Altro che ebola! (L’educazione dei figli – part II)


Nel momento in cui ti trovi ad avere dei figli ti si apre davanti un mondo della cui esistenza, magari, non ti eri ancora reso conto. In questo mondo scopri che esistono molte più persone che ti stanno sulle palle di quanto tu potessi anche solo immaginare. In particolare, scopri che a fare esercizi di equilibrismo sui tuoi testicoli sono persone come te, cioè altri genitori.

Persone che ad una prima occhiata sembrano assolutamente normali, ma che a guardarle bene mostrano delle enormi corna. E purtroppo non in senso sentimentale. Trattasi, in sostanza, di grandissimi cornuti.

genitori_cornuti_ilpuntodilelloQuando passi dallo status di single o di fidanzato/sposato senza figli a quello di genitore cambi il modo in cui vedi tanti aspetti della vita e ciò di cui prima magari ti interessavi relativamente diventa, adesso, di primaria importanza. Prima il lavoro andava bene se ti consentiva di vivere dignitosamente e toglierti qualche sfizio; adesso va bene se ti consente di provvedere anche al futuro economico dei figli. Prima, sentendo parlare dell’ebola, avresti pensato che sarebbe stato sufficiente spostarsi con un po’ di criterio per evitare problemi, mentre adesso hai il coltello fra i denti, perché può morire il mondo ma i tuoi figli devono (ovviamente) sopravvivere. Chiunque può essere una potenziale minaccia.

Già, l’ebola. Non è facile affrontare questo argomento, perché mi sembra che il caos regni sovrano in termini di informazioni spesso contraddittorie. Resta il fatto che ogni genitore si è fatto la propria opinione e ne sento tanti lamentarsi delle contromisure insufficienti, della inadeguatezza dei controlli previsti dai vari Paesi, delle misure preventive che in teoria esisterebbero nei grandi aeroporti e che invece risultano spesso disattese. Chi più chi meno, siamo tutti diventati dei grandi virologi.

Così come quando si parla di vaccini. Se c’è un argomento che è in grado di wwe-royal-rumble-ltrasformare una normale cena in una royal rumble è proprio questo. Perché spesso la gente non si limita a dire la propria opinione, ad esprimere l’idea maturata nel tempo. No. Vengono fuori dotte elucubrazioni frutto di innumerevoli letture di Donna ModernaMani di Fata o Focus, veri e propri testi utili per trasformare tutti in scienziati. Economisti, avvocati, ingegneri, architetti, tutti in grado di mettersi il camice e trovare la cura per ogni patologia esistente. Beh, è una bella cosa, non lo nego. Peccato che io sia un brontolone e quindi dopo un po’ tenda ad incazzarmi, soprattutto se ritengono di poter spiegare a me come funziona il sistema immunitario. Io non pretendo di sapere come si costruisca una casa, come si esca dalla crisi economica, come ci si muova in tribunale. Ma d’altra parte si tratta della salute dei figli e quindi tutto è concesso.

Eh sì.

Però… ecco, come spesso accade, c’è qualcosa che non mi quadra in tutto ciò. Perché mi chiedo: cari genitori, capisco che siate impegnati ad elaborare protocolli di difesa dall’ebola, ad isolare virus potentissimi per creare il vaccino perfetto, little girl coughing with hand over her mouthche siate così impegnati da non poter neanche andare a ritirare il Nobel per la Medicina. Ma, ecco, mentre fate tutto questo non potreste trovare il tempo per insegnare ai vostri figli a mettere una maledettissima mano davanti alla bocca quando tossiscono?

L’altro giorno mio figlio è tornato da scuola e ci ha detto che una sua compagna di classe gli aveva tossito in faccia. Ci è rimasto male, perché lui, pur non avendo neanche quattro anni, già dai 2 anni circa è abituato a mettere la mano davanti alla bocca per starnuti e colpi di tosse. E a volte si gira anche verso la zona in cui non c’è nessuno. Io e mia moglie ci siamo guardati come a dire “Ok, ci siamo“. Ed infatti adesso siamo nel lazzeretto, con lui che passa nottate in cui sembra voler sputare i polmoni e noi che cerchiamo di non far ammalare la sorella.

