Quando i bambini dormono


Bollino-Rosso

Attenzione, questo post è scritto con un linguaggio più scurrile del solito.
Ma sono sicuro che ne condividerete le ragioni.

Perché chi ha figli sa cosa può succedere quando i bambini dormono.

Hai appena addormentato il pupo, magari è stata anche dura perché sta mettendo i denti / ha il raffreddore / si è cagato addosso fino alle orecchie un attimo prima di crollare / ha Marte in congiunzione con Saturno ed entrambi tramano contro di te / è stato morso da un ragno transgenico e non la smetteva di camminare sul soffitto e riempire di ragnatele la cameretta.

Sia quel che sia, lo hai addormentato. Tu (genitore, solitamente mamma ma a volte anche papà) sei uscito dalla camera silenzioso come un ninja con le babbucce, hai battuto il mignolo contro lo spigolo del mobile ma hai fatto appello alle tue capacità di gestione del dolore. Lo hai visualizzato come una palla che hai calciato per allontanarla da te. Solo che l’hai fatto con lo stesso piede con cui ti sei fatto male ed hai pensato “Ma allora sono proprio coglione” e piegato a libro ti sei messo in posizione fetale sul letto finché il dolore non è passato. Senza emettere un gemito. Perché il pupo ha i sensi di ragno come Spiderman. E se percepisce che sei sveglio… so’ cazzi.

Sono passati alcuni minuti, ormai il silenzio regna sovrano e tu magari ti sei anche sdraiato sul letto perché vorresti chiudere la giornata. Magari guardandoti il tuo programma preferito. O trombando.

Magari.

Purtroppo, hai dei vicini.

L’allarme
Non si sa per quale cazzo di motivo, i vicini che pasteggiano sul terrazzo hanno già messo l’allarme e questo scatta. Così. Giusto per il piacere. Una sirena posta a 6-7 metri in linea d’aria dalla finestra della camera in cui dorme il pupo suona come se fosse il giorno del giudizio. Pensi solo una cosa, ossessiva: “No, cazzo! No, cazzo!” (oppure “Cazzo, no! Cazzo, no!“).
Ti aspetti che smetta di suonare da un momento all’altro perché… perché se fosse il tuo allarme a suonare ti catapulteresti a spegnerlo anche se ci fossero i ladri in casa, giusto per non rompere i coglioni agli altri. Ok, ti stanno rubando la collezione di unghie incarnite del 1600 ma che colpa ne hanno i tuoi vicini? “Mi scusi signor ladro, disattivo la sirena, lei finisca pure, solo la prego di non pestarmi a sangue“. Invece i vicini no. Mentre tu sei a fianco del pupo pronto ad intervenire in caso di risveglio, auguri le peggiori nefandezze a questi stronzi che stanno facendo tutto con molta calma.
Soprattutto quando, dopo un quarto d’ora, l’allarme suona ancora. E stavolta il pupo si sveglia. Allora ti auguri di poter essere, un giorno, sdraiato su una spiaggia a goderti un massaggio ai piedi sorseggiando il tuo cocktail preferito. E sogni di avere un giornale sul quale leggere che i tuoi vicini sono stati derubati, legati e torturati. Questa sì che è vita.

La moto
Chi non ha un vicino centauro? Tanti. Ma tu non potevi fartelo mancare. E non solo è centauro: è pure tamarro, quindi ha una bestia di cilindrata 80.000 che quando è in moto ti fa vibrare le finestre. E lui il sabato o la domenica mattina deve fare il suo giro. Che ci deve fare se ha la passione? La passione di spaccare le palle, perché è centauro, è ribelle. Ed i ribelli rompono i coglioni. Nel senso che fanno le partenze intelligenti, cioè alle 7 del mattino.
Accende il motore e tu scatti sul letto urlando “Mi arrendo, sono innocente, stavo solo eseguendo degli ordini“. Poi riprendi contatto con la realtà e realizzi che tu puoi anche riaddormentarti, ma l’importante è che non si svegli il pupo. Che è già nell’orario critico in cui può svegliarsi con uno starnuto, figuriamoci con lo scarico di quel transatlantico su due ruote. E mentre sei lì che preghi (che il bimbo non si svegli ma anche che si scateni un temporale e un fulmine ponga fine alla tortura) ti rendi conto che ormai la moto è accesa da un bel po’. Ti affacci e vedi che il tuo vicino l’ha solo messa fuori dal garage, perché il motore deve scaldarsi e nel frattempo si sta amabilmente facendo i fatti suoi, pettinandosi il riporto, mettendosi il casco con le orecchie da coniglio, ecc.
Gli dichiari guerra, sai che un giorno avrai la tua vendetta e questo riesce a rasserenarti. Finché alla fine lui parte. E te lo immagini diventare sempre più piccolo, un puntino che sparisce all’orizzonte lungo la strada che va a fanculo.
Solo che questa è molto più breve di quello che pensavi, perché ritorna dopo sì e no mezz’ora. Doveva solo muovere un po’ la moto.
E stavolta il pupo si sveglia.

