Il Natale è alle porte ed io ho scoperto di essere il Grinch.


Avete presente quei test che impazzano ovunque e che promettono di dirti se ragioni GRINCHda uomo o da donna, qual è la tua città ideale, che piatto saresti se fossi commestibile (che cazzo di test è???), che puffo mangeresti se fossi Gargamella, ecc? Beh, qualche giorno fa mia moglie stava facendo il test che ti fa sapere a quale personaggio delle fiabe di Natale somigli di più. Ho voluto farlo anch’io. Così, per gioco. 

Le domande suonavano come “Che regalo sceglieresti tra un viaggio, un libro ed un cellulare?“. Un viaggio. “Quale canzone preferisci tra White Christmas, Jingle Bells, Santa Claus is coming to town?“. Jingle Bells. “Cosa ti piace di più tra le decorazioni luminose, l’albero di Natale/Presepe, le insegne dei negozi?“. Le decorazioni.

Non so quale imbecille abbia realizzato questo test, ma sappiate che con il Natale alle porte, grazie a queste risposte, ho scoperto di essere il Grinch.

A me il Natale piace, adoro la sua atmosfera, le luci per le strade, ecc. Per me da bambino l’emozione iniziava e finiva con l’inizio e la fine degli spot del Panettone Bauli e della Coca-Cola. Ricordate che belli? Ed ancora mi ricordo le decorazioni dell’albero che si usavano dai miei nonni e la frenesia nell’aprire i regali il 25 mattina ancora in pigiama.

Ma il test non può mentire, no? Magari l’ha ideato gente come Raffaele Morelli, ma voglio far finta che sia roba seria e mi comporterò da Grinch dicendovi cosa non mi piace del Natale.

  1. A Natale si deve essere più buoni. Per fortuna i miei genitori non mi hanno mai assillato con una cazzata del genere. Ma quante volte l’avete sentita dire? Che significa, che il resto dell’anno puoi essere una merda con chiunque e a Natale devi indossare l’aureola? Non credo. Vuol dire che più si avvicina il 25 dicembre e più dobbiamo fare attenzione a come ci comportiamo perché Babbo Natale vede tutto e se sgarriamo, magari, non ci porta l’i-Phone? Può essere. Ma allora inutile affannarsi tutto l’anno ad esser buoni, tanto si vede che il vecchio non distingue un bimbo bravo da un grandissimo paraculo. Forse gli unici che sperano davvero che le persone siano più buone sono i cannibali, giusto per avere un cenone più saporito. Ma per il resto non saranno pochi giorni da brave persone a redimerci se siamo stati degli emeriti stronzi tutto l’anno.
  2. Le cene che “si devono” fare. Il grosso cambiamento lo avvertono gli uomini che passano dall’essere single al’essere fidanzati/sposati. Prima le uniche cene cui si partecipava erano quelle di qualche associazione di appartenenza, quella aziendale e/o quella con i compagni di squadra. Poi le cose cambiano. E per la sera per la quale hai previsto un programma a base di orizzontologia chiappale (cit. Dott. Nick Riviera, The Simpsons), speleologia nasale e maratona Star Wars, come una mazzata ti senti dire che “Dobbiamo vederci con Tizio“, “Dobbiamo vederci con Caio“. Dobbiamo. Magari con Tizio e Caio ti vedi sì e no una volta l’anno, due se va grassa. E non sto parlando di quegli amici con cui non riesci ad organizzarti diversamente per via di impegni lavorativi o stili di vita diversi. Parlo proprio delle persone con cui non provi neanche a vederti. Un motivo ci sarà, no? Condiviso vicendevolmente, si intende. Però a Natale non puoi esimerti. Tutto molto diplomatico. Però allora voglio anche l’auto blu, l’immunità e la valigia diplomatica, sennò che gusto c’è?
  3. I film americani di buoni sentimenti. Per me associare Natale e tv significa vedere Una poltrona per due, Il piccolo Lord (l’originale, si intende) e i film di Asterix (che quando ero piccolo venivano trasmessi su Italia 1 nel periodo festivo). Ma sotto Natale si sprecano i film di generi in cui gli americani sono maestri. Sono quelli in cui la famiglia (numerosissima, altro che le leggi cinesi sulla procreazione) si deve riunire, ma uno sembra non farcela perché non parla coi genitori da anni, un altro è bloccato in aeroporto, un altro ancora magari sta morendo. Com’è, come non è, alla fine arrivano tutti a casa il giorno di Natale in tempo per pranzo, oppure nel momento in cui il capofamiglia, sconsolato per l’assenza di mezza prole, sta per accendere ufficialmente l’albero. Dai, che bello. Una botta di salute per il diabete. Per non parlare di quei film in cui la gente si sta mandando a cagare vicendevolmente per strada, finché uno dice agli altri “Ehi, ma che stiamo facendo? Siamo a Natale“. Al ché un altro, invece di approfittare della sua distrazione per un destro da ko, inizia ad intonare una canzone natalizia e tutti gli altri lo seguono a ruota. E sono tutti ex vincitori dello Zecchino D’Oro, non c’è neppure l’ombra di uno stonato. Una moltitudine di voci bianche, tenori, baritoni, soprani. E vissero felici e contenti. Mai che arrivasse uno stuolo di poliziotti, manganelli alla mano, a disperderli per assemblea non autorizzata o intralcio al traffico. Mai. 
  4. La caccia al regalo originale. Già in altri post ho scritto che la mia memoria non mi consente di ricordare se 15 anni fa, per caso, ho comprato ad un amico la stessa cosa che sto per prendergli oggi. Del resto un uomo si sposa anche per questo, perché la moglie è un prezioso database che evita figuracce. Oltretutto, non sono neppure uno che si muove per tempo per risparmiare, perché più che i saldi di fine stagione becco sempre le maggiorazioni del last minute. Quindi non ne faccio una questione economica. Però dico: ci sono persone che da anni mi regalano sempre un libro, una bottiglia di vino, una cravatta. Ed a me va benissimo, sono sinceramente felice. Basta che non mi regalino delle infradito a forma di orata o lo spazzolone del water in ferro battuto a chiave di violino e siamo a posto. Perché tutto ciò non può valere per il mondo intero? Perché? Perché?

Anche a voi è successo di scoprire di essere il Grinch? Oppure magari vi siete mai sentiti così? In tal caso ditemi cosa non sopportate del Natale e magari unendo le nostre forze… 🙂

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4 pensieri riguardo “Il Natale è alle porte ed io ho scoperto di essere il Grinch.

    1. Purtroppo non l’ho ritrovato, era su Facebook.
      L’atmosfera natalizia…beh… diciamo che negli ultimi anni Natale è stato fondamentalmente fonte di stress, ma continua ad essere un momento in cui percepisco qualcosa di diverso nell’aria. O forse me lo immagino 🙂

      Mi piace

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