Outcast per i fifoni


Finalmente abbiamo visto la puntata pilota di Outcast. L’attesa, per gli amanti del genere, era tanta e la reazione generale è stata abbastanza positiva. Certo, c’è chi l’ha visto in maniera sfrontata e chi forzandosi un po’ a vincere qualche timore. Io, ad esempio, dopo la puntata ho acceso la luce per andare a prendere l’acqua in cucina 🙂

Ed allora ecco qui la prima puntata di Outcast per i fifoni, perché magari cercando di reinterpretare in chiave più o meno ironica ciò che ci fa paura riusciamo a vincere le nostre paure. O almeno, io in questo modo, anni fa, sono riuscito a vedere L’Esorcista.

Outcast blog

L’inizio della puntata è col botto. Innanzitutto c’è un bambino, ingrediente base di tutti gli horror che si rispettino. Sapete quando si dice “Quello lì è un buono, ma non farlo incazzare“? Ecco, chi più buono e puro di un bambino? E dunque, chi può essere maggiormente in grado di terrorizzarci se non un bambino?

Stavolta, però, niente femminuccia bionda d’ordinanza (ormai diffido anche delle compagne di scuola di mio figlio che rispondano a questo identikit), bensì un maschietto scuro di capelli, Joshua. Che sembra avere una storia di amore con un insetto sul muro accanto al suo letto. Si guardano, si studiano, sembra che debba scoccare la scintilla. Ed all’improvviso lui parte con una testata che lo spiaccica sul muro. Una reazione tipo rigore sbagliato di Baggio ad Usa ’94. Sangue ovunque sulla fronte, un po’ come quando schiacciamo la più classica delle zanzare gavettone, quelle che hanno appena fatto il pieno.

Dopo questo spuntino (perché alla fine il bimbo decide di ripulire con la lingua il danno fatto), Joshua scende al piano di sotto e fruga nella dispensa fino a trovare un sacchetto di patatine. Inizia a mangiarle e… sapete la nota pubblicità che ci ricorda che se non ci lecchiamo le dita godiamo solo a metà? Beh, lui deve aver goduto moltissimo, perché inizia a strapparsi un dito a morsi.

La madre lo becca e rimane inorridita: capirete, lei è vegana e se suo figlio si mangia un dito qualcosa non quadra. Meglio chiamare il reverendo Anderson, che interviene per verificare la situazione. Si rende immediatamente conto che i sintomi classici della possessione demoniaca ci sono tutti: cambio della voce, sguardo assatanato, promesse elettorali, levitazione. La madre  di Joshua prova a convincerlo che si tratta solo di aria nella pancia ma in risposta il figlio le piazza una testata sul setto nasale. Il piccolo si contorce, si dimena, proprio non ci sta all’idea di lasciarsi calmare. Un po’ come me da piccolo quando mi aspettava il minestrone.

Nel frattempo entra in scena il protagonista della serie, Kyle. Uno che ha la sfiga che lo rincorre in Ferrari. Vive come un disadattato in una casa che cade a pezzi, con una sorella, Megan, che cerca di farlo tornare alla realtà; ma ci provasse lei a tornare normale dopo quello che ha passato il fratello. Da piccolo ha subito le angherie della madre, vittima di possessione demoniaca, che sperimentava su di lui tutte le mosse che abbiamo conosciuto negli anni ’80 grazie al Wrestling e che poi è riuscito a rendere innocua.

Non solo: tutti pensano che il matrimonio con Allison sia finito perché lui era stato violento con la figlia, ma in realtà si vedrà che la colpevole era stata proprio la ex moglie. Indovinate un po’? Anche lei posseduta dal demonio.

Insomma, dopo aver capito che vita ha fatto questo poveraccio, non mi sento neppure più di lamentarmi di essere perseguitato dai vari Renzi, Napolitano & C. Probabilmente, nelle prossime puntate si scoprirà che anche Equitalia si era messa alle costole.

Fatto sta che, per quanto sembri un rincoglionito, Kyle viene a sapere di Joshua e si presenta a casa del bambino, dove trova il reverendo. I due, in pratica, si vedono solo in occasione di possessioni.

Kyle incontra Joshua: questi dapprima lo riconosce e gli rivolge un “Io ti conosco” che se lo dicessero a me con quella voce me la farei sotto all’istante, poi lo aggredisce. Aggressione meritata, visto che Kyle avanza il sospetto che la possessione sia solo una scusa per non andare a scuola. In questo Outcast presenta un elemento di assoluta novità 🙂

Il reverendo riesce a separarli, ma non sarà l’unico incontro tra i due. Che il giorno successivo si vedono di nuovo. Kyle nota le tende tirate in camera di Joshua e si ricorda che anche a sua madre dava fastidio la luce. Decide, quindi, di illuminare la stanza e di conseguenza Joshua si incazza. Ti credo: sei tranquillo (insomma… più o meno) sul tuo letto e ti inondano il viso di luce. Avrei voluto vedere voi al suo posto. Insomma, in due si mettono a tirarlo per le gambe e lì parte lo scontro. In precedenza, il reverendo Anderson aveva chiesto a Kyle di fare come aveva fatto tanti anni prima con la madre e lui aveva confessato che dopo averla esposta alla luce, esasperato, l’aveva caricata di mazzate. Ma qui si parla di un bimbo e preferirebbe evitare. 

Quando, però, Joshua inizia seriamente a rompergli i coglioni come il bimbo che a tutti noi è capitato di avere dietro in aereo o in treno, quello che ti pianta i piedi nella schiena, piange, strilla, ecc, beh… a quel punto Kyle veste i panni dell’eroe, fa tutto quello che anche noi abbiamo sempre sognato di fare: massacrarlo di botte. 

Ci si mette di impegno: destro – sinistro – destro – sinistro – gancio sinistro – montante destro. Ed in meno di un round, dopo essere stato morso alla mano, ha la meglio sul piccolo e conserva il titolo.

Siamo ormai verso fine puntata ma manca ancora un elemento classico dei film sulle possessioni: la mega vomitata. Tuttavia, Outcast anche da questo punto di vista si mostra una serie innovativa: non si vomita più in orizzontale addosso allo sventurato esorcista e neppure verso il basso sul pavimento. Stavolta lo si fa in verticale, sul soffitto. E siccome i piselli costano una cifra, addio al vomito verde e benvenuto a quello color catrame.

Come ben sappiamo, dopo una bella vomitata ci si sente meglio ed il piccolo, infatti, al netto delle fratture multiple agli zigomi e della rottura del setto nasale, torna ad essere normale.

Questo è quanto vi siete persi se non avete visto la puntata di ieri.

Cosa ci riserverà la prossima puntata? Stiamo a vedere.

Nel frattempo io andrei cauto a dire ai nostri figli di non aver paura del buio… 😀

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