La gara di rutti
Hai un vicino festaiolo, il ché può anche essere simpatico, perché un po’ di allegria non guasta mai. Però ti capita la giornata in cui non hai bisogno che il pupo si svegli e di solito è esattamente quella in cui il tuo vicino ha organizzato una grigliata in giardino.
Fa caldo e devi tenere le finestre aperte, perché altrimenti l’afa è tale che anche le zanzare non volano, perché non hanno un cazzo di voglia di sudare. E non puoi far andare il condizionatore altrimenti il pupo si becca sinusite / polmonite e pertosse in un colpo solo.
Vabbè, un po’ di voci non fanno nulla. Ma ad un certo punto scatta la gara di rutti, con parallelo coro di insulti ogni volta che qualcuno fa fiasco. Iniziano e sono più le infamate che le prestazioni degne di nota, solo che i decibel aumentano notevolmente e tu vorresti solo poter dormire.
Stai ripetendoti che non può durare ancora tanto, faranno ancora un paio di esibizioni e poi tutti via ubriachi come spugne. Quando ecco spuntare il doping, una cassa di Coca-Cola addizionata di anidride carbonica con il gasatore dell’acqua. Roba che è illegale e punito con la pena di morte in 64 dei 50 Stati degli USA. Pensi che non è giusto, tu la tua fama te la sei costruita con prestazioni pulite, sportive, altro che doping.
I rutti aumentano a dismisura e tu vorresti solo dormire. Ed arriva il momento in cui non ne puoi più di questi principianti che fanno solo casino. Ti affacci alla finestra con un “Fatela finita! Ecco come si rutta sul serio!“. E ti esibisci in una prestazione che il leone della Metro Goldwin Mayer sembra un bimbo di un coro di voci bianche.
I vicini si zittiscono. Più che altro perché allibiti dalla tua protesta. Ma almeno il risultato lo hai ottenuto. Solo che girandoti per rientrare in casa incroci lo sguardo disgustato della tua vicina, svedese 22enne, più volte Miss Maglietta Bagnata e campionessa di naturismo ninfomane estremo, che sta per vomitare. Epic fail.
Ah, ovviamente il pupo si sveglia.
Doppio epic fail.

La vita del genitore è così. Appesa ad un filo con tanti capi quanti sono i vicini.

Ma a volte con quel filo vorresti strozzarli tutti quanti. Soprattutto quando il bimbo dorme.

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6 pensieri riguardo “Quando i bambini dormono

  1. Ce le ho tutte! Che cosa ho vinto?
    Nel giro di una settimana ho potuto provare l’ebbrezza del rombo di una moto tamarra alle 2 di notte che partiva verso il vaffanculo e oltre, l’allarme dei ponteggi che hanno installato nel palazzo gemello a fianco per fare i lavori e udite udite, è partitio insieme all’allarme di una macchina e dulcis in fundo…i vicini di sotto che hanno il mega terrazzo. Ma qui il problema non è la gara di rutto libero…è che non si possono aprire le finestre perchè per via dell’odore di carne bruciata al barbecue…magari all’ora di cena lo accetti anche, ma se poi hai la stanza che sa di maiale arrosto anche no!

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  2. Ah, io ti batto!
    Le pareti della palazzina in cui vivo sono così sottili, e il bagno dei miei vicini così vicino alla mia camera da letto che so benissimo (anche se ovviamente preferirei non saperlo!) quando vanno al bagno cosa vanno a fare. Potrei tenere un diario dei loro movimenti intestinali. Che sono anche quelli che (e capirò perché, prima o poi!) parlano (urlano, perché so anziani e sentono poco e male) al telefono con chissà chi sempre dopo le 22!!!
    Poi c’è la mamma urlatrice… (e giuro che non sono io!) e i tifosi della Roma che anche se sto con loro giuro che esagerano sempre un tantino… ad ogni gol rischio un infarto.
    Bellissimo post!

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    1. Ciao MamiNanerottola, e innazitutto grazie 🙂 Conosco l’esperienza delle pareti sottili, a Pisa erano così. Però guarda il lato positivo: sapendo tutti i movimenti intestinali ti puoi risparmiare il “come sta?” quando li incontri, tanto lo sai già 😀

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  3. Ahah no vabbe.. A momenti piango dal ridere! 😂😂😂
    Il top è “sulla strada che va a fanculo”. Lo so già, domani continuerò a pensare a questa frase.
    Per fortuna i miei (pochi) vicini non sono così tanto vicini… E mi evito la gran parte delle rotture di scatole!
    Sei troppo forte, davvero.

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    1. Grazie, gentilissima come sempre 🙂 I vicini sono sempre una scommessa, noi ne avevamo alcuni con cui andavamo d’amore e d’accordo, ma sono andati all’estero. Forse non ci sopportavano più di tanto 😀

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