Tutti (o quasi) contro Cicciobello morbillino


Quando ieri mattina ho sentito il primo di una serie di servizi su Cicciobello Morbillino quasi non riuscivo a crederci. Tutti (o quasi) contro di lui. Giornalisti, opinionisti, medici, persone comuni erano lì (e lo sono ancora) a dibattere sull’opportunità o meno della scelta commerciale fatta per immettere sul mercato un nuovo bambolotto. E non si parlava in termini di “è brutto“, “è bello“, ecc, ma si arrivava a sostenere che giocare con questo bambolotto potrebbe instillare nella mente delle bambine che il loro giocattolo non è vaccinato, altrimenti non avrebbe contratto il morbillo. Di conseguenza, le piccoline potrebbero pensare che possa essere giusto non vaccinarsi visto che poi basta la pezzuola fornita in dotazione per far passare la malattia.

Questa, signori miei, per come la vedo è una delle più grandi cazzate che io abbia mai sentito in tutta la mia vita.

Mia figlia ha ricevuto questo regalo per Pasqua. Sulle prime, non sapendo di cosa si trattasse, ho pensato fosse una femmina per la scelta dei colori (il pantaloncino sembra oggettivamente quello di una drag queen), ma tutto sommato non mi sembrava ci fosse nulla di male in un bambolotto come tanti.

Quando ho sentito la polemica ho provato a mettermi nei panni della casa produttrice ed ho pensato che, innanzitutto, un bambolotto malato deve avere un “qualcosa” di visibile (come, appunto, delle macchie), non potevano fare Cicciobello con un tumore (per dire). Forse i più critici si aspettavano che facessero Cicciobello con la dermatite erpetiforme? Hanno ragione, tutto si può fare nella vita.

Poi ho pensato anche ad un’altra cosa: commercialmente, il nome Cicciobello varicelloso sarebbe piaciuto? Chi lo sa. Forse “morbillino” suona meglio.

Insomma, visto che non parliamo di Cicciobello tossicomane, con laccio emostatico e siringa nel braccio, continuo a non vedere un particolare problema etico o morale.

Sia come sia, le mie riflessioni dalla parte del produttore finiscono qui. E finisce qui anche la parte poiliticamente corretta di questo post. Perché adesso tenderò ad incavolarmi.

In sostanza, la critica mossa al giocattolo è quella di promuovere teorie “no vax” nel bambino. Il ché a me fa solamente ridere. Ma ridere davvero tanto. E rido perché appartengo ad una generazione cresciuta con il mito di robot che dalla mattina alla sera svolazzavano nei cieli per lottare contro l’invasione aliena e difendere la Terra. Siamo cresciuti con i Puffi, abbiamo giocato con i soldatini, abbiamo usato miccette, raudi ed altri botti. E personalmente ritengo di essere consapevole che Goldrake, Jeeg Robot e Mazinga siano solo fantasia, al pari dei Puffi. So che i raudi non devono essere tirati contro le persone e che la guerra non è un gioco. E sono convinto che come me lo sappiano molti altri 40enni. Allora mi chiedo: i bambini di oggi sono più rincoglioniti di me?

Mi sembra assurdo pensare che una bambina di 4-5 anni si metta a pensare che se il suo bambolotto ha il morbillo è a causa di una scelta no vax dei genitori. Ma soprattutto: come si può pensare che sia sbagliato che la bambina ritenga di poter guarire Cicciobello passando la pezzuola magica sulla sua pelle? Quale sarebbe il problema? O meglio: non è che il problema è nella nostra testa e cerchiamo di trasferirlo in quella dei nostri figli? Mi sa di sì.

Perché allora dovremmo interrompere immediatamente la trasmissione di cartoni animati in cui delle bambine curano i propri peluche, perché non solo questi nella realtà non parlano ma si lascia pensare ai bambini che l’abuso di professione sia una cosa giusta (non credo che la Dotty di Dottoressa Peluche sia laureata…).

Interrompiamo immediatamente la trasmissione di Paw Patrol e Superpigiamini, in cui dei bambini guidano quad, aerei, macchine e vivono sostanzialmente da soli (abbandono di minore, turbe psichiche che li portano a parlare con animali o voler dominare il mondo, sfruttamento di minori da parte della società che chiede loro di risolvere tutti i problemi… la lista è lunga).

Non vedo davvero quale sia il problema nel lasciar pensare ad un bambino che una malattia si curi semplicemente con una pezzuola. Da quando sono nati i giocattoli i bambini curano i propri peluche simulando punture ed applicando cerotti. Per mia figlia un cerotto è la cura per qualsiasi male. E dov’è il problema? Penso che un bambino abbia il sacrosanto diritto di vivere una visione ovattata del mondo e non per questo crescerà come un imbecille. Siamo davvero sicuri di voler spiegare ai bambini la realtà dei fatti? Perché allora dobbiamo anche smettere di dir loro che sono circondati da persone buone e dobbiamo spiegargli che la prossima volta che andiamo al cinema a vedere un film della Disney magari salteremo in aria per colpa di un kamikaze. 

Penso che un bambino abbia tutta un avita davanti a sé per scoprire che si può morire su un tavolo operatorio per un intervento banale e senza che il chirurgo abbia fatto un errore, oppure che senza nessun preavviso una persona può cadere lunga distesa da un momento all’altro anche in giovane età.  Semplicemente perché la gente, nel mondo reale, muore. Solo che il mondo reale non corrisponde esattamente a quello che il bambino vede con i suoi occhi.

Se vogliamo davvero che il bambino cresca distinguendo il vaccinato dal non vaccinato, il vax dal no vax, mi sta bene ma questo implica molte altre spiegazioni a monte, dovrebbe crescere consapevole di ciò che gli accade intorno.

Ricordiamoci, però, che stiamo parlando di bambini. Che, a quel punto, già a 5 anni avranno il diritto di pensare di vivere in un mondo di merda. Così gli avremo anche tolto quel po’ di magia che rimane nel periodo dell’infanzia.

Per contro, però, a tutti gli scienziati che ritengono che Cicciobello Morbillino trasmetta un pericoloso messaggio “no vax” chiedo: tutta l’energia che state investendo per rompere i coglioni su un giocattolo avete mai provato ad investirla per insegnare ai vostri figli a mettere la manina davanti alla bocca quando tossiscono per evitare di scatarrare in faccia agli altri bambini? Perché fino a prova contraria è proprio per questo che i nostri figli si ammalano a scuola. Il ché è normale, lo so. Ma se vogliamo essere rompipalle allora cerchiamo almeno di essere coerenti.

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