La politica del Grillo urlante

Sta spopolando lo streaming dell’incontro tra Renzi e Grillo, in cui il primo magari sperava di trovarsi davanti un “Grillo parlante” mentre l’altro si è presentato nelle vesti del Grillo urlante. Come di consueto, mi viene da dire.

Non che mi aspettassi chissà cosa da questo incontro, ma resto colpito dai commenti di questi giorni, in particolare da quelli che inneggiano a Grillo, al fatto che le abbia cantate a Renzi. E mi chiedo: è questo comportamento che vogliamo da chi ci rappresenta?

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Tribuna politica… de noantri! La parola agli elettori.

In un’Italia che, imbiancata dalla neve, fatica a riprendersi da un evento inconcepibile, triste e diseducativo come la vittoria di Tiziana a MasterChef (la mia vincitrice morale resta Daiana), prosegue il conto alla rovescia verso le elezioni.

Da un post sulla vicenda di Giannino pubblicato sulla pagina Facebook è nata un’idea non certamente originalissima, ma che vuole essere (lo spero) lo spunto per qualche riflessione in più nelle ultime ore prima di andare a votare: far parlare di politica gli elettori anziché i politici. Pareri più pratici, più a contatto con la realtà rispetto a ciò che sembra essere, molto spesso, la politica nostrana, persa in un mondo che noi che lo viviamo fatichiamo a riconoscere come quello che ci sta intorno ogni giorno.

Ho avuto la fortuna di trovare l’appoggio di alcuni amici, che ringrazio perché mi hanno dato i loro pareri ed hanno, in pratica, scritto questo post, creando quella che ho chiamato la Tribuna Politica “de noantri.

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Povera Italia… altro che 21 dicembre!

Siccome si avvicina la fine del mondo (che incombe sicura come il Millennium Bug), ne approfitto per un piccolo sfogo serio sul nostro bellissimo Paese e su tutte le cazzate delle quali sentiamo parlare quotidianamente e che non fanno altro che renderlo un Paese piccolo piccolo, culturalmente, politicamente ed economicamente. E questo mi fa imbestialire, perché sfido chiunque in Europa a dire che l’Italia non avrebbe le carte in regola per essere leader di un’Unione Europea che esiste solo sulla carta ma che resta comunque un punto di riferimento.

Parliamo di questi punti di riferimento e di quanto ci hanno frantumato le palle con il maledetto spread (cliccate qui per godervi almeno la canzone del Bambino Alberto sullo spread, giusto per tirarvi su il morale).

Abbiamo passato mesi in cui appena aperti gli occhi al mattino abbiamo subito controllato in tv o sul cellulare a quanto fosse lo spread. 500. 498. 503. 480. Tombola. Nell’incontrare conoscenti abbiamo chiesto “Come va?” e ci siamo sentiti dire “Eh, come vuoi che vada… con lo spread a 500…”. Cazzo, neanche avessimo chiesto a quanto fossero i trigliceridi o il colesterolo! Continua a leggere “Povera Italia… altro che 21 dicembre!”

Flavia Vento: ecco 5 motivi per cui stare a casa…

Accontento il mio amico Giovanni con molto piacere nel dire due parole sul “ri-esordio” politico di Flavia Vento. Dico “ri-esordio” perché la ragazza ci aveva provato anni fa, mostrando chiaramente a tutti di non essere pronta per esprimere dei concetti. Bella quanto volete, ma le primissime interviste furono quanto meno imbarazzanti (chi desidera può trovarle su internet se non le ricorda).

Tranquilli, non si tratta di un post a carattere politico! Parlare di politica e di Flavia Vento è come discutere di fisica quantistica con un neonato, di democrazia con un dittatore, di Firenze con Marchionne.

Flavia Vento e il calendario del 2000

Flavia Vento e il calendario del 2000

Adesso Flavia ha deciso di fondare un partito tra i cui scopi ci sono la fine di ogni guerra, lo stop all’uso degli animali nei circhi e la chiusura degli zoo. Un po’ come se io decidessi di fondare un partito il cui scopo è l’abolizione dell’aumento di peso dopo aver mangiato la Nutella. Anzi, quasi quasi lo faccio: più tardi prendo un banchetto e vado a raccogliere firme. Senza autorizzazione, come ha fatto la Vento. Che infatti è stata allontanata dai Carabinieri.

Vabbene che Renzi ha portato idee nuove su come fare politica (uso il suo nome in questo articolo solo per migliorare l’indicizzazione su Google, sperò mi perdonerà), ma non è che qualsiasi idea vada bene. Continua a leggere “Flavia Vento: ecco 5 motivi per cui stare a casa…”

Caro Matteo, che peccato…

Matteo Renzi si è presentato al grande pubblico come il “rottamatore” (o meglio, così lo hanno definito), colui che proponeva una innovazione della scena politica e soprattutto del modo di farla. Un riformatore, il portatore di aria nuova, mettiamola così.

E nel far questo si è accaparrato la simpatia di molti, anche appartenenti a ideologie politiche diverse dalla sua.

Io non avevo mai scritto ad un politico in vita mia, finché una sera di poco più di un anno fa ho sentito Renzi parlare in tv e dire delle cose estremamente sensate. Tanto sensate (almeno a mio parere) che con la trasmissione ancora in corso gli ho scritto per complimentarmi. Mi sembrava così bello che un mio coetaneo, cioè un soggetto politicamente giovane, fosse talmente attivo e propositivo. E nulla mi importava del fatto che avesse idee molto lontane dalle mie come schieramento politico.

Dopo pochissimi giorni mi è arrivata una risposta, dettagliata, che riprendeva i punti che avevo toccato nella mia e-mail. E questo mi ha fatto piacere, mi ha fatto pensare ad una persona molto vicina ai cittadini in generale, non solo ai fiorentini.

Lo confesso, per un bel po’ ho pensato che Renzi potesse essere la mia via di fuga da questo limbo politico in cui mi trovo da mesi.

Oggi, però, mi chiedo dove sia l’innovazione proposta.

Chi ha visto ieri sera la puntata di Porta a Porta avrà ascoltato le parole di Simona Bonafé, portavoce di Renzi, che nel commentare i risultati del primo turno delle primarie non ha mancato di sottolineare come “i nostri referenti locali ci segnalavano numeri diversi, ma vabbé…”, tanto da suscitare la reazione dell’entourage di Bersani che ha replicato con un lapidario “Quindi non ti fidi?”.

Tradotto: intanto io la butto là, col sorriso, non dico nulla. Ma in realtà lo dico.

Ecco, qui sta il “peccato”. Perché continuare con questo modo di fare politica? Dove sta l’innovazione? Non sarebbe ora di finirla con le mezze frasi, le accuse camuffate da commenti, le parole dette e non dette? Se c’è una cosa da dire la si dice. Per chiarezza, per far capire ai cittadini che si ha il coraggio di prendere posizione. Oppure si tace. Non si sta nella terra di nessuno. Questo è uno spettacolo degno della cultura politica con la quale siamo cresciuti e che vorremmo abbandonare.

Renzi doveva rappresentare il “nuovo”, il “cambiamento”. Peccato che si sia scordato di avvisare la sua portavoce.

Che peccato, Matteo, che peccato…

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