Viene normale chiedersi come mai se lui riesce a non tossire in faccia agli altri bambini non possano farlo tutti. Perché questo piccolo gesto non riguarda solo la buona educazione (QUI troverete la Part I del post sull’educazione dei figli) ma ha anche un sacco di conseguenze. Ad esempio, se tuo figlio torna a casa tossendo come un fumatore incallito rischia di contagiare fratelli/sorelle e se per caso questi sono piccoli possono prendere la cosa abbastanza maluccio (vedi mio nipote che in situazione analoga finì in ospedale). Nel momento in cui ti trovi gli appestati in casa vai giù di sciroppi, aerosol (qualcuno parte a bomba con gli antibiotici o altro) e quindi lievita la spesa sanitaria. Senza contare che dopo una notte insonne quando arrivi sul lavoro (se arrivi, perché magari ti ammali pure tu e resti a casa) la tua resa è quella che è. Altri costi (non per te, ma per il tuo datore di lavoro). Questo giusto per fare un ragionamento terra-terra.

Ecco perché i conti non mi tornano. Perché mentre ci preoccupiamo dei massimi sistemi (sui quali non siamo in grado di intervenire) ce ne freghiamo altamente di quegli aspetti sui quali, invece, possiamo lavorare ottenendo grandi risultati con il minimo sforzo. Inutile preoccuparsi delle pandemie se poi non insegniamo ai nostri figli come evitare di contagiare i loro compagni di classe. Ecco che le corna dei genitori diventano evidenti. Facciamo spallucce, ci nascondiamo dietro al “Tanto i bambini si ammalano, è normale“. Sì, è normale che si ammalino, ma guarda caso mio figlio in un anno e mezzo di scuola è rimasto a casa sì e no per 15 giorni. Eppure va in una scuola come tutti gli altri, ma quei 4-5 raffreddori grossi che si è preso (incluso il periodo in cui non andava ancora a scuola) sono stati tutti frutto di scatarrate in faccia da parte di altri bimbi.

Chissà, magari i bambini si ammalano spesso proprio perché mentre giocano si trovano qualcuno che gli tossisce in faccia. E chissà, magari sommando le spese sostenute da tutte le famiglie ogni anno per combattere questo tipo di malanni potrebbe venir fuori una bella sommetta che sarebbe bello rimanesse nelle nostre tasche. Pensate: tutto evitabile (o comunque “limitabile”) con un semplice gesto di educazione: una manina davanti alla boccuccia santa dei nostri bimbi belli.

Sì, è giusto preoccuparsi per l’ebola, ma state tranquilli: né io né voi possiamo essere incaricati del suo contenimento. Occupiamoci dell’educazione dei nostri figli ed allora sì che potremo pensare di aver dato il nostro contributo.

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8 pensieri riguardo “Altro che ebola! (L’educazione dei figli – part II)

  1. Terza copia anche per me sappilo! Poldino dopo due settimane di Nido si è preso il suo PRIMO GROSSO GRASSO RAFFREDDORE. avoja ad areosol. Era aumentata la spesa per la farmacia e anche quella per i caffè (necessari dopo le notti insonni). Una manina davanti alla bocca potrebbe di certo risanare l’economia del Paese!

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  2. Un post da incorniciare! Come insegnante ti confermo che la maggior parte dei bambini tossisce e starnutisce allegramente in faccia a chi ha intorno, maestra compresa (difatti sono alla seconda bronchitella in un mese…). Ci proviamo, noi maestre, a insegnare queste regole base, ma se non iniziano a impararle a casa quello che diciamo resta parola al vento.
    Complimenti per come scrivi! 🙂

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    1. Intanto grazie mille per i complimenti 🙂
      Non ci crederai, ma giusto mezz’ora fa, su un post che parlava di bullismo ho scritto questo: “Poi ci si lamenta della scuola, della maestra, diciamo che non riescono ad educare… ma ci dimentichiamo che l’educazione spetta ai genitori. Punto. La scuola deve insegnare, non educare. Non puoi pensare di subappaltare il compito arduo ad altri.” Voi maestre non potete star dietro a tutti i bambini come stareste dietro ad uno solo, quindi fate quello che potete. L’educazione si fa a casa, anche a suon di “NO”. Che son tanto brutti da dire, ti impongono di spiegare perché dici di no. Ma quanto fanno bene alla lunga…
      Grazie ancora per la tua visita, spero di ritrovarti! 🙂

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  3. Della serie, una mano davanti alla bocca salva una famiglia! Penso che mia mamma me lo abbia insegnato ancor prima che io nascessi! 😉 Comunque con “elucubrazioni frutto di innumerevoli letture di Donna Moderna, Mani di Fata o Focus, veri e propri testi utili per trasformare tutti in scienziati” mi hai fatto piegare. Lello, scrivi davvero bene. Voglia il libro “Il punto di Lello”!

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    1. Bello, un libro in due copie:una per te e una per la mia mamma :-):-):-) Troppo buona! A parte tutto, si tratta di piccole norme di buon senso, giusto per distinguersi dagli animali. Eppure non so come mai sembra una cosa così difficile da trovare. O magari sono solo brontolone io 🙂

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