C’è qualcosa che non va


In un Paese in cui, purtroppo, molte cose non vanno, mi sembra che in questi giorni ci sia qualcosa che stona ancora di più del solito, perché temo possa minare la speranza di un futuro migliore.

Facebook, tristemente specchio del Paese, ci presenta continue condivisioni di post che vorrebbero essere di denuncia antifascista ma che a me sembrano dei veri “non sense“.

Quando vedo le soddisfatte condivisioni degli articoli sull’aggressione alla Meloni mi chiedo come queste possano andare a braccetto con quelle dei post contro il femminicidio. La Meloni non mi ha mai convinto politicamente, soprattutto dal momento in cui dichiarò di essere stata alleata di Berlusconi solo per convenienza. Detto questo, però, mi risulta essere donna ed in quanto tale dovrebbe, ma magari qualche penalista mi potrà contraddire, rientrare in quella sesso-categoria per la quale da anni si denuncia la gravità dei maltrattamenti e si richiede maggiore tutela.

Personalmente ho sempre ritenuto che per i colpevoli di violenza su animali (zanzare escluse), bambini e donne ci vorrebbe una sorta di 41 bis e non sto a sindacare sul tipo di tessera di partito posseduta dal padrone dell’animale, dai genitori del bambino o dalla donna in questione. 

Tuttavia, a questo punto, credo di essermi sbagliato, perché evidentemente il colore politico è la discriminante fondamentale, per cui la Meloni potrebbe anche essere linciata senza violare i principi del “No al femminicidio”.

D’altra parte ci può stare. Ci può stare, se è vero che le colpe dei genitori non ricadono sui figli ma se sei figlio di una persona autorevole diventi autorevole a tua volta. Io credevo che questo valesse solo per Alberto Angela, che però l’autorevolezza credo se la sia guadagnata. Evidentemente mi sbagliavo anche su questo.

Mi chiedo se nel condividere il post di Cecilia Strada su quella scritta becera “Non scopate con i fascisti. Non fateli riprodurre” ci sia stato un attimo di riflessione sul significato di una frase tanto ignobile. Attenzione: non ignobile perché riferita ai fascisti (che mi risultano non esistere per legge) ma perché ignobile in generale anche se fosse riferita a comunisti, verdi, democristiani, grillini, cristiani, arabi, musulmani, juventini, interisti, napoletani, ecc ecc.

Vi è una violenza di fondo in una tale frase che trovo davvero aberrante. Ma siccome la figlia di Strada la ripropone allora diventa quasi uno slogan, perché lei è autorevole. “Autorevolezza” che andrebbe chiarita. Non che non faccia bene il suo lavoro ma da qui ad essere “autorevoli” ce ne corre. Un gelataio può essere autorevole su come si fa il gelato ma non può essere considerato opinion leader in tema di economia internazionale. Eppure, in virtù di questa supposta (termine che esprime bene la situazione politico-sociale del momento) autorevolezza, nessuno evidentemente comprende che la Strada, nella sua condivisione, commette uno scivolone madornale. Lei che si pone come missione la difesa dei diritti umani (e qui ha la sua autorevolezza) paradossalmente sostiene un concetto che più violento non si può e che lede un diritto umano fondamentale che è quello della libertà di opinione. Che non è “libertà di essere fascista” ma “libertà di pensarla diversamente anche se poi uno viene chiamato fascista”. Che è ben diverso.

Tra poco si andrà a votare e non potremmo farlo in un clima peggiore. Un clima intimidatorio, in cui un sindaco nega lo spazio pubblico per uno stand ad un partito che tuttavia è autorizzato ad esistere dalle leggi della nostra Repubblica. Non so se ci rendiamo conto della gravità della situazione. Perché per quanto ci possa far ridere perché magari non è il partito per cui pensiamo di esprimere la nostra preferenza, il concetto è inaccettabile. Perché se un domani quel sindaco venisse sostituito da una persona di destra potrebbe anche vietare uno spazio pubblico a M5S o al PD o ad altri. Vi piacerebbe un mondo così? 

A me no. Io preferisco un mondo in cui ognuno possa essere libero di esercitare il proprio pensiero nel rispetto delle regole e senza venir additato in alcun modo. Un mondo in cui si possa tranquillamente andare a votare secondo coscienza, magari sbagliando e cercando di non ripetere lo stesso errore la volta successiva. Un mondo in cui una donna, a prescindere da ciò che rappresenta, in quanto donna ed in quanto in possesso di diritti inalienabili, non debba essere oggetto di comportamenti violenti.

C’è speranza di un mondo così? Se andiamo avanti così temo di no.

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