La pasta all’estero: quando la pecunia non olet

Dopo aver già toccato l’argomento, rieccomi a parlare di pasta all’estero ed in particolare della mitica Panzani, di cui abbiamo già ampiamente discusso in un post del 2012.

Ormai, quando giro per gli scaffali dei supermercati francesi, mi diverto a fare una capatina nel reparto pasta per vedere se ci sono delle novità. Che poi non sono delle vere e proprie novità, ma solamente prodotti che non avevo notato in precedenza. Ed ecco che stavolta la mia attenzione è stata attirata da un bel barattolone da 400 gr di ravioli di pura carne bovina.

20140307_170627Ah, i cari vecchi ravioli in scatola con salsa italiana della nonna. Altro che “Dove c’è Barilla c’è casa“: qui è il caso di dire che dove c’è un focolare c’è Panzani! Continua a leggere “La pasta all’estero: quando la pecunia non olet”

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Dove c’è Barilla c’è casino

Parafrasando il noto slogan, si potrebbe dire che, almeno in questi giorni, “Dove c’è Barilla c’è casino“.

Infatti, alla fine, tutti quelli che inneggiavano al linciaggio di Guido Barilla in seguito all’intervista rilasciata a La Zanzara su Radio24 (qui il link alla notizia) hanno avuto soddisfazione: la dinastia della pasta italiana si è arresa. Ecco le parole di Luca Barilla: «Le affermazioni sono state in poche ore riportate da tutti gli organi di informazione del mondo. I giornali hanno cercato di focalizzare l’attenzione su quei piccoli elementi che avrebbero potuto scatenare la polemica. Così si è creata una situazione drammatica. Il rischio per noi è stato quello di essere buttati fuori dai negozi. Per noi questa situazione avrebbe potuto rappresentare un danno molto grave all’azienda e alle migliaia di suoi dipendenti» (fonte www.secoloditalia.it).

 La posizione della Barilla sul sito internet aziendale


La posizione della Barilla sul sito internet aziendale

Morale: nel nostro Paese, in cui si inneggia alla tolleranza, la libertà di espressione è morta e sepolta. Continua a leggere “Dove c’è Barilla c’è casino”

Sessofobia e pubblicità

La storia si ripete.

All’inizio del XVIII secolo si concluse la caccia alle streghe ma oggi finalmente abbiamo la possibilità di dilettarci con una nuova caccia: quella al sesso. Al rogo qualunque uomo osi definirsi tale e auspicare di fare una famiglia con una donna. Sia arsa viva quella donna che, secondo strane voci nel villaggio, affermi di essere l’unica in grado di generare una prole.

Al rogo, al rogo!!!

Nel solito clima da bempensanti che caratterizza il nostro Paese, quel clima in cui chiunque può pestare i piedi degli italiani ma nessun italiano deve azzardarsi a proferire parola sugli ospiti, ecco che mancava proprio una bella scarica di sessofobia. Continua a leggere “Sessofobia e pubblicità”

La pasta all’estero non è italiana

In uno degli ultimi post mi sono soffermato sulla tendenza di molti chef e/o simili a riempirsi la bocca del termine “tipica italiana” per propinare una loro ricetta che di italiano ha ben poco.

Giorni fa, provocatoriamente, il mio amico Francesco mi ha mostrato una foto di Nigella Lawson e del suo libro Nigellissima, italian instant inspiration. Dico “provocatoriamente” perché Nigella parla chiaro, si ispira spesso a ricette italiane ma se si allontana dall’originale lo dice. Anche perché il bello della cucina è proprio questo: poter adattare ai propri gusti ciò che si cucina. Basta poi non spacciare la ricetta per “tipica“.

Inoltre, io e Francesco possediamo un documento con valore legale firmato dalle rispettive metà che ci autorizza a considerare Nigella come nostro sogno culinar-erotico. D’altra parte, come si può non adorare una donna che cucina con tanto burro e cioccolato che di più non si può e che nottetempo svaligia il frigorifero? Io dico sempre che se fossi donna sarei Nigella e ne sarei orgogliosa (cambierei solo le gonne). Continua a leggere “La pasta all’estero non è italiana”