Tribuna politica… de noantri! La parola agli elettori.

In un’Italia che, imbiancata dalla neve, fatica a riprendersi da un evento inconcepibile, triste e diseducativo come la vittoria di Tiziana a MasterChef (la mia vincitrice morale resta Daiana), prosegue il conto alla rovescia verso le elezioni.

Da un post sulla vicenda di Giannino pubblicato sulla pagina Facebook è nata un’idea non certamente originalissima, ma che vuole essere (lo spero) lo spunto per qualche riflessione in più nelle ultime ore prima di andare a votare: far parlare di politica gli elettori anziché i politici. Pareri più pratici, più a contatto con la realtà rispetto a ciò che sembra essere, molto spesso, la politica nostrana, persa in un mondo che noi che lo viviamo fatichiamo a riconoscere come quello che ci sta intorno ogni giorno.

Ho avuto la fortuna di trovare l’appoggio di alcuni amici, che ringrazio perché mi hanno dato i loro pareri ed hanno, in pratica, scritto questo post, creando quella che ho chiamato la Tribuna Politica “de noantri.

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Il Signor Testa d’uovo, il “voto utile” ed altre cazzate…

L’altro giorno ho portato mio figlio a fare un giro alle giostre e nella stessa piazza in cui ci trovavamo si teneva un piccolo comizio, davanti ad un pubblico di una quindicina di persone. Tema del dibattito: “astenersi dal voto”.

Ecco, questi sono argomenti che mi fanno venire il prurito, soprattutto se motivati come faceva il personaggio che stava sul palco, il “Signor Testa d’Uovo”: “tanto i politici rubano”, “i politici non mantengono le promesse”, “ci fregano sempre”.

Caro Signor Testa d’Uovo,

se quello che ha espresso durante il comizio è il suo pensiero allora io le propongo una cosa: rinunciamo ad avere diritto di andare a votare. Chiediamo ai giornali di non pubblicare più alcuna notizia di politica o che faccia riferimento alla gestione dello Stato, perché se non votiamo non ci interessa neanche sapere cosa succede visto che non possiamo comunque cambiare le cose. Instauriamo una bella dittatura e così non ci pensiamo più. Continua a leggere “Il Signor Testa d’uovo, il “voto utile” ed altre cazzate…”

Di Monti e dei soldi che ci poteva far risparmiare

Ieri sera ho ripreso in mano una pagina di giornale messa da parte prima delle feste natalizie per leggerla con calma una volta trascorsi i giorni di festeggiamento all’ingrasso. E devo dire che le notizie che ho letto non mi hanno favorito la digestione.

La prima che mi sono trovato davanti è stata quella relativa a “Fratelli d’Italia”, il nuovo movimento della Meloni e di La Russa. Mi sono cadute le palle. Ma non per il programma o la caratterizzazione politica, bensì per il nome. Ogni volta che nasce una lista, un partito, un qualsiasi assembramento di politici o aspiranti tali, probabilmente si riunisce un’apposita commissione di cervelli per stabilire il nome più adatto. A suo tempo Berlusconi fu criticato perché con la sua Forza Italia (ed il nome di “azzurri” dato ai suoi membri) aveva sfruttato gli slogan calcistici. Evidantemente La Russa, che a quel tempo seguiva il Cavaliere, deve aver ricordato quell’insegnamento.

Ma ci siamo mai fermati a riflettere, ad esempio, sul nome Partito Democratico? Pensiamoci un attimo: scegliere questo nome vuol dire che chi non ne fa parte non è un democratico. Il ché è fuori da ogni logica. Oltre che palesemente falso.

Comunque, afflitto da questi pensieri mi sono trovato davanti l’ennesima notizia sull’agenda Monti ed a quel punto mi è partito un ragionamento che adesso vi espongo. Continua a leggere “Di Monti e dei soldi che ci poteva far risparmiare”

Povera Italia… altro che 21 dicembre!

Siccome si avvicina la fine del mondo (che incombe sicura come il Millennium Bug), ne approfitto per un piccolo sfogo serio sul nostro bellissimo Paese e su tutte le cazzate delle quali sentiamo parlare quotidianamente e che non fanno altro che renderlo un Paese piccolo piccolo, culturalmente, politicamente ed economicamente. E questo mi fa imbestialire, perché sfido chiunque in Europa a dire che l’Italia non avrebbe le carte in regola per essere leader di un’Unione Europea che esiste solo sulla carta ma che resta comunque un punto di riferimento.

