Outcast per i fifoni

Finalmente abbiamo visto la puntata pilota di Outcast. L’attesa, per gli amanti del genere, era tanta e la reazione generale è stata abbastanza positiva. Certo, c’è chi l’ha visto in maniera sfrontata e chi forzandosi un po’ a vincere qualche timore. Io, ad esempio, dopo la puntata ho acceso la luce per andare a prendere l’acqua in cucina 🙂

Ed allora ecco qui la prima puntata di Outcast per i fifoni, perché magari cercando di reinterpretare in chiave più o meno ironica ciò che ci fa paura riusciamo a vincere le nostre paure. O almeno, io in questo modo, anni fa, sono riuscito a vedere L’Esorcista.

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E se gli sciacalli fossimo noi?

Se seguite questo blog sapete che per il 90% delle volte parlo di frivolezze, ma stavolta non ne ho proprio voglia. Le notizie degli ennesimi attentati avvenuti ieri (adesso è toccato a Bruxelles, dopo Ankara, Parigi, ecc), non mi fanno venire troppa voglia di ridere. Ma non è questa la causa scatenante di ciò che sto per scrivere (con abbondante uso di turpiloquio).

Alcune reazioni che ho visto ieri su Facebook, sempre più punto di accumulazione di cazzate multiple a ripetizione, mi hanno dato francamente fastidio, perché mi fanno pensare che anche in questa occasione non abbiamo esitato ad utilizzare ciò che è accaduto in favore delle nostre ideologie. Ed allora mi viene spontaneo chiederci: e se gli sciacalli fossimo noi?

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No, io non ringrazio l’ex Presidente

Non so, rimango abbastanza allibito dal numero di persone che hanno usato l’hashtag #Graziepresidente per le dimissioni di Napolitano. E rimango ancora più allibito da quelli che lo considerano un “nonno“.

Ebbene, io no, non ringrazio l’ormai ex Presidente della Repubblica.

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Nelle mani degli imbecilli

Siamo nelle mani degli imbecilli“. Questo ho pensato ieri sera dopo aver ascoltato le reazioni italiane alla strage di Parigi.

Non voglio commentare la tragedia di Charlie Hebdo, non c’è molto da dire quando si verificano certi orrori. Possiamo stare qui ore a dirci che non si può uccidere con l’alibi della religione, così come possiamo discutere all’infinito sul fatto che questa non debba essere una guerra tra religioni, bensì una lotta tra uomini: uomini giusti da una parte e terroristi dall’altra.

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La politica del Grillo urlante

Sta spopolando lo streaming dell’incontro tra Renzi e Grillo, in cui il primo magari sperava di trovarsi davanti un “Grillo parlante” mentre l’altro si è presentato nelle vesti del Grillo urlante. Come di consueto, mi viene da dire.

Non che mi aspettassi chissà cosa da questo incontro, ma resto colpito dai commenti di questi giorni, in particolare da quelli che inneggiano a Grillo, al fatto che le abbia cantate a Renzi. E mi chiedo: è questo comportamento che vogliamo da chi ci rappresenta?

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Come sarà il 2014?

Ci siamo affannati a maledire il 2013, chi per un motivo chi per un altro, ma cosa ci fa pensare che il 2014 possa essere un anno migliore? Voglio dire, al di là delle personali e legittime speranze, quali segnali ci fanno sperare in un anno di maggior fortuna per noi e per il nostro Paese?

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Tutta colpa di Berlusconi

Sono giorni di frenetica discussione su amnistia e indulto, temi da trattare con delicatezza (o almeno così dovrebbe essere), se non altro nel rispetto degli italiani onesti che, quando si affrontano questi argomenti, cominciano a pensare di non essere mica tanto tutelati.

Eppure, mi sembra che ogni giorno il vero problema che attira l’attenzione dei più sia: la riforma riguarderà anche Berlusconi oppure no? Oddio, la risposta il Ministro Cancellieri l’ha data anche venerdì mattina a Giovanni Minoli su Radio24: no, non riguarderà Berlusconi. Ma il dibattito è aperto.

Tuttavia, quello che mi domando è: possibile che di qualunque cosa si parli ci sia  sempre e comunque il terrore che qualcosa possa andare a vantaggio di Berlusconi? Possibile che il problema dell’Italia sia Berlusconi? Continua a leggere “Tutta colpa di Berlusconi”