Caro Babbo Natale…


Caro Babbo Natale,

la scorsa notte ti ho pensato ed ho deciso di scriverti. Ma non per chiederti doni, non voglio romperti le palle. 

Un tempo pensavo che il tuo fosse un lavoro davvero facile. Sì, è vero, hai i tuoi problemi con le consegne ai clienti, però se non altro non devi sbatterti per capire cosa farebbe piacere alle persone, perché te lo dicono loro (magari leggi anche Il miglior regalo per “lui” è “lei”Regali di Natale: 5 consigli utili per lui e lei). Ma a pensarci bene fai veramente una vita di merda, povero Babbo Natale!

povero_babbo_natale

Un tempo ti immaginavo insieme ai tuoi folletti a costruire giocattoli di legno intorno al camino, cantando in allegria. Poi mi sono reso conto che oggi la maggior parte dei bambini non sa neppure cosa siano i giocattoli di legno. Trottole, pallottolieri, mattoncini resistono strenuamente in negozi di nicchia, ma per il resto la gente ti chiede l’iPhone (perché ci si accontenta, Babbo Natale), l’orologio da usare come telefono, il telefono da usare come macchina fotografica, la macchina fotografica da usare come… a che cos’è che  serve la macchina fotografica? Per i selfie funziona? Boh. Comunque l’atmosfera è cambiata e pure la tua situazione. Adesso devi assumere folletti specializzati in informatica e ti tocca avere a che fare con i loro sindacati, garantirgli certi orari di lavoro ed una mensa con menu vegani. Non ti invidio!

Per non parlare della concorrenza. L’altro giorno a Milano ho visto la pubblicità di Santa Lucia, che si vantava di consegnare i regali prima di te, perché lei (così dice) non si muove mica con una vecchia slitta. Non lo so, magari si sarà fatta il Cayenne, che ti devo dire. Concordo con te che questa rivalità sia una faccenda di cattivo gusto; ma se non altro Santa Lucia non è infida come la Befana. Già, questa vecchietta che arriva dopo di te e si giustifica dicendo di avere le scarpe rotte e di spostarsi con una vecchia scopa. Fa la vittima, così la gente pensa “Ma tu guarda che merda Babbo Natale che non le compra né un paio di scarpe nuove né una bicicletta”. LaBefana_ilpuntodilello copiaPeccato però che tempo fa la vecchia sia stata beccata all’uscita da un grande magazzino da un paparazzo. Ovviamente la foto è stata secretata, ma io, caro Babbo Natale, voglio aiutarti a smascherare questa infame e quindi la pubblico. Come puoi vedere, ha ancora il cartellino del prezzo delle scarpe; che sono sì rotte ma sono come i jeans strappati di Cavalli costano un’occhio della testa. E vogliamo parlare della scopa? Altro che vecchia, è una Nimbus 2000 fiammante come quella di Harry Potter (però Euro 6 e col manico in lega). Alla faccia della vecchietta che campa con la pensione di invalidità. Ci sono caduti tutti, ma non io! Povero Babbo Natale. Ti fanno passare per quello che non aiuta un’anziana in difficoltà. Senza pensare che tutti sanno dove abiti tu (a proposito, ma quanto paghi il gas per il riscaldamento???) ma nessuno si chiede dove abiti la Befana. Secondo me il motivo per cui nessuno lo sa è che tutto è coperto da una serie di prestanome in paradisi fiscali. Tenera vecchietta una sega: è una che evade le tasse alla grande da una vita!

Grazie_facebook_ilpuntodilelloBabbo Natale, adesso ho capito che il tuo è un lavoro difficilissimo, per mille motivi. Capisco, ad esempio, che tu non abbia voglia di portare dei regali a noi, che per ringraziare un amico invece di chiamarlo o invitarlo a cena gli facciamo un video su Facebook per fargli vedere foto che conosce già. Ormai se uno del gruppo dice una cosa simpatica anziché dirgli “bravo” lo citiamo su Facebook e mettiamo un “Mi piace”. Offrirgli una birra no?

Però credimi, non lo facciamo per farti incazzare. Lo so che la tua barba è bianca non perché sei vecchio ma per tutti i problemi che ti creiamo ogni anno (oh, ma è vero che hai 25 anni? Mamma mia se ti abbiamo conciato male!), però credimi, facciamo certe cose senza pensarci troppo.

So che tu hai tanta pazienza, caro Babbo Natale. Anche per l’ultima novità di WhatsApp che sembra fatta apposta per romperti le palle. Perché prima se uno si scordava di scriverti la lettera o voleva modificarla all’ultimo momento e ti mandava un messaggino tu potevi anche far finta di non averlo letto. Soprattutto se ti arrivava mentre stavi salendo sulla slitta per iniziare il giro delle consegne. Li sentivo i porconi che tiravi, sai? E adesso li tirerai ancora più forte, visto che con le virgolette blu questo gioco non potrai più farlo.

Non ci meritiamo niente, hai ragione. Ci sono persone che vanno in giro dicendo che è da ingenui credere in te e poi magari sono convinte che quando smetteranno di lavorare avranno la pensione. Pazzesco.

Ah, a proposito, fra un po’ ti arriverà la lettera di mio figlio. Più che altro sarà un pallet, perché ultimamente prende i cataloghi dei giochi e non c’è nulla che non vorrebbe ricevere. Tu non preoccuparti, scegli qualcosa dei pompieri Playmobil e vai sereno. Al limite, se dovesse protestare, gli dirò che la lettera l’hanno persa quelli delle Poste.

Ah, a proposito di Poste Italiane, mi potresti dire una cosa? Sulla lettera devo mettere il francobollo? Sinceramente penso di no, ma il fatto è che dal 1° dicembre le Poste aumenteranno l’affrancatura della posta ordinaria da 70 a 80 centesimi? Capisci? 10 centesimi in più per una cosa che quando la spedisci ti devi fare il segno della croce sperando che arrivi. Ecco, per questo ti chiedo delucidazioni. Perché se mi dici che si deve usare il francobollo ti faccio un piccolo calcolo. In Italia siamo circa 60 milioni: se elimini i disgraziati che non hanno neanche la penna per scrivere e tutti quelli che per mille motivi non invieranno la lettera, vogliamo stimare in almeno 5 milioni i bambini che stanno preparando la lista da inviarti? In tal caso, stavolta l’operazione costerebbe 4 milioni di euro in più a noi italiani rispetto agli anni scorsi. E so che ti farebbe star male vederci spendere di più anche per scriverti.

E se, invece, non bisogna usare l’affrancatura mi spieghi perché Poste Italiane riesce a consegnare una busta con su scritto solo il tuo nome ma non riesce a consegnarla quando metti tutto l’indirizzo completo anche di profilo genetico e foto segnaletica della casa? 

Mamma mia quante cose complicano il tuo lavoro.

Hai ragione se pensi che non abbiamo rispetto di te: già a Febbraio se i figli chiedono qualcosa iniziamo a dire di scriverla sulla lettera da mandare a te; non diciamo mica “Chiedilo alla Befana”. Lei fa la splendida, porta quello che le pare. Qualche cioccolatino stantìo a forma di moneta, un paio di pezzi di carbone, magari un lecca lecca ed il gioco è fatto. Forse li compra su GroupON per risparmiare e vai a sapere se quella robaccia non è fatta con sostanze tossiche. Tu, invece, con la letterina sei moralmente impegnato a cercare di esaudire le richieste dei bambini. Non è giusto, non si dovrebbe abusare degli sforzi di un signore provato dagli anni ed in evidente sovrappeso (con rispetto parlando, si intende).

Per tutti questi motivi, caro Babbo Natale, stavolta il regalo lo farò io a te. Il mio regalo sarà di non scriverti una lettera. Così non ti romperò le palle.

Buon Natale Babbo Natale

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