Parliamo di questi punti di riferimento e di quanto ci hanno frantumato le palle con il maledetto spread (cliccate qui per godervi almeno la canzone del Bambino Alberto sullo spread, giusto per tirarvi su il morale).

Abbiamo passato mesi in cui appena aperti gli occhi al mattino abbiamo subito controllato in tv o sul cellulare a quanto fosse lo spread. 500. 498. 503. 480. Tombola. Nell’incontrare conoscenti abbiamo chiesto “Come va?” e ci siamo sentiti dire “Eh, come vuoi che vada… con lo spread a 500…”. Cazzo, neanche avessimo chiesto a quanto fossero i trigliceridi o il colesterolo! Continua a leggere “Povera Italia… altro che 21 dicembre!”

Flavia Vento: ecco 5 motivi per cui stare a casa…

Accontento il mio amico Giovanni con molto piacere nel dire due parole sul “ri-esordio” politico di Flavia Vento. Dico “ri-esordio” perché la ragazza ci aveva provato anni fa, mostrando chiaramente a tutti di non essere pronta per esprimere dei concetti. Bella quanto volete, ma le primissime interviste furono quanto meno imbarazzanti (chi desidera può trovarle su internet se non le ricorda).

Tranquilli, non si tratta di un post a carattere politico! Parlare di politica e di Flavia Vento è come discutere di fisica quantistica con un neonato, di democrazia con un dittatore, di Firenze con Marchionne.

Flavia Vento e il calendario del 2000

Flavia Vento e il calendario del 2000

Adesso Flavia ha deciso di fondare un partito tra i cui scopi ci sono la fine di ogni guerra, lo stop all’uso degli animali nei circhi e la chiusura degli zoo. Un po’ come se io decidessi di fondare un partito il cui scopo è l’abolizione dell’aumento di peso dopo aver mangiato la Nutella. Anzi, quasi quasi lo faccio: più tardi prendo un banchetto e vado a raccogliere firme. Senza autorizzazione, come ha fatto la Vento. Che infatti è stata allontanata dai Carabinieri.

Vabbene che Renzi ha portato idee nuove su come fare politica (uso il suo nome in questo articolo solo per migliorare l’indicizzazione su Google, sperò mi perdonerà), ma non è che qualsiasi idea vada bene. Continua a leggere “Flavia Vento: ecco 5 motivi per cui stare a casa…”

Le idee di Renzi non hanno perso

L’esito di qualsiasi elezione rappresenta, in Italia, il festiva della bugia. Chi vince, magari di una manciata di voti, parla di vittoria netta; chi perde, magari del 15-20%, parla di risultato storico. Tutte cazzate, dette perché molto spesso non si sa vincere e quasi mai si sa perdere. Di questo gruppo di venditori di fumo non fa sicuramente parte Matteo Renzi.

Lo ha dimostrato ieri: la vittoria numerica di Bersani è stata evidente, netta, palese. Usate voi il termine che volete. Ed il gesto di grande civiltà di Renzi è stato quello di ammetterlo. Continua a leggere “Le idee di Renzi non hanno perso”

Renzi: vogliono farlo fuori con la burocrazia

Giuro, io vorrei parlare anche di altre cose e non solo di politica, ma quello che succede in questi giorni non può non essere commentato. E tanto stanno facendo a sinistra che alla fine uno per forza prende Renzi in simpatia. 

Cosa penso di Renzi l’ho già detto, ma quello che sta succedendo in queste ore me lo rende ancora più simpatico.

Succede che per una pubblicità fatta sulla carta stampata e che invita solo ad andare a votare (non a “votare per Renzi”, ma a “votare”!) gli altri 4 amici al bar (Bersani, Vendola, Tabacci, Puppato) hanno presentato un esposto ai garanti contro di lui per “palese violazione del codice di comportamento dei candidati e dei principi regolamentari” (Fonte TgCOM24).

Perché mi sta simpatico?

Intanto perché gente che ha preso l’1,4% (Tabacci) o il 2,6% (Puppato) e quindi non è neanche in grado di poter partecipare ai giochi delle alleanze dovrebbe fare a tutti la cortesia di tacere. Continua a leggere “Renzi: vogliono farlo fuori con la burocrazia”