E se gli sciacalli fossimo noi?


Se seguite questo blog sapete che per il 90% delle volte parlo di frivolezze, ma stavolta non ne ho proprio voglia. Le notizie degli ennesimi attentati avvenuti ieri (adesso è toccato a Bruxelles, dopo Ankara, Parigi, ecc), non mi fanno venire troppa voglia di ridere. Ma non è questa la causa scatenante di ciò che sto per scrivere (con abbondante uso di turpiloquio).

Alcune reazioni che ho visto ieri su Facebook, sempre più punto di accumulazione di cazzate multiple a ripetizione, mi hanno dato francamente fastidio, perché mi fanno pensare che anche in questa occasione non abbiamo esitato ad utilizzare ciò che è accaduto in favore delle nostre ideologie. Ed allora mi viene spontaneo chiederci: e se gli sciacalli fossimo noi?

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Ho perso il conto del numero di persone che hanno additato Salvini come lo sciacallo che sfrutta l’onda emotiva per tirare acqua al suo mulino, aggiungendo alle parole le immagini. Giù valanghe di insulti, accuse, inviti a vergognarsi.

salvini

Ma io mi chiedo: COSA CAZZO VI ASPETTATE da uno che sostiene una posizione e che si trova a vivere una situazione che lo convince ancora di più di essere nel giusto?

Non sto dando un giudizio politico, non mi identifico in lui, ma non vedo perché scandalizzarsi. Se voi foste convinti di essere nel giusto non vi sareste comportati esattamente nella stessa maniera? Non avreste cercato di dire anche voi, con un’immagine, “Visto che avevo ragione?“. Ripeto: giusto o sbagliato che sia, penso che Salvini abbia fatto quello che chiunque avrebbe fatto al posto suo. Può essere ritenuto deprecabile? Francamente non ne sono così sicuro.

Ma diamo un colpo al cerchio ed uno alla botte e parliamo di chi ha insultato, a volte pesantemente, la Mogherini

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Ho letto di tutto a commento di questa foto. Ma parliamone. Federica Mogherini, di cui sinceramente mi fotte quanto del 2 di picche quando briscola è cuori, è rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza dell’Unione Europea: arriva ad Amman, le comunicano degli attentati e si mette a piangere.

E mi chiedo: COSA CAZZO CI TROVATE DI MALE? Non può piangere perché è un politico? Non può piangere perché il suo ruolo sarebbe quello di cercare di impedire ciò che è successo?

In tutta onestà mi sembra una colossale stronzata. Possiamo criticarne l’operato, chiederne le dimissioni, accusarla di essere incapace (tanto lo facciamo ogni giorno con tutti perché siamo sempre tutti più bravi) ma non possiamo criticare una persona perché di fronte ad un atto vile e terrificante come un attacco terroristico piange. Non possiamo criticare un politico per essersi comportato come un umano. Ricordo di aver guardato cadere le Torri Gemelle con gli occhi lucidi il pomeriggio dell’11 settembre 2001. Magari se fossi stato coinvolto anche lavorativamente nella vicenda, chi lo sa, forse avrei pianto.

Non siamo arrivati a fare questo ragionamento ed abbiamo lasciato che le nostre idee politiche sfruttassero il momento, perché un avversario che piange è un’occasione troppo ghiotta. Senza dimenticare che dare addosso alla Mogherini significa poter dare addosso a Renzi (per il quale vale lo stesso discorso fatto in precedenza sul 2 di picche).

Ma la ciliegina sulla torta me la tengo per ultima, perché c’è un’immagine che mi ha fatto riflettere più di tutte ed è quella del bambino profugo con il cartello “Sorry for Brussells“.

Premessa: magari mi sbaglio, è tutto vero, non c’è nulla dietro. Ma io penso male, lo sapete, sono cattivo, nel profondo dell’animo ed a volte anche in superficie. Ed in quanto cattivo mi chiedo: tutte le condivisioni di questa immagine hanno mai tenuto conto del fatto che probabilmente si tratta di una presa per il culo, dell’ennesimo atto di sciacallaggio?

Andiamo avanti da anni a dire che l’informazione è manipolata, che ci fa vedere/sapere solo quello che è stato deciso nella stanza dei bottoni, ma poi ci sbattono in copertina un bambino con un cartello e tutti siamo in adorazione. Il dubbio non ci sfiora.

Perché, invece, io credo che sia una bufala? Perché credo che qualcuno abbia fatto quel cartello e lo abbia messo in mano al primo bambino disponibile (possibilmente ferito) per fare lo scatto del giorno?

Bah, in verità per una serie di motivi. Ad esempio la lingua. Sappiamo che uno dei problemi principali che rendono difficili le operazioni di gestione dei profughi è che la maggior parte di questi non riesce a comunicare se non c’è un traduttore. Però, all’improvviso, un bambino, che quasi sicuramente non viene da un paese in cui si parla anche inglese e che con tutta probabilità non andava a scuola quando era a casa sua, se ne esce con una frase che, per carità, sarà semplice quanto vi pare, ma impeccabile, apparentemente scritta senza la minima esitazione. Non solo, con le gocce di sangue.

Non dico che la notizia non sia potuta arrivare a queste persone, né nego che abbia potuto toccare il cuore di un bambino (sappiamo come spesso sia più facile toccare i loro cuori piuttosto che quelli degli adulti), ma mi risulta difficile pensare che non ci sia stato alcun intervento esterno.

Però ammettiamo che il bambino conosca l’inglese. In quella calca che sottintende a tante problematiche (cibo, acqua, condizioni igieniche, paura per il futuro), spunta un foglio lindo, bianco candido, scritto in due colori. A me sembra strano, a voi no? Non è un attimino troppo perfetto? Mi metto nei panni del bambino: sono in un campo di accoglienza, nel marasma più totale, ma voglio esprimere il mio dolore per chi adesso sta peggio di me, perché almeno io sono vivo. Allora mi faccio dare un foglio e una penna e sfoggio il mio inglese per dar vita ad un cartello. Ma qui non è il Grand Hotel, mi appoggio alla schiena di qualcuno, o per terra, su un muro, dove posso. Ne viene fuori un foglio un po’ stropicciato, monocolore (non mi hanno dato un set di penne), magari pure un po’ sporco perché ho fatto il possibile ma la polvere qui ti entra nelle ossa, figuriamoci se non finisce su un foglio bianco.

Dite di no? Mi sbaglio? Può essere, non lo escludo. Ma in questa foto ci sono troppe cose che non tornano. A meno di pensare che questo bambino sia stato usato a scopo promozionale, perché bisogna rispondere a tutti quelli che scrivono “#stopislam” senza ragionare che bisognerebbe dire “#stopterrorismo“. L’immagine buonista ci vuole, chi cazzo se ne frega se per realizzarla sfrutto un bambino, abboccheranno tutti.

Io resto della mia idea. E se metto questa insieme ai ragionamenti fatti per Salvini e Mogherini mi convinco sempre di più che ogni giorno accusiamo questo o quello di fare sciacallaggio, ma in un senso o nell’altro, forse, gli sciacalli veri siamo noi.

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2 pensieri riguardo “E se gli sciacalli fossimo noi?

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