-è-nato-lei sposato con lei-che-però-è-nata-lui, coppie omosessuali composte da lui-nato-lei che sta con lui-nato-lei, ecc.

Già facevo fatica a tenere la situazione sotto controllo, ma non vi dico il casino che si è scatenato nella mia mente nel momento in cui i protagonisti delle storie hanno iniziato a spiegare la terminologia specifica, tipo M2F (cioè nato uomo e divenuto donna, male to female) e F2M (nata femmina e divenuta uomo, female to male), oppure quando il lui-nato-lei ha annunciato la sua gravidanza

Da "Transgender e incinta" (RealTime)

Da “Transgender e incinta” (RealTime)

Ve lo dico chiaramente: per come la vedo io se uno vuol cambiare sesso che lo faccia. Ma che uno nato femmina e divenuto uomo trovi naturale poter partorire… lo trovo un tantinello eccessivo. Così come trovo eccessivo che uno si lamenti che la nonna, nata a inizio del secolo scorso, faccia fatica ad accettare che la sua nipotina abbia la barba. Altro che botte piena e moglie ubriaca! Qui siamo molto oltre.

Ma non è questo il punto. Perché al di là della confusione in cui mi sono trovato, devo ammettere che M2F o F2M che siano, queste persone affrontano un cambiamento radicale con risvolti enormi nel sociale, mica roba da ridere. Quindi, questi uomini che diventano donne e che si fanno asportare (chimicamente o fisicamente) le palle… hanno le palle. No, non letteralmente, ma in senso lato. E le donne che diventano uomini magari non avranno letteralmente i coglioni… però hanno i coglioni (non letteralmente, ma in senso lato!!!).

disorientato

Bel casino, eh?

Sì. E adesso capisco perché quando vai in giro con la carrozzina la gente ti chiede se hai un maschio o una femmina anche se il fagotto che stai trasportando è completamente azzurro o rosa. Ormai non esiste più univocità colore-sesso, è tutto un gioco di sfumature più o meno accentuate! Un bel problema, perché quando si sa che stai per avere un figlio ti viene sempre rivolta una domanda che sembra avere una risposta facile facile, ma che in realtà è un vero rebus.

Ah, tua moglie è incinta? Congratulazioni! E il sesso?

Beh, sai, è un periodo in cui è parecchio stanca la sera, però lo facciamo, non mi lamento“.

No, voglio dire se conosci già il sesso“.

Oddio, si impara sempre qualcosa di nuovo, ma le basi le ho“.

Ma no! Intendo dire se conoscete già il sesso del bambino!“.

Ecco la domanda più difficile. O che per lo meno richiede una specifica: in quale momento della vita? A questo punto si tratta di fare una stima, una previsione di massima. Già, perché oggi nasci femmina, cresci uomo (magari partorendo) e un domani può essere che tu muoia scoiattolo. Vai a sapere!

Questo desiderio di fare un cambiamento radicale non nasce per moda, bensì per la mancata corrispondenza tra ciò che si è e ciò che si sente di essere. E ciò mi porta ad affrontare un altro argomento sul quale riflettevo stamani dopo aver letto un post che riguardava il comportamento di lui e di lei nei primi incontri, all’inizio di una storia. Alzi la mano chi non si è mai trovato a dover far finta di essere diverso da se stesso pensando che solo in questo modo avrebbe accalappiato la preda. Sono sicuro che le mani alzate son proprio poche. Perché è un grande classico: non farti vedere troppo appiccicoso, non farti vedere troppo innamorata, non chiamarla immediatamente, aspetta che si faccia vivo lui, ricordati che in amore vince chi fugge quindi anche se vorresti chiederle di sposarti comportati come se te ne fottesse meno di zero.

A me ‘sta storia del fuggire, del non chiamare se ti stai struggendo per sentirlo/a, ecc, è sempre sembrata una grandissima cagata per il semplice fatto che già è un casino far nascere e far funzionare un rapporto di coppia e non abbiamo bisogno di trasformarci in acrobati delle emozioni, altrimenti diventa quasi impossibile. Ma a parte questo, che senso ha dipingersi come non si è visto che se, come si spera, la preda si lascerà accalappiare arriverà un momento in cui inevitabilmente scoprirà il bluff? 

Che cosa hanno in comune le persone che cambiano sesso con l’atteggiamento da trasformista che assumiamo all’inizio di una storia? Semplice: la sensazione di insoddisfazione e di inadeguatezza. Colui che nasce uomo sentendosi donna vorrebbe poter essere donna e pertanto, spesso, non riesce ad essere felice, ad essere soddisfatto della propria vita e desidera un cambiamento che lo faccia sentire più a suo agio, libero di esprimersi. E quando noi cerchiamo di mostrarci spavaldi quando siamo timidi, sicuri quando siamo insicuri, tranquilli quando siamo ansiosi, manifestiamo un’insoddisfazione, perché temiamo che se l’altra persona ci vedesse come siamo quantomeno non resterebbe colpita al primo impatto (occhio, però: ciò non esclude che possa esserlo in seguito!). Ci sentiamo inadeguati a conquistare le attenzioni dell’altra persona e indossiamo, per certi aspetti, una maschera. 

Due espressioni di desiderio di essere un po’ diversi: la prima per piacere a se stessi, la seconda per piacere agli altri. Ma perché non riusciamo ad accettarci per come siamo? Perché non possiamo essere tutti felici di come veniamo al mondo sessualmente, caratterialmente, fisicamente? Eh, bella domanda. D’altra parte sarebbe bello se nascessimo tutti fighi, ricchi, con lavori strepitosi, ecc ecc.

Per avere una risposta, però, non è necessario scomodare la filosofia, perché la verità è molto semplice. Ed è qui che entra in gioco Dio.

La Genesi ci insegna che il primo giorno Dio creò la luce e le tenebre. E già qui lo sforzo fu enorme, perché per fare un allacciamento elettrico oggi si fa in tempo a morì, ditemi voi se non è stato un fulmine a creare la luce in un solo giorno! Poi, nei giorni successivi, soddisfatto di come aveva avviato il cantiere, creò il cielo, le acque e la terra.Dio_si_rilassa_ilpuntodilello Preso dall’euforia, creò la vegetazione, le stelle, il sole, la luna, i pesci, gli uccelli ed infine gli animali terrestri. Era ormai arrivato al sesto giorno e, come sappiamo, il giorno dopo era talmente sfatto che disse: “Sai che c’è? Invento il divano, il pranzo a domicilio e la Playstation e oggi mi riposo“. Il problema è che la sua trance creativa lo aveva portato a sottovalutare la stanchezza e così quando il sesto giorno si era trovato a creare l’uomo gli era venuto fuori un prodotto difettoso e non se ne era accorto. Anche perché, arrivato a quel punto del progetto, aveva scoperto di essere alle strette col budget ed aveva utilizzato un software tarocco, un po’ come quelle versioni demo che puoi scaricare e provare per qualche giorno ma che non hanno tutte le funzioni attive finché non acquisti il programma o fai un upgrade. Sembra incredibile, lo so, anche perché aveva un Mac a disposizione (aveva l’albero della Apple che glieli sfornava gratis), ma era una versione abbastanza primordiale.

Ed ecco che mentre tutto il resto gli era venuto bene (da Dio), l’uomo e la donna vennero fuori un po’ a cazzo di cane. Tanto è vero che l’uomo si lamentò perché aveva freddo e perché nel frigo non c’era la birra (in realtà non c’era neppure il frigo), mentre la donna non faceva che parlare di come ci fosse bisogno di inventare l’IKEA per poter arredare la casa. Dio rimase perplesso: quel coglione di uomo (dotato letteralmente di palle ma privo di queste in senso figurato) aveva un mondo a disposizione, poteva costruire liberamente ciò che voleva (non erano stati inventati i piani urbanistici, gli assessori corrotti e i vincoli ambientalistici), poteva produrre e bere tutti gli alcolici che voleva (non era stata inventata neppure l’ubriachezza ed i sintomi post-sbornia) ed invece non faceva che lamentarsi. La donna, invece, aveva crisi isteriche perché non sapeva dove mettere le sue cose (anche se non aveva assolutamente nulla a parte la foglia di fico) e non vedeva i lati positivi: non essendo state inventate le finestre non doveva pulirle, non essendoci il water non aveva l’uomo che la faceva di fuori e non essendo stato ancora creato il denaro poteva inventare la carta di credito illimitata e le Manolo Blahnik con lo sconto del 100%.

Per questo motivo Dio, ad un certo punto, vedendoli eternamente scontenti di ciò che avevano e sempre desiderosi di avere ciò che non possedevano, si ruppe le scatole e disse: “Bimbi, io mi son fatto un culo così per farvi il Paradiso, v’ho messo la predisposizione per la fibra ottica, mi son fatto fare i preventivi per fare un Carrefour qui a 50 metri e vi state a lamentare?“. E fu così che mandò tutti fuori dalle balle. Possiamo dargli torto?

La cosa che più di tutte lo lasciò perplesso fu che se erano così insoddisfatti già il giorno dopo essere stati creati, chissà cosa sarebbe successo dopo un’eternità passata a rimuginare su quelli che ritenevano essere i loro difetti, su ciò che avevano e su ciò che avrebbero voluto avere.

Ed infatti eccoci qui.

Ora, fermo restando che continuo a criticare gli eccessi cui ho già accennato, ritengo che quando puntiamo il dito contro una persona che cambia sesso ritenendolo innaturale dovremmo fare una riflessione. Cambiare sesso è assolutamente innaturale, è vero. Ma lo è anche rifarsi le tette o il naso. E come spesso accade per la chirurgia plastica, risponde alla necessità di trovare un equilibrio con se stessi, di non vedere allo specchio qualcosa che non ci piace. Non è un capriccio. Magari i capricci possono essere altri, ma non il cambio di sesso in sé. Come possiamo pretendere che una persona risolva con uno schioccar di dita il dilemma interiore legato al sesso se noi stessi per cercare di attirare l’attenzione di un’altra persona riteniamo di doverci presentare diversamente da come siamo?

Pensiamoci. Riflettiamoci. Valutiamo quali uomini siano palle-muniti (in entrambi i sensi) e quali siano le donne con i coglioni bronzei (idem con patate. O con patata, in questo caso). Potremmo avere delle sorprese.

E nell’attesa della riflessione, se siete attanagliati dalle pene amorose, potete sempre ascoltare Marco Ferradini 🙂

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4 pensieri riguardo “Di uomini senza palle e donne coi coglioni. E anche di Dio